Il passaporto verde per entrare in sicurezza laddove si potrebbe creare assembramenti e alimentare quella catena del contagio da virus a corona, alimentate da varianti, movimenti di flussi e occasioni festose che rischiano di complicare le cose a settembre. Da qui la corsa a vaccinarsi, dopo la frase ‘’funerea’’ per alcuni e ultimativa o quasi del presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi sulla necessità di vaccinarsi. E, allo stesso tempo, di utilizzarsi il green pass ( cartaceo o digitale) per accedere a questo o a quel luogo, rassicurando – così dicono- avventori e gestori. Buchi e incongruenze ce ne sono tra categorie economiche e soggetti che vi lavorano. E poi l’affidabilità del passaporto, in una Paese dove le ‘’scorciatoie’’ o le ‘’taroccate’’ sono prassi ricorrente. E allora? Meglio che il Parlamento faccia le cose per bene, come chiede il senatore Saverio De Bonis. E poi c’è il rischio di ricorsi. Il vaccino non è obbligatorio. Come la mettiamo? Carta bollata e ricorsi dietro l’angolo…come i ‘’ritorni da varianti da pandemia.

00032614


GREEN PASS. DE BONIS: SIA DISCUSSO IN PARLAMENTO

“Non è una questione di merito ma di metodo. Indipendentemente dalla posizione sulle vaccinazioni, la modalità con cui vuole essere utilizzato il green pass solleva seri dubbi costituzionali. E su questo sono d’accordo con la ministra Cartabia, quando afferma che ‘non c’è un diritto speciale, anche in emergenza. La Costituzione sia una bussola per tutti’. Bene. Se così è, lo deve essere sempre. Non dimentichiamo che lo stesso presidente della Corte costituzionale Baldassarre non molto tempo fa tuonava contro l’uso dei DPCM, nonostante con Conte fossimo davvero nel pieno della tempesta. Ma si continua a procedere a colpi di DPCM, o di Decreti Legge (come nel caso del green pass), esautorando di fatto il ruolo centrale del Parlamento. Solo un anno fa sentivamo illustri costituzionalisti tuonare contro l’illegittimità di questi dispositivi e la violazione delle libertà. Dove sono finiti? La mia posizione è ferma: ‘Il green pass sia deciso con legge ordinaria e non con un atto avente forza di legge quale un Decreto Legge’. Essa trova fondamento nell’articolo 32 della Costituzione: ‘Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge’. Si parla di legge, non di DPCM e nemmeno di Decreto Legge. Per questo motivo, deve essere il Parlamento a decidere e anche valutare i limiti del rispetto della persona contemplati dalla carta costituzionale. Dando queste garanzie ai cittadini, sicuramente si disinnescherebbero anche molte teorie del sospetto”.

Lo ha dichiarato il senatore Saverio DE BONIS in merito alla obbligatorietà del green pass.