Economia ( la spaccatura e i distinguo sul Mes sono plateali, l’aumento del deficit pubblico nonostante alcuni dati positivi sul sistema produttivo), giustizia ( il muro contro muro non paga e le riforme non vanno avanti, senza dimenticare le vicende personali di esponenti di governo che lasciano perplessi), migranti ( con gli sbarchi che continuano nonostante il tentativo fallito di campi di accoglienza in Albania, bocciati dalla giustizia di Tirana) informazione e comunicazione con la prassi delle leggi bavaglio e di una presenza debordante che pone non pochi interrogativi su democrazia e pluralismo, politica da separati in casa alle europee (Forza Italia è nel PPE) con l’Italia che, nell’Unione, tiene in piedi la politica dei “due forni’’ tra realtà diverse e contraddittorie, passando per Bruxelles e Budapest, una emigrazione che cresce insieme alla denatalità nonostante le sparate ovvie di “Elon Musk’’ alla festa di Atreju, ma senza misure concrete e credibili per invertire la china, sono alcuni dei fattori dell’inevitabile calo di consensi del partito di Giorgia Meloni. A ricordarlo da destra è Vincenzo Maida, animatore del centro jonico Drus, che cita il sondaggio della società Ipsos. Dato, ricordiamo, che tocca prima o poi chi guida il BelPaese e che deve fare i conti , anche questo è nelle statistiche, con i distinguo e i maldipancia di coalizione dalla Lega (scontato per il movimentismo di Salvini, già visto con altri governi) e di Forza Italia. Come se ne esce? Con tanta coerenza guardandosi dentro, intorno e ai problemi del BelPaese. E la piazza, piaccia o no, ribolle e non solo per le proteste sindacali, ma anche all’interno della fiamma tricolore…

GOVERNO, MELONI E FRATELLI D’ITALIA PER LA PRIMA IN CALO NEI SONDAGGI: DOPO RENZI, I 5 STELLE E SALVINI, PRIME PROVE DI DECLINO?
La festa politica di Fratelli d’Italia di Atreju è stata un indubbio successo mediatico, di partecipazione e di attenzione da parte di tutti gli operatori dell’informazione. Ad essa è però seguita la pubblicazione sul Corriere della Sera del primo sondaggio politico IPSOS di Pagnoncelli che per la prima volta registra in calo i consensi per il Governo e l’operato di Giorgia Meloni. I giudizi negativi superano quelli positivi (46% contro il 44%).
È un campanello di allarme da non sottovalutare.
Ma come, ci si chiede, dopo Atreju, le urla della Meloni, l’entusiasmo di dirigenti e militanti, la presenza di personaggi politici di primo livello e di uomini del mondo dell’imprenditoria mondiale, di dirigenti Rai che non hanno fatto mistero della loro appartenenza, crollano i consensi e per la prima volta c’è una inversione di tendenza?

Ad Atreju sono transitate, secondo calcoli necessariamente approssimativi, circa 30.000 persone. Ad alcuni partecipanti abbiamo provato a chiedere se dagli incontri, dai dibattiti, dalle conclusioni finali della leader Giorgia Meloni, è venuta fuori una idea di cambiamento della società secondo i valori della Destra Sociale e l’annuncio di provvedimenti che segnino un cambio di passo in tale direzione. Se dopo il suggerimento agli italiani di Elon Musk, sulla cui presenza Marcello Veneziani è stato piuttosto critico con un illuminante articolo, di fare più figli, sono seguite idee e annunciati provvedimenti conseguenti. Le risposte sono state per nulla esaustive, possiamo sintetizzare che oltre la festa e il piacere di incontrarsi, il nulla. Anzi i provvedimenti del governo con la legge di bilancio che sta per essere approvata sembra che vada nella direzione opposta. Per pannolini e seggiolini, ad esempio, l’IVA passerà rispettivamente al 10 e al 22 per cento dal 1° gennaio 2024. L’effetto sarà un doppio aumento dei prezzi.

A tutto questo vanno aggiunti in continui scivoloni di Ministri e uomini di punta di Fratelli d’Italia. Ultimo il Ministri della Difesa Gudo Crosetto attualmente abita in un attico e superattico da 220 metri quadri in un comprensorio in zona Aurelia a Roma. È lì da quattro mesi con la moglie Graziana Saponara detta Gaia e i figli. Ma non paga l’affitto, fa sapere Il Fatto Quotidiano La casa appartiene a un imprenditore della cybersecurity che si chiama Carmine Saladino. Che doveva ristrutturarla, ma i lavori sono durati troppo. Per questo gli ha abbuonato il pagamento dell’affitto. Mentre il ministro ha pagato quello della vecchia casa, fino a ottobre scorso. Il quotidiano spiega che c’era un contratto di possesso e legittima detenzione. E Crosetto non ha versato nulla perché la colpa dei disagi è del locatore. Una vicenda che, c’è da scommettere, terrà banco nei prossimi giorni sui media.
Ricordiamo che la parabola di Matteo Renzi declinò in circa un triennio e Salvini, che pur raggiunse percentuali ragguardevoli, rischia dopo le elezioni europee la defenestrazione.

La fortuna di Giorgia è che ancora non esiste o è irrilevante un’alternativa di governo e ci sembra che Fausto Bertinotti abbia ragione quando afferma che Conte, la Schlein e compagnia, dovrebbero sgombrare il campo per manifesta incapacità e consentire la nascita di una alternativa credibile.
Contrariamente a quello che accusano gli avversari il problema di Giorgia Meloni non è quello di perseguire una politica di Destra Destra, ma non avere un progetto e di essersi allineata in tutto alla visione del mondo atlantista, in perfetta continuità con il governo Draghi.
Due leggi di bilancio lasciano le cose immutate e non ci sono provvedimenti innovatori. Eppure si potrebbero fare tante cose a costo zero Un esempio per tutti: la nomina Direttori delle Aziende Sanitarie, rimane prerogativa delle regioni, cioè dei partiti, dopo un timido tentativo di sottrarle del governo Lega Cinque Stelle.
Insomma nulla di nuovo sotto il sole e gli elettori prima o poi faranno pagare l’immobilismo sostanziale alle forze politiche dell’attuale maggioranza.
Vincenzo Maida
CENTRO STUDI JONICO DRUS
