La tormentata vicenda della Ferrosud spa di Matera, per la quale sono in apprensione lavoratori, sindacati e quella parte della città che non si rassegna a un futuro davvero incerto, approda in Parlamento per l’ennesima interrogazione di attesa…L’ultima è del senatore Saverio De Bonis che ha interloquito nel question time, andato in onda dopo le 15.00 su RaiTre, con il ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli dal quale sono venute attestazioni sul ruolo ed esperienza di Ferrosud nella produzione e riallestimento di materiale rotabile (e non va ignorato insieme a tutta la forza lavoro), precisazioni su quanto sta avvenendo nei diversi gradi di giudizio in Toscana che impediscono la cessione delle quote azionarie e con tanto di ”vediamo che succede” per un eventuale fitto o cessione di ramo d’azienda a terzi. Chiarezza e piedi di piombo. Il Ministro,pertanto, con occhi e orecchie aperte. ”… La Ferrosud spa -ha detto Patuanelli- produce carrozze in acciaio e vanta un knowhow unico in materia. La società risulta debitrice nei confronti della Cometi spa,in amministrazione straordinaria, che ne detiene 47500 azioni . A tal riguardo ricordo, nell’ambito delle operazioni della società Cometi , che è stato avviato davanti al Tribunale di Arezzo l’azione revocatoria dell’atto delle citate azioni, le quali poi sono state citate al signor Dario Malena. Il tribunale di Arezzo con sentenza di primo grado ha condannato quest’ ultimo alla restituzione delle azioni e avverso a tale sentenza è stato proposto appello, tuttora pendente dal signor Malena. Il commissario ha comunicato che all’udienza sono intervenute tutte le parti e il giudice ha rinviato al 22 ottobre 2019, per le repliche. Con specifico riferimento al quesito del senatore interrogante evidenzio che nel corso del 2019 la procedura di amministrazione straordinaria della Cometi ha ricevuto la proposta transattiva del signor Malena, con la quale il medesimo offriva il pagamento di una somma a fronte della rinuncia da parte della Cometi agli effetti della sentenza pronunciata dal tribunale di Arezzo. Per la valutazione della medesima proposta sono stati proposti ulteriori approfondimenti al commissario straordinario. Nelle more degli approfondimenti è stata formulata una proposta di acquisto del pacchetto azionario. Su tale proposta si è espresso il commissario straordinario anche sulla scorta di un parere legale, il quale ha sottolineato che ad oggi gli atti di cessione del pacchetto azionario devono ancora considerarsi opponibili alla procedura per la pendenza del giudizio di appello, con conseguente impossibilità di porre in vendita il pacchetto stesso. Inoltre dopo l’ultimo tavolo di confronto fra le parti il 7 ottobre scorso al Mise il Piano industriale della Ferrosud non fosse ancora pronto e che lo stesso sarebbe stato presentato in sede di esame congiunto tra Ferrocos, Ferrosud e organizzazioni sindacali. All’incontro che si è tenuto ieri presso la sede Confapi di Matera, conseguentemente si è deciso di convocare nuovamente il tavolo nel minor tempo possibile. Pertanto il Ministero per lo sviluppo economico non solo continuerà a vigilare , con i propri uffici competent sull’operato dei commissari ma bensi farà tutti gli opportuni approfondimenti dopo l’aggiornamento del tavolo”. Chiaro il Ministero non dà nulla per scontato e monitorerà su fatti, proposte, livelli di giudizio e operato dei commissari visto che finora la situazione della Ferrosud, dalla cessione di Ansaldo Breda a privati a oggi fatto solo passi indietro negli appalti, nel lavoro e nella diminuzione degli organici pur avendo lo stesso ministro riconosciuto potenziale e ”know how” della Ferrosud nella produzione e revamping di materiale rotabile. Una contraddizione di impostazione e gestione che ha portato Ferrosud su un binario morto. Strano, paradossale ma è la realtà. Quindi la replica del senatore Saverio De Bonis, con un invito agli uffici del Mise a valutare tutti i passaggi delle recenti vicende Ferrosud con la prima proposta della società Malena all’acquisto del 6 maggio scorso al Mise .” In quella sede -ha osservato De Bonis-il commissario non aveva obiettato alcunchè rispetto alle procedure in corso al Tribunale di Arezzo, allorchè è intervenuta una seconda offerta di altri operatori a Matera. All’improvviso il curatore ha ritenuto di chiamare un professore dal quale si è fatto fare un parere. Quando avrebbe potuto benissimo sentire l’avvocatura dello Stato o il comitato di sorveglianza”.

