Questa mattina nello scambio di battute con la stampa l’assessore alla sanità Fanelli veniva messo in guardia rispetto al vizietto dell’annuncite che pervade i politici, ma che li rende scarsamente credibili. Specie quando si parla in modo incongruo. E se ti lamenti di chi parla male della sanità lucana accusandoli di fare propaganda e speculare, non puoi fare lo stesso e fare la mammoletta. E’ il caso di questo comunicato diffuso nella giornata di oggi in cui si parla di “aumento di fondi per la sanità” che il ministro Orazio Schillaci e il governo nazionale avrebbe già deciso. Ma è così? Schillaci ha detto questo nel convegno dell’ANCI di ieri sullo stato di avanzamento del PNRR negli Enti locali? Assolutamente no! Nessun soldo in più alla sanità per accompagnare e far funzionare le strutture finanziate dal PNRR è stato già deciso dal governo. Schillaci in merito ai fondi destinati alla sanità dal PNNR rileva, giustamente, che essi sono pochi considerato che essa è stato il presupposto di queste risorse straordinarie, per cui, in merito a possibili modulazioni ha detto: “se ci sono fondi che arrivano da qualche altra Missione la sanità li prende volentieri”. Un auspicio dunque. Ed anche per quanto riguarda un incremento del Fondo sanitario nazionale Schillaci ha detto “Chiederemo più soldi“. A chi? Ai colleghi del governo con cui “a fine mese cominceremo i primi colloqui” ed in particolare “con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per la legge di Bilancio”. Anche qui, ancora e solo un auspicio, niente di più. E se tutto va bene riguarderà l’anno prossimo…..spese militari permettendo. Che senso ha, dunque, parlarne ora, se non per fare un poco di inutile propaganda….proprio ciò che si chiede agli oppositori di non fare? A seguire il comunicato di Fanelli e le affermazioni di Schillaci riportate dall’agenzia AdnKronos.

Fanelli su aumento fondi per la sanità: “le parole di Schillaci confermano le nostre scelte”
“Accolgo favorevolmente e con spirito propositivo le parole del ministro Schillaci sull’incremento da parte del governo nazionale, dei fondi destinati alla Sanità; una buona notizia che sostiene le scelte intraprese dall’attuale governo regionale sulle quali dobbiamo continuare ad insistere”. Commenta così l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Francesco Fanelli, alcune recenti dichiarazioni del ministro della Salute, Orazio Schillaci, in merito alla sanità italiana e in modo particolare, alle strategie di intervento del governo meloniano. “Le parole del ministro non possono che trovarmi concorde e confermano la bontà delle nostre scelte intraprese nell’ambito della politica sanitaria in Regione Basilicata che si dimostrano, dunque, in piena sinergia con le indicazioni ministeriali. Attraverso le procedure di stabilizzazione e i concorsi, stiamo infatti procedendo a rafforzare la dotazione di personale del comparto sanitario; un processo come più volte sottolineato, solo agli inizi che si inserisce in una programmazione a più lungo termine. Attraverso una delibera di Giunta, volta all’incentivo alla professione e alla valorizzazione delle risorse umane, abbiamo incrementato il trattamento economico del personale medico, in modo particolare del comparto dirigenziale e di concerto con le università e gli enti preposti, abbiamo garantito la formazione in regione, di futuri medici e professionisti della sanità”.
“Come afferma a ragion veduta Schillaci – ha aggiunto l’assessore Fanelli – dobbiamo saper investire i fondi a nostra disposizione e per quanto se ne dica, è proprio ciò che stiamo facendo. Dobbiamo continuare a puntare ad esempio, sull’assistenza territoriale; su questo fronte, tramite il DM 77, abbiamo disposto l’attivazione della Case di Comunità delle Centrali Operative Territoriali che costruiranno nuovi avamposti di cura disposti uniformemente su tutto il territorio lucano volti a garantire una repentina presa in carico del paziente e ad evitare un sovraffollamento degli ospedali e dei pronto soccorso già in sofferenza. Al contrario di quanto fatto negli ultimi anni, stiamo potenziando i presidi ospedalieri disseminati nelle province di Potenza e Matera attraverso le assunzioni, il rinnovamento delle infrastrutture e delle dotazioni tecnologiche. Attraverso il piano operativo per la telemedicina, già approvato, andremo a potenziare le azioni relative alla sanità digitale in favore dei pazienti fragili, cronici ed anziani. Stiamo lavorando senza sosta sulle liste di attesa, senza dimenticare le recenti istituzioni dei numerosi tavoli tecnici di relazione e confronto con i sindacati e con le associazioni di categoria volti ad affrontare insieme le criticità esistenti e a promuovere migliori modelli organizzativi ed efficienti politiche di intervento”. “Questo governo regionale – ha concluso Fanelli – è dunque perfettamente allineato con le indicazioni ministeriali e con le strategie di intervento volte a risollevare la sanità nazionale e regionale centellinata da anni di tagli e di riduzioni perpetrate da un passato governo di centrosinistra. Abbiamo tanto da fare; le sfide sono molteplici e tra le più impegnative ma i nostri cittadini devono essere consapevoli che non ci mancano voglia di fare e le capacità per farlo”.

