Quando si ha la schiena dritta e l’interlocutore diretto è il popolo, che va rispettato, anche quando per necessità o opportunismo si comporta come un bue, dimenticando che quella forza- corna comprese- vanno utilizzate per cacciare dall’aia governativa quanti- per servilismo internazionale, mediocrità e fame di potere- danneggiando integrità ed economia del BelPaese, e allora non si ha nulla da temere. Non si farà carriera, ma credibilItà, trasparenza e giustizia sono quello che serve per aiutare quanti hanno smarrito la via a ritrovarla. Il giornalista Indro Montanelli, con la sua inseparabile Olivetti Lettera 22, ne ha scritte e dette tante senza peli sulla lingua, ricordando i protagonisti deamicisiani da libro Cuore, come ricorda con efficacia e rispetto l’avvocato Leonardo Pinto. Agli italiani va concessa la possibilità di tornare a votare, ma con una ‘’schiforma’’ elettorale (peggiore della legge truffa del 1953, relatore il ministro Mario Scelba del governo De Gasperi) che è a tutela di quanti sono protesi alla stabilità…del proprio potere. Al voto, certo, ma con regole di trasparenza e rispetto della Costituzione. Purtroppo i Franti di governo, avvelenatori seriali dei pozzi della democrazia, non mostrano rimpianti e sono avviati verso il proprio destino. All’Italia ne spetta un altro, se sarà in grado di reagire con l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con la Corte Costituzionale. Una riforma elettorale ci vuole, ma con una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità che stenta a farsi avanTi.

LE RIFLESSIONI DI MONTANELLI
L’EREDITÀ TRADITA DI EDMONDO DE AMICIS E IL PAESE DEI FRANTI Appello ai politici: gli Italiani vogliono tornare a votare e scegliere con dignità, senza dover più “turarsi il naso” come diceva Montanelli.
Qualche tempo fa, passeggiando a Roma in Piazzale Flaminio, ho acquistato presso la celebre “Bancarella del Professore” il libro di Indro Montanelli “Le Stanze – Dialoghi con gli Italiani”.
Da sempre stimo gli spiriti liberi come Montanelli, il quale è stato un giornalista insuperabile, che ha avuto il coraggio e la forza morale di non piegarsi mai alle prepotenze politiche ed economiche, anche di Berlusconi.
È un libro che consulto spesso per attingere ad analisi laiche, obiettive e guidate da buon senso e da un rigido senso dello Stato e della tutela del bene comune.
Rileggendo una sua celebre risposta pubblicata sul Corriere della Sera nel 1998, sono rimasto colpito da quanto fosse profetica. Montanelli rifletteva sul contrasto tra il modello civico del romanzo Cuore di Edmondo De Amicis e il cinismo della modernità. Diagnosi che, oggi, si rivela drammaticamente attuale.

GARRONE E FRANTI: I DUE VOLTI DELL’ITALIA
Per capire il valore di quella riflessione, è necessario ricordare i due personaggi chiave del romanzo Cuore (1886):
Garrone: l’incarnazione del rigore morale, dell’altruismo, della protezione verso i deboli e della responsabilità verso la comunità. Franti: l’antivalore per eccellenza. Il cinico che sghignazza di fronte al dolore altrui, spinto solo da egoismo, tornaconto personale e disprezzo per le regole.
De Amicis non scrisse un libro “buonista”, ma uno strumento di costruzione della Nazione: in un’Italia analfabeta e frammentata, la scuola doveva forgiare “galantuomini” capaci di anteporre l’interesse collettivo a quello individuale.
IL RIBALTAMENTO ETICO DELLA SOCIETÀ
Montanelli notava con amarezza come i valori di Cuore (patria, dovere, sacrificio, generosità) fossero diventati pezzi “da antiquariato”.
In una società dominata dall’arrivismo, l’atteggiamento di Franti non viene più punito, ma premiato come furbizia e capacità di adattarsi. Ci ritroviamo così in un’Italia diventata “un mondo e un pubblico fatti di Franti”, dove chi parla di rigore morale viene deriso.
DALL’EDUCAZIONE CIVICA AL DEGRADO POLITICO
La trasformazione della politica da servizio per la comunità a spazio per la conquista del potere e della rendita personale è la vittoria definitiva dell’etica di Franti. Quando la classe dirigente perde perfino la capacità di provare vergogna per il proprio operato, il patto di fiducia con i cittadini si spezza.
Nessuna riforma economica o istituzionale potrà mai funzionare senza una solida infrastruttura morale.
UN APPELLO NON PIÙ RINVIABILE
È da qui che parte il nostro richiamo: i cittadini italiani vogliono tornare ad esercitare il proprio diritto di voto in maniera piena, trasparente e consapevole.
I politici mettano gli Italiani in condizione di votare, restituendo loro la possibilità di scegliere rappresentanti degni e senza costringerli, ancora una volta, a “turarsi il naso” per la disperazione.
Leonardo Pinto
