Ci vorrebbe un colpo d’ala, ricordando lo statista Emilio Colombo, protagonista di varie stagione della politica nazionale e internazionale e di quel vertice dei ministri degli esteri che a Venezia che tirò fuori la posizione dell’Unione Europea sul Medio Oriente, per esempio, città d’arte come Matera ma con altra tradizione culturale e imprenditoriale, che ha messo a confronto su vari temi i ministri del G7 . A ricordarcelo è Pierluigi Diso, avvocato materano, che non si tira indietro quando si tratta di parlare di confronto e di statisti, che non hanno sprecato parole ma parlato e agito con moderazione e lungimiranza. Ora tocca a Matera , il 29 giugno, con il G20 ripiegarsi sul Terra, Gente, Progresso o all’inglese ‘’ People, Planet, Prosperity’’ sulla quale si sa e si discute poco, perché come accaduto in passato finisce con l’essere argomento da addetti ai lavori: Una vetrina internazionali, i disagi sulla viabilità, foto ricordo e poi…i Governi decideranno. Il nodo e la pecca sono sempre lì e quanti non si ritrovano nei vertici, ma vogliono fare politica guardandosi in faccia si riuniranno in assemblea o lo faranno sul web.

Ma servono i fatti e vedere dove si andrà a parare con clima e pandemia che fanno rima con economia. Da noi si gira a vuoto su Pnnr, buono per tutto, anche per la sanità mentre si dilapidano quattrini per una inutile facoltà di Medicina con sede a Potenza, ma trascurando la medicina del territorio, di innovazione e banda larga, infrastrutture ed energia con la nuova frontiera dell’idrogeno. Colombo si sarebbe mosso con il piombo nell’ala per non finire come Icaro, avvicinatosi troppo al sole con ali di cera. Matera e la Basilicata guarderanno e se avranno un pizzico di umiltà, potrebbero ripiegarsi ogni anno con una convention mondiale sull’economia alternativa…. Matera come Cernobbio, al forum annuale Ambrosetti? Se ci sono umiltà, lungimiranza e cultura di impresa il G20 a Matera batterà le ali della ripresa.


LE RIFLESSIONI DI PIERLUGI DISO
Ricordo che nel 1994, allora militare, fui inviato di servizio al G7 di Napoli, preparato dal presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi, ex capo della Banca d’Italia. Quella scelta spiazzò tutti, ma Ciampi volle riabilitare la città partenopea. In quel periodo l’Italia stava già reagendo a un momento difficile, la strage di Capaci, l’inchiesta mani pulite, ma il G7 anticipava l’ingresso nel millennio discutendo dei problemi di politica economica mondiale, dei problemi dell’occupazione fino alla creazione di nuovi accordi per il disarmo nucleare. Oggi è stato favorito l’incontro dei 20 in un’altra città meridionale e la città dei Sassi ospiterà il G20 del 2021 per discutere i temi di maggior interesse nell’agenda politica internazionale. Nato nel 1999 come foro di consultazione dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali delle maggiori economie del mondo. In seguito alla crisi del 2008 è stato rilanciato come sede di incontro tra Capi di Stato e di Governo per favorire il coordinamento delle politiche dei singoli Stati sulle principali tematiche globali.

Si decise di fare così del G20 un evento regolare, di fatto rendendolo erede del G7 come luogo principale di coordinamento economico e finanziario internazionale. L’allargamento era un naturale riconoscimento sia delle opportunità che dei problemi della globalizzazione, nonché del peso rapidamente decrescente dei 7 “grandi” sul Pil e il commercio mondiali. Dal 1° dicembre 2020 l’Italia presiede il G20 e nel 2021 la comunità internazionale sarà chiamata a mostrare coraggio e ambizione per vincere le grandi sfide di oggi: dalla pandemia ai cambiamenti climatici, dal sostegno all’innovazione alla lotta contro povertà e disuguaglianze. Il programma della Presidenza si articola intorno al trinomio People, Planet, Prosperity. Dopo il Global Health Summit del 21 maggio, l’incontro di Matera del 29 giugno, la Presidenza italiana culminerà nel Vertice dei Leader G20, che si terrà a Roma il 30 e 31 ottobre. La Riunione Ministeriale Esteri si terrà a Matera il 29 giugno ed a seguire, lo stesso giorno, si terrà una sessione ad hoc sullo Sviluppo che proseguirà a Brindisi il 30 giugno. L’Italia potrà investire sul suo riconosciuto status di potenza di dialogo e di equilibrio. Vale la pena quindi di provare ad essere ambiziosi, promuovendo il dialogo e la nostra credibilità, difendendo quei valori occidentali ai quali la nostra politica estera e il nostro stesso interesse nazionale sono intimamente legati. L’occasione è gradita per ricordare colui che nell’Europa unita e nel dialogo con l’Occidente ha sempre creduto e che pur avendo contribuito a costruire una politica nazionale e internazionale ha sempre avuto un occhio di riguardo alla nostra Basilicata, Emilio Colombo. Scomparso a Roma il 24 giugno 2013, Colombo è stato membro del Parlamento europeo nel 1976; poi eletto presidente nel 1977 e rieletto nel 1979 alle prime elezioni a suffragio diretto e universale.

Nello stesso anno, ha ricevuto ad Aquisgrana, terzo statista italiano dopo De Gasperi e Segni, il Premio Carlomagno, che viene assegnato ogni anno all’uomo politico europeo che ha maggiormente contribuito al processo di integrazione comunitaria. E’ stato più volte Ministro degli affari esteri con Cossiga, Forlani, Spadolini e Fanfani ed ha partecipato a più incontri dell’allora G7. Ha redatto, con il collega tedesco, l’Atto Colombo-Genscher, che rappresenta la premessa politica su cui si basano l’Atto Unico Europeo per il Mercato unico e lo stesso Trattato di Maastricht. Mentre ricorre l’anniversario della sua morte e Matera si prepara ad accogliere i ministri degli esteri del G20, è doveroso ricordare che proprio nel giugno del 1980 a Venezia si tenne il G7 in cui Colombo è stato autore della “Dichiarazione di Venezia” sulla politica europea per il Medio Oriente. Colombo ministro degli esteri e Cossiga capo del governo in quell’occasione proposero di dare luogo a una trattativa che giungesse ad un accordo tra palestinesi e israeliani, che si risolvesse nella formula “due popoli, due stati”. Dichiarazione ardita per i due popoli in conflitto da un lato e gli Stati Uniti dall’altro che espressero forte dissenso. Il senatore Emilio Colombo, una delle più longeve figure politiche italiane, padre costituente e nella politica italiane ed europea per oltre 70 anni, è politico e statista molto riconosciuto all’estero, tanto che a distanza di un anno dalla sua morte il Parlamento europeo a Strasburgo ha dedicato una sala alla memoria di Emilio Colombo. Egli credeva nell’Europa unita e credeva nel ruolo del Parlamento Europeo, contribuendo al rafforzamento della democrazia in Europa e guadagnandosi un posto tra i più alti interpreti della tradizione politica italiana, anche partecipando a numerosi incontri dell’allora G7.
Pierluigi Diso