…Risultato deludente per Federazione popolare e per la coalizione di centrodestra, lamenta il referente regionale Pasquale Tucciariello. Del resto lavorare insieme a poche settimane dal voto non poteva che portare a quel risultato, con tutte le incomprensioni e le conflittualità per mettere insieme la coalizione e scegliere il candidato sindaco. Poco tempo e la gente, aldilà della buona volontà, non ha capito a Rionero come in altri centri della Basilicata dove sono nati cartelli dell’ultima ora di diversa ispirazione e fattura. Copione già visto, dimenticando che non si raggiungono risultati se non si fa politica per tempo con la gente, per la gente e tra la gente. Il nodo è tutto qui, accanto a un fattore importante che si chiama ”credibilità, affidabilità”. Si possono tirare fuori tutti i progetti e i programmi che si vogliono. Ma se non ci sono i presupposti detti prima si resta al palo e l’elettorato, in un piccolo o grande centro che sia premia – per usare un termine commerciale ” l’usato garantito, l’esperienza, comparizio e comarizio compresi” o la novità legata al ” vediamo, proviamo, mi dà fiducia, è un segnale di discontinuità”. A Rionero, come altrove, è accaduto questo e quando le coalizione sono eterogenee, con esperienze, umori e obiettivi diversi, non si va da nessuna parte. Va apprezzata la riflessione di Pasquale Tucciariello di capire perchè si è perso e, magari, con vis cristiana (non è da tutti) recitare il ”mea culpa”. Dovrebbero farlo anche altri. Ma si è trattata di una alleanza temporanea fino alle prossime elezioni. Guardate a livello nazionale l’incoerenza di formazione che sono allo stesso tempo partiti di lotta e di governo, che si confrontano sui sondaggi. Don Sturzo non avrebbe approvato, ma si sarebbe messo a studiare, a capire, a confrontarsi. Altri tirano dritto pensando alla volata lunga delle politiche, che potrebbe venire fuori dopo la elezione del capo dello Stato e a livello regionale con il rimpasto dell’esecutivo di via Anzio, legato alla stagione dei congressi. E su questo la politica di oggi va avanti con la mediocrità e l’opportunismo, l’ipocrisia che vediamo, sentiamo e sappiamo. Mane vobiscum…


Federazione Popolare.
Molto deludente questa tornata elettorale per i nostri candidati e per il nostro partito.
A Rionero si sono presentate cinque liste, tre di sinistra due di centro destra. Ha vinto una coalizione di sinistra, sindaco Di Nitto, professionista molto garbato, sicuramente meglio equipaggiato rispetto agli altri quattro. Poco importa se l’avv. Di Nitto proviene dalle fila di un partito che ha governato Rionero negli ultimi quindici anni. L’elettorato ha votato così, rispetto per il voto, ma aggiungo che a Rionero hanno sbagliato prima i partiti e i gruppi di potere che vi erano coinvolti, poi gli elettori. I partiti, che non sono stati in grado di imbrigliare i gruppi di potere e renderli innocui attraverso decisioni coraggiose che potevano diventare tali solo con alleanze politicamente omogenee, gli elettori che pur in presenza di criticità importanti non hanno colto alcuni fattori di novità. L’errore più clamoroso lo ha fatto il centrodestra, con le sue due liste, mostratosi incapace di approfittare delle divisioni nella sinistra e di giungere a sintesi con una candidatura autorevole. Ha vinto chi ha vinto, chi cioè è stato in grado di presentare un’alleanza politica coesa con un indirizzo ben preciso e in pari tempo un candidato sindaco come ho già detto meglio equipaggiato, per militanza politica coerente e per capacità di dialogo con gli elettori. In sostanza ha detto, l’avv. Di Nitto, che con lui accadrà il cambiamento come se non avesse avuto complicità con le ultime tre amministrazioni comunali, devastanti sul tessuto sociale, urbanistico, produttivo ed economico della città, delle periferie e delle sue frazioni. Gli elettori gli hanno creduto. Ora dobbiamo essere noi fiduciosi che tale cambiamento accada, anzitutto nel rapporto con i cittadini (gli ultimi tre sindaci si sono rivelati molto discriminanti); bisogna sperare che il nuovo sindaco, a cui auguro buon lavoro per servizio e per impegno, si accorga finalmente dei guasti prodotti dai suoi predecessori attraverso analisi rigorose di ciò che è accaduto e del perché è accaduto e metta in campo tutti gli elementi di novità in grado di dare soluzione ai fatti.

Il nostro partito, la Federazione Popolare dei Dc, ha fatto esso pure le sue scelte e i suoi errori. Una nostra lista di identità? Non ci abbiamo fortemente creduto, pensavamo che con altri gruppi politici alleati avremmo dato a Rionero una credibile proposta politica ed amministrativa, ne facevano richiesta i nostri stessi aderenti, diciamo pure che siamo stati costretti ad imboccare questa strada che non si è rivelata alla fine né buona né utile. Non buona, perché la lista – regia Fratelli d’Italia – non era né autorevole per una candidatura a sindaco assolutamente inadeguata, né utile perché i risultati elettorali l’hanno relegata al penultimo posto nonostante la presenza, in essa, di ben quattro partiti. I nostri quattro candidati in lista e il nostro partito hanno profuso impegno e dedizione ma i risultati sono stati molto al di sotto delle nostre previsioni.
Che fare ora, mi viene chiesto. Naturalmente in marcia, Popolari di don Sturzo in marcia. Non uno slogan naturalmente, ma una necessità. E il tempo ci darà ragione.
Pasquale Tucciariello