Non solo i sindacati e le forze di opposizione sono contrari alla recente istituzione dell’ulteriore balzello sulle prescrizioni nella sanità di € 2,50 istituito dalla Giunta regionale di destra della Basilicata. Sul provvedimento piovono “polpette avvelenate” anche dal proprio versante politico. E’ il caso dell’ex senatore (del Popolo delle Libertà e finiano), nonchè consigliere regionale Egidio Digilio che scrive “In 15 anni (tre legislature) di mia attività in Consiglio Regionale non è mai accaduto e nè sarebbe mai potuto accadere per la ferma opposizione popolare che una Giunta Regionale abbia messo una “tassa sulla salute” dei lucani. Perchè, al di là dei tentativi di sminuire con elenco di esenzioni (ci mancherebbe solo di farla pagare a malati cronici e pensionati al minimo) di questo si tratta come hanno già valutato anche le persone che hanno le “scuole basse” per rispondere a Bonaccini che insulta il popolo di destra. Le scusanti della necessità di fare cassa e dell’imposizione da parte del Ministero Salute non reggono. La verità è che si tenta di mascherare il buco della sanità lucana per evitare il commissariamento. Quello che non può andare giù è che una Giunta di centrodestra è riuscita a fare quello che una Giunta di centrosinistra non ha mai fatto. Tutto questo senza affrontare i problemi che si trascinano da anni. In primo luogo le liste di attesa con pazienti cardiopatici che dopo un’operazione devono aspettare 16 mesi e la carenza di medici di famiglia”. Ma una bacchettata arriva anche dai fratelli-coltello di Futuro Nazionale che contestano la decisione accusando chi siede in via Verrastro di aver dimenticato cosa significa essere vera destra. Il coordinatore regionale di Futuro Nazionale, Giulio Curatella ha infatti pubblicato un vero j’accuse contro questa “destra sbiadita, annacquata, irriconoscibile.” IL TICKET DA 2,50 EURO È LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO. BASTA!
“Dal 1° ottobre i lucani non esenti pagheranno 2,50 euro per ogni ricetta farmaceutica convenzionata.
Due euro e cinquanta possono sembrare pochi a chi guarda la Basilicata dai palazzi.
Ma la politica non si misura soltanto in euro.
Si misura nei segnali che manda.
E il segnale che arriva è chiarissimo: quando i conti non tornano, alla fine si torna a mettere le mani nelle tasche dei lucani.
Negli ultimi mesi questa maggioranza allargata di finto centrodestra si era già lacerata sulla vicenda delle indennità differite dei consiglieri, i cosiddetti “mini-vitalizi”.
Una vicenda gestita malissimo. Nel merito e nel metodo.
E mentre famiglie, imprese e territori chiedono sanità efficiente, infrastrutture, lavoro e servizi, il Consiglio regionale ha trovato anche il tempo di approvare all’unanimità un ordine del giorno per promuovere il congedo mestruale nelle scuole lucane.
È questa la destra?
Per me, no.
Mini-vitalizi, congedo mestruale e adesso ticket sanitario. Basta. Non è quello che chiedono e si aspettano i lucani.
Una destra che rincorre l’agenda culturale della sinistra e contemporaneamente introduce nuovi costi a carico dei cittadini diventa una destra sbiadita, annacquata, irriconoscibile.
Né destra sociale, né destra liberale.
Questa è mera gestione del potere.
E intanto ripartono puntualmente i grandi movimenti della vecchia politica che ha già fatto troppi danni ai lucani.
Il 19 settembre Forza Italia celebrerà il proprio congresso regionale a Potenza e Vito Bardi viene indicato come il nome più accreditato per assumere la guida regionale del partito.
Da mesi circola inoltre uno scenario politico che guarda alle elezioni nazionali del 2027 e persino alla possibilità di elezioni regionali anticipate qualora il Presidente lasciasse la Regione.
Ma proprio per questo i lucani hanno diritto di sapere quale sia il progetto per la Basilicata e quale quello per le carriere personali.
Perché un mandato ricevuto dagli elettori non è una fermata intermedia verso qualcos’altro.
Abbiamo già visto troppe stagioni politiche consumarsi tra equilibrismi, congressi, candidature, riposizionamenti, correnti e accordi di palazzo.
La Basilicata merita altro.
Merita una politica capace di dire NO quando una scelta è sbagliata, anche quando a proporla sono gli “alleati”.
Merita una destra che abbia il coraggio di fare la destra.
E allora una domanda voglio farla anche a chi viene dal Fronte della Gioventù e oggi milita in Fratelli d’Italia o nella Lega.
Toc toc. Ci siete ancora?
Vi ricordate da dove venite?
Vi ricordate le battaglie, i valori e gli ideali per i quali avete scelto di fare politica?
Cambiare partito è legittimo.
Dimenticare ciò in cui si crede è un’altra cosa.
E i cittadini non possono diventare il bancomat al quale presentare il conto ogni volta che qualcosa non funziona.
Prima di chiedere altri 2,50 euro per una ricetta, la politica dovrebbe dimostrare di aver cercato ogni spreco, eliminato ogni inefficienza e preteso risultati da ogni euro pubblico già speso.
Perché, preso isolatamente, il ticket può sembrare poca cosa.
Ma qui non è più una questione di 2,50 euro.
È una questione di metodo.
È una questione di priorità.
È una questione di rispetto.
Il vaso è pieno.
Servono cittadini che controllino, che facciano domande, che pretendano risposte e che rifiutino la rassegnazione.
Che sbattano i pugni sul tavolo una volta per tutte!
La Basilicata non appartiene ai partiti.
Non appartiene alle segreterie.
Non appartiene alle correnti.
E soprattutto non appartiene alle carriere di nessuno.
LA BASILICATA APPARTIENE AI LUCANI.
Alzate la voce. Partecipate. Informatevi. Controllate gli atti. Chiedete conto di ogni euro pubblico, di ogni decisione e di ogni promessa.
UNITEVI A NOI E FACCIAMOLO INSIEME!
Per troppo tempo ci hanno abituati a pensare che nulla possa cambiare.
È proprio questa rassegnazione il più grande alleato della vecchia politica.
Una terra che abbassa la testa può essere governata per sempre dagli stessi meccanismi.
Una terra che rialza la testa, pretende rispetto e torna protagonista può cambiare tutto.
Il ticket da 2,50 euro è soltanto una goccia.
Ma può essere la goccia che ci ricorda che il vaso è ormai colmo.
🇮🇹 BASILICATA, ALZA LA TESTA.
IL TEMPO DEL SILENZIO È FINITO.
VOGLIAMO UNA BASILICATA FUTURISTA CHE CHIUDA I PONTI CON LA POLITICA DEL PASSATO !
PER LA BASILICATA, PER UN’ALBA FUTURISTA!”

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