Messaggio chiaro che ribadiamo da sempre. I problemi della Giustizia sono concreti e vanno affrontati con concretezza, programmazione e verifica di quanto è stato fatto, ma con il concorso di tutti a cominciare da quanti tutti i giorni operano nel Palazzo di Giustizia. Il referendum confermativo della legge difesa a spada da tratta dal ministro della giustizia Carlo Nordio va analizzato in tutti gli aspetti, a cominciare dalle ricadute sulla Costituzione che ha previsto un equilibrio tra i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario. E le regole sono regole, che vanno rispettate. Un gruppo di associazioni, come annunciato in altri servizi, e in una nota a firma dell’avvocato Leonardo Pinto annuncia per il 14 marzo a Matera un incontro-mobilitazione per la difesa della costituzione repubblicana. Occhio alle derive autoritarie e alle forzature per accantonarla e la recente intervista di Maurizio Gelli a ”Il Fatto Quotidiano”, https://giornalemio.it/politica/giustizia-e-governo-il-figlio-di-licio-gelli-conferma/ , conferma che occorre tenere alta la guardia….

*MOBILITAZIONE CIVICA PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA* 🇮🇹
Care amiche e cari amici,
le Associazioni ANSB, Autonomia Forense, Centro Carlo Levi, CNA-Matera, Matera Protagonista e Presenza Etica, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Matera e della Camera di Commercio, hanno organizzato per sabato 14 marzo l’incontro pubblico: “La Riforma dell’Ordinamento Giurisdizionale”.
⚖️ L’approfondimento e l’illustrazione del testo saranno affidati a un magistrato, un avvocato e due accademici dell’Università di Bari. Attraverso un confronto tecnico e scevro da posizioni ideologiche, l’obiettivo è stimolare l’interesse dei cittadini affinché partecipino al referendum del 22 e 23 marzo, esprimendo un voto consapevole.
📍La posta in gioco è il bilanciamento dei poteri previsto dalla nostra Costituzione Repubblicana che, per evitare derive autoritarie, non può e non deve essere compromesso da ambizioni o “albagie” politiche.
In questi giorni, a sostegno del SÌ, stiamo ascoltando argomentazioni di ogni sorta, espresse senza alcun ritegno. Tra queste, la riscoperta strumentale — da parte di ambienti conservatori e reazionari — del giurista illuminista Mario Pagano, anima della Repubblica Napoletana e fautore della distinzione tra la funzione di accusare e quella di giudicare. Si tratta, tuttavia, di un principio che nulla ha a che vedere con l’attuale pretesa di dividere le carriere tra magistrati giudicanti e requirenti; distinzione che, peraltro, è già operante nel nostro sistema.
👉*Il vero cuore del problema* è che “ _la legge deve essere uguale per tutti”_ : per politici, magistrati, avvocati, imprenditori, operai e per ogni singolo cittadino. Questo principio fu affermato per la prima volta da Federico II di Svevia nel 1231 con la promulgazione delle *“Costituzioni Melfitane”* . Tale valore può trovare attuazione solo impedendo al potere politico di controllare o condizionare il potere giudiziario, secondo i pesi e contrappesi contemplati dalla Carta Costituzionale.
📌Dunque, al prossimo referendum non deve vincere il SÌ o il NO, *ma la Costituzione Repubblicana* approvata nel 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948. *Difenderla non rappresenta un atto di nostalgia, ma un impegno civile verso il futuro per garantire la pace sociale.*
Altra intollerabile fandonia è l’attribuzione della riforma costituzionale al pensiero di Giuliano Vassalli, già Ministro della Giustizia e padre del Codice di Procedura Penale del 1988 (entrato in vigore nell’89). Al contrario, in un’intervista rilasciata nel 2007 a Vittorio V. Alberti per il giornale “Sintesi Dialettica”, Vassalli dichiarò espressamente:
” _Io non sono mai stato tra i fautori della riforma della Costituzione. Attraverso l’esperienza giudiziaria, costituzionale, politica e parlamentare, mi sono convinto che fosse la Costituzione migliore che potessimo avere._
Portiamo avanti con impegno il nostro progetto di chiarezza nell’interesse del bene comune.
Ciascuno diffonda la locandina allegata per la buona riuscita dell’iniziativa.

Leonardo Pinto