L’INTERROGAZIONE DEL SENATORE DE BONIS
“ASSURDO CHE UNA AZIENDA COME FERROSUD SIA PARTE DI UNA PROCEDURA FALLIMENTARE. VOGLIO VEDERCI CHIARO” 
INTERROGAZIONE DI DE BONIS E QUESTION TIME OGGI IN SENATO
 
“Ci sono procedure fallimentari che meritano chiarezza e lumi, specialmente quando il numero delle persone coinvolte è tale da assumere un rilevante interesse sociale. Mi riferisco al caso della Ferrosud di Matera, una impresa che ha offerto in passato lavoro a tantissimi cittadini lucani e che di recente si è aggiudicata gare pubbliche e ha assunto nuovo personale, dimostrando così le sue potenzialità di espansione. Per questo ho proposto una interrogazione parlamentare al Ministro dello sviluppo economico, per vederci chiaro su una vicenda la cui gestione non sembra essere stata pienamente efficace. E il nulla di fatto della riunione di ieri con i sindacati non fa che confermarmelo, purtroppo. Su questo ci sarà oggi un question time in Senato al quale parteciperò”.
 
È quanto ha dichiarato il senatore Saverio De Bonis in merito alla interrogazione parlamentare da lui presentata al Ministro dello sviluppo economico sulla Ferrosud S.p.A. di Matera, impresa italiana di costruzioni meccaniche del settore ferrotranviario e di ristrutturazioni rotabili in grado di costruire qualsiasi tipo di carrozza in acciaio al carbonio, acciaio inox e lega leggera, nonché l’unico stabilimento dotato di binari che consentono l’accesso dei vagoni dalla rete ferroviaria direttamente all’interno dell’opificio.
 
“Che una azienda di questo tipo si sia ritrovata parte di una procedura fallimentare risulta quantomeno contraddittorio, per usare un eufemismo. Ritengo che quella dell’affitto non sia una soluzione efficace per il rilancio e il mantenimento dell’integrità aziendale, né garantisce una base occupazionale stabile. È evidente che bisogna trovare altre strade per salvaguardare una realtà così importante per i nostri territori”. 
 
 
Nella interrogazione, il senatore ha chiesto in particolare: “Se il Ministro in indirizzo non sia del parere che vada verificato l’operato del commissario straordinario, avvocato Antonio Casilli, al fine di salvaguardare gli interessi della COMETI SpA e, di conseguenza, dei creditori della Ferrosud SpA, le cui azioni sono interamente detenute dalla COMETI; se ritenga che la Ferrosud SpA, con la cessione del ramo di azienda alla neonata Ferrocos Srl, sia in grado di continuare nella sua produzione industriale, garantendo il livello occupazionale delle circa 90 unità in organico almeno sino al prossimo 3 ottobre e il soddisfacimento dei creditori, percependo solo un fitto annuo di circa 36.000 euro; se non ritenga di dover verificare se gli uffici del Ministero, il giorno 7 ottobre, abbiano valutato la bontà dell’operazione di affitto, atteso che la Ferrocos SpA all’incontro si è impegnata ad impiegare solo parte del personale Ferrosud SpA nelle attività di core business di Coseco per la produzione di compattatori per l’igiene ambientale e non per la ristrutturazione di vagoni ferroviari; se non ritenga, conseguentemente, di affidare un nuovo incarico per un nuovo commissario, affinché si acquisisca e si valuti più proficuamente un completo piano industriale”.