In un Cinema Comunale che si è via via riempito di supporter e curiosi è andata in scena la narrazione dei cinque anni di amministrazione municipale di Salvatore Adduce.

Un racconto ben confezionato in una sorta di talk televisivo con tanto di intervistatore-conduttore (l’ottimo giornalista di RadioRai1 Ruggiero Po) e ospiti d’onore (Michele Emiliano -ex sindaco di Bari ora aspirante governatore pugliese- e Paolo Verri – direttore di Matera2019).  Il tutto condito da video-spot che hanno snocciolato numeri e amarcord, rendendo la manifestazione briosa e scorrevole, nonostante una isolata persistente contestatrice ben tollerata e gestita dagli oratori.

Anche dopo questa manifestazione rimane confermata la nostra opinione di un Adduce sempre ben saldo in pool position per la ricandidatura. E che, anzi, si rafforza sempre più con il passare del tempo, specie a fronte di una narrazione così oggettivamente efficace della sua gestione, partita con la conferenza stampa di una settimana fa, decollata con questo pubblico incontro con l’obiettivo di farlo sedimentare nella città nelle prossime settimane.

Adduce è convinto di aver fatto bene, di avere governato (e non solo amministrato) la città. E giustamente lo rivendica. E’convinto anche di non aver compiuto grossi errori. Ne ammette solo un paio. Un ritardo sugli strumenti urbanistici (che annuncia verrà recuperato nelle prossime settimane) e il non essere riuscito a tenere insieme salda la maggioranza consiliare.

Il tutto è palesemente teso alla non interruzione della sua esperienza di governo che confessa essere una vera e propria passione per la città –addirittura fisica- e persino un divertimento. E per lo spot di questo desiderata potrebbe essere rispolverato il weltroniano: non si interrompe un’emozione!

Quindi, niente di nuovo da questa manifestazione sul fronte della strategia tesa alla riconferma del Sindaco uscente.

Continua ad essere rumorosamente assente il contraltare. Quella opposizione alla ipotesi Adduce bis che c’è eccome in Città ma che avrebbe il compito democratico di fornire agli elettori una narrazione diversa di questi 5 anni. Se c’è, ovviamente, e con argomenti altrettanto convincenti. Che non potranno limitarsi alle classiche pagliuzze, facilmente smontabili dal prevedibile: “certo che si poteva fare di più”.

E’ un fronte in evidente difficoltà. Che preferisce al momento lavorare in modo sotterraneo. Infatti, nulla emerge pubblicamente. Certo, si sono lette in questi giorni sulla stampa dichiarazioni piuttosto bellicose (Tosto: li cacceremo a calci nel sedere) ed altri sterili mugugni, ma nulla ancora all’altezza dello scontro.

E ci vuole ben altro per contrastare la macchina che si è messa in moto.

Molto dipenderà dall’assestamento dei rapporti in casa PD che a giudicare dal livello di decadimento è difficile pensare possano trovare una sistemazione sufficientemente credibile. Ma è indubbio che un accordo vero nel PD servirebbe in primis allo stesso Adduce per non rischiare di vedersi pugnalare alle spalle nel pieno del fuoco della campagna elettorale vera.

Ma servirebbe soprattutto alla Città che non merita, nel mezzo di questa straordinaria avventura europea, di essere oggetto di giochetti di bassa lega.

Rimane  tutto da scoprire cosa verrà offerto alla Città da parte di chi sta fuori dal centro sinistra.

Nel frattempo sulle note del mitico Chuck Berry : go, go….go Salvy go!

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