(Adnkronos) – Sullo stato di avanzamento del Pnrr della Missione 6 Salute, “siamo assolutamente in linea con le tempistiche dettate dall’Europa.” Lo ha ribadito il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto ieri a Roma all’evento Anci ‘Missione Italia 2021-2026, Pnrr dei Comuni e delle città’. “Si è detto che abbiamo speso solo l’1%. Abbiamo speso questa percentuale – ha precisato il ministro – perché nel target di quest’anno quella era la spesa prevista”. “Stiamo facendo le gare – ha aggiunto – e quindi i finanziamenti verranno spesi a partire dall’anno successivo. Siamo perfettamente in linea, e questo è importante perché, rafforzando la medicina territoriale e con la telemedicina, potremmo avere una sanità più equa che rispetti completamente i dettami dell’articolo 32 della Costituzione e supereremo tante diseguaglianze che ancora ci sono. Il Pnrr nasce per “dare risposta alla pandemia. Ma dispiace osservare che il capitolo della sanità è quello meno finanziato all’interno del piano”. Il Pnrr uno strumento che nasce per questo settore, al quale però “vengono assegnati molti soldi, ma meno rispetto ad altri capitoli. E’ un po’ paradossale che un finanziamento che aveva come finalità quello di rimettere al centro la salute pubblica poi dà alla Missione sulla sanità meno finanziamenti di altri”, ha precisato Schillaci. In merito a possibili modulazioni, “se ci sono fondi che arrivano da qualche altra Missione la sanità li prende volentieri”, ha evidenziato. “Il capitolo dedicato alle infrastrutture – ha rimarcato il ministro – deve mettere in conto il fatto che, con l’aumento dei prezzi dei materiali, abbiamo un aumento dei costi per realizzare le infrastrutture che è del 15%”. Mentre per quanto riguarda “le grandi apparecchiature, i fondi hanno tenuto conto solo del costo netto delle macchine. Ma chiunque si occupa di sanità, in primis i Dg, sa che poi queste devono essere installate negli ospedali e questo è un costo che ammonta più o meno al 10% del valore delle strumentazioni stesse. Per cui siamo in costante confronto con il ministro Fitto e là dove ci sono spazi e possibilità siamo lieti di avere altri fondi, che andranno usati in maniera adeguata”.
Sull’incremento del Fondo sanitario nazionale “a fine mese cominceremo i primi colloqui con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per la legge di Bilancio. E’ per me un tema molto caro, come lo è per la maggior parte degli italiani. Ma credo che oltre ad avere più soldi sarà importante spenderli bene”. “Chiederemo più soldi. Ma – ha aggiunto il ministro – i primi che arriveranno dovranno essere dati agli operatori. Credo che sia giusto valorizzarli e non continuare a chiedere sempre e solo sacrifici. C’è un capitolo importante della valorizzazione del capitale umano”. Per Schillaci ci sono diversi temi da affrontare ma “aumentare il Fondo sanitario nazionale vuol dire soprattutto pagare meglio i medici”. E questo significherà “avere più medici che lavorano nel Servizio sanitario nazionale e abbattere le liste d’attesa che sono, per me e per tutti i cittadini italiani, il problema più angosciante”.

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