Certo è che a Miglionico più che le notti sono i giorni a non portare consiglio con le chiamate o ‘’call’’ come le indicano per Matera 2019 di gens di prossimità, con un ex centro sociale divenuto multigenerazionale e con assegnazione di una sala del castello del Malconsiglio a titolo cooperativo, sociale, ma individuale e gratis. Se il trattamento fosse stato riservato anche ad altri non ci sarebbe stato nulla da eccepire, visto il sinonimo ‘’multi’’generazionale. E così i due ‘’carabinieri’’ di opposizione in consiglio comunale Giuseppe Dalessandro (con un passato da boy scout) e il collega Vito Rago della lista “Esperienza e Futuro per Miglionico”- hanno presentato l’ennesima interrogazione al sindaco Francesco Comanda. Tanti dettagli, considerazioni senza peli sulla lingua, ricordando le attese di tanti, dagli anziani ai giovani,che sono il nerbo di una generazione trasversale dalle diverse esigenze e sensibilità. Attendiamo seduta di consiglio e qualche BuonConsiglio-

A MIGLIONICO IL CENTRO MULTIGENERAZIONALE DELLA DISCORDIA

“Nell’ottobre dello scorso anno, in previsione delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Miglionico, come in effetti è avvenuto, nell’ottica di creare le condizioni perché la compagine che ruota attorno al Partito Democratico (forte anche di un sostegno di chiara matrice di destra), potesse avvantaggiarsi elettoralmente, promosse la creazione di un centro aggregativo che, in un primo momento avrebbe dovuto, come richiesto dalle sigle sindacali cgil-cisl-uil, essere un centro sociale. Tuttavia difronte alle eccessive ingerenze da parte del Comune, che evidentemente mirava a interferire sulle scelte e sulla gestione, i sindacati decisero di abbandonare l’idea lasciando campo libero ai desideri dell’amministrazione comunale, e l’originario Centro Sociale divenne Centro Multigenerazionale”.
A dichiararlo sono i consiglieri di minoranza della lista civica “Esperienza e Futuro per Miglionico” Giuseppe Dalessandro e Vito Rago, che per vederci chiaro nei giorni scorsi hanno presentato una interrogazione al sindaco.
“Che l’idea fosse malsana lo si capì fin dal primo momento -ha detto il consigliere Vito Rago- perché lo scopo di creare attorno all’amministrazione comunale un ennesimo centro di potere era alquanto evidente. Lo stesso fatto che tra gli animatori del Centro vi fossero vari dirigenti di una locale cooperativa sociale, notoriamente funzionale alle dinamiche comunali, oltre ad amministratori e loro parenti, era emblematico di un sistema da tempo radicalizzato nella comunità. E difatti -ha ribadito Vito Rago- tra i soci sembrano esserci addirittura utenti della cooperativa, alcuni dei quali fatti candidare finanche nel direttivo, nonché congiunti di assessori che ingaggiarono una accesa competizione con un gruppo un po’ più laico che, evidentemente, non forniva sufficienti garanzie di fedeltà”.
A riprova dell’interesse annesso dal Comune vi fu l’improvvida decisione di assegnare al Centro Multigenerazionale un salone del Castello del Malconsiglio per lo svolgimento delle proprie attività, circostanza che suscitò malumore soprattutto nel vasto mondo associativo locale, da tanti anni alla ricerca di un luogo fisico dove riunirsi.
Sul Castello, inoltre, graverebbero sospetti che sia privo di collaudo e agibilità, ma ciò che ha messo in allarme le minoranze è che sembrerebbero eluse finanche le più elementari norme sulla sicurezza.
“A noi non pare che tra i compiti d’istituto vi sia quello di partecipare attivamente alla vita sociale di una associazione -ha detto il consigliere Giuseppe Dalessandro-
fino al punto di voler imporre, a distanza di pochi mesi, una repentina modifica dello statuto sociale, modifica che ha incontrato la contrarietà della maggior parte dei soci la cui assemblea, appositamente convocata, si è sciolta con un nulla di fatto e nel parapiglia generale”.
In sostanza al netto di lievi modifiche dovute agli adeguamenti di legge, ciò che emerge è la riformulazione dell’oggetto sociale, la cui lettura da la sensazione di essere difronte a una multinazionale più che a una associazione che avrebbe dovuto essere Centro Sociale Anziani ma che invece è diventata, con grandi sforzi di fantasia, Centro Multigenerazionale.
“Ciò che lascia perplessi -ha detto Dalessandro- è l’eccessivo dinamismo di alcuni componenti dell’amministrazione comunale e di alcuni dirigenti di una cooperativa sociale, i quali sembrano ignorare non solo le ipotesi di incompatibilità, pubbliche e private, ma anche le evidenti ragioni di opportunità che suggerirebbero di limitare il proprio impegno alla promozione e non certo alla gestione. A Miglionico c’è un patrimonio associativo non indifferente, con una Proloco che brilla per dinamismo e per una ritrovata passione per la promozione del territorio, volerla duplicare a noi sembra inopportuno. Inoltre -prosegue Dalessandro- proporsi per fare tutto e il contrario di tutto denota solamente la volontà di voler utilizzare il Centro per condizionare le attività culturali, artistiche, letterarie, sportive, musicali e sociali, e sotto certi aspetti anche di natura imprenditoriale, per propri tornaconti politici”.
“Infine -hanno concluso nel loro comunicato i consiglieri Rago e Dalessandro- non ci spieghiamo come abbia potuto il Comune di Miglionico assegnare, oltretutto gratis, un salone del Castello a un soggetto associativo che sembrerebbe non ancora costituito, ma che nel frattempo ha raccolto adesioni, organizzato eventi e svolto una regolare vita sociale”.
“Insomma, a Miglionico, dopo che il Comune ha abbandonato l’idea di creare un centro sociale anziani, è nato il Centro Multigenerazionale della discordia, attorno al quale ruotano personaggi di ogni genere e interessi di varia natura che di certo non attengono alle dinamiche culturali e sociali di una comunità”.