Correva correva, e andando molto forte, forse persino troppo forte, l’anno di lor Signore 1996.
Adduce Salvatore da Ferrandina – Matera – sta per entrare in Parlamento col carretto dell’Ulivo (la coalizione che diceva d’odiare le “liste civetta”, le liste di disturbo) che trascinava con sé inutili e, certe volte, finti partitini o similari.

Era l’estate del ’18, poi. L’estate del 2018. Adduce accetta, quale capo designato della Fondazione Matera Capitale ’19, l’invito del nostro Arminio sul palchetto rionale in forma d’angolo paesano della Luna e i Calanchi.

Contorniato evidentemente da uno stormo di civette: s’inventerà che la designazione Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019 è sostanzialmente e soltanto tutto merito suo. In questi giorni, invece, maggiormente controllato, dirà anche d’altri 4 o 5 ragazzini alla brancaleone che avevano fatto qualcosina per…

Allora, l’altro Salvatore, il Francesco Salvatore della Traccia, non s’è trattenuto!

Una bella polemica aumentata dallo strumento social. Con incursioni varie. A spiegarci il resto della storia, la restante parte della faccenda.

E quasi d’ognuna delle firme sappiam parecchio. Giuste o sbagliate le loro uscite, spesso peccano in dignità morale.