Se ne parla poco e in maniera impropria a Matera, fuori del Palazzo di città, come è prassi consolidata,e perchè sull’argomento la comunicazione latita. Ma la gente si chiede, con qualche interrogativo, cosa ne verrà fuori dai progetti -a totale investimento privato- giunti in commissione urbanistica e del quale si sa poco sul loro iter, fatta eccezione per gli addetti ai lavori. Si tratta di quelli per la Banca d’Italia, comprata all’asta da un imprenditore di Potenza, e destinato a ospitare funzioni culturali, e del quale abbiamo parlato per linee generali in altri servizi, e quello per il ”’ Gran Teatro di Matera” o teatro tenda che dovrà colmare una lacuna nell’ospitare eventi e spettacoli di vario tipo. A risponderci, con l’occhio di chi vuol capire è il consigliere Angelo Cotugno, che tra una pedalata assistita, una relazione e un intonato vocalizzo per Natale o per l’anno che verrà ci dice in sintesi a che punto siamo, alla vigilia di un consiglio comunale che lunedi 19 novembre dovrà licenziare la pratica della convenzione per l’ex Mulino Alvino, destinato a ospitare funzioni agroalimentari, espositive, convegnistiche e turistiche. ” Per la Banca d’Italia- dice Cotugno- si tratta di definire una procedura urbanistica riguardante la pratica che permetta o non permetta la modifica o aumento della S.U.A. Il progetto,infatti, prevede un aumento della superficie utile lordo. Si tratta di mettere a punto la procedura da adottare perchè siamo nel centro storico, in presenza di una richiesta di un aumento della superficie -uso il condizionale- non permessa. I privati hanno chiesto una variante di destinazione d’uso da servizi e in aumento della superficie, all’interno del manufatto, di poco più di 100 metri quadrati. E’ interna, non è molta. Si tratta di trovare, sottolineo, una norma giuridica che permetta di approvare in consiglio questo provvedimento. Il quesito posto alla struttura è questo. Per quanto riguarda la gran parte dei consiglieri, me compreso, io sono assolutamente d’accordo affinchè immobili che sono vuoti e un po’ degradati vadano rifunzionalizzati. Per quanto riguarda l’ex Banca d’Italia dovrebbe ospitare sala mostre , attività culturali, book shop, una sala ristorazione per tenere i conti in ordine. A noi interessa l’aspetto normativo e se in linea con l’idea di città che abbiamo. Dal punto di vista funzionale il progetto sotto questo aspetto è apprezzabile”.
Un’altra questione da definire riguarda la compensazione a uso pubblico dell’immobile, come avvenuto per altre progetti del passato ma facendo attenzione a non offrire il destro a contenziosi su gestioni e competenze, che alla fine finiscono in danno alla collettività. E’ stato il caso di urbanizzazioni, di piazze e parcheggi. Per cui è bene fare le cose per bene e senza l’elasticità di pareri ballerini, che alla fine portano a costi e a debiti fuori bilancio. “L’aspetto da definire -aggiunge Cotugno- è la eventuale compensazione a uso pubblico dell’immobile. Ci hanno proposto la disponibilità del terrazzo per fini turistici vista la bella veduta sulla piazza e sui Sassi e poi, tutto da definire e quantificare, anche la sala mostre. Aspetto marginale sotto questo aspetto, anche alla luce di quanto è stato fatto per esempio a Milano dove gli americani di Starbucks hanno rifunzionalizzato l’ex edificio delle Poste Italiane, riqualificando una serie di aree intorno all’edificio. Il Comune può valutare situazioni di questo tipo. Ma, ritengo che si debba andare più sul concreto e magari con interventi su opere che a noi interessa completare nell’area della piazza di San Francesco, ipogei e dintorni e nel piano delle opere pubbliche. Credo, pertanto, che dal mio punto di vista l’intervento di compensazione debba riguardare altro e in particolare le priorità che l’Amministrazione comunale ha individuato nel Piano triennale delle opere pubbliche”. E passiamo a un altro progetto quel Gran teatro, che dovrà sorgere al Borgo Venusio. “Sul Gran Teatro-aggiunge Cotugno- anche lì c’è una richiesta di cambio di destinazione d’uso da terreno agricolo ad attrezzature collettive. Anche in questo caso si tratta di investimenti di privati. E in questo caso, in un contesto come quello di Matera, non ci trovo alcuna obiezione. Porteremo le due pratiche (compresa quella per la Banca d’Italia) in consiglio, non appena gli argomenti saranno licenziati dalle commissioni. Quanto al Gran Teatro ci dovrà essere una conferenza regionale, come da prassi, per l’autorizzazione. Dopodicchè verrà in commissione e quindi in consiglio per variante e autorizzazione. Quanto ai tempi. Brevi”. Ma c’è dell’altro sul tavolo di elaborazione dell’urbanistica e quindi dei lavori pubblici. Progetti grandi e piccoli e di diverso interesse, cominciando da Piazza della Visitazione, per la quale l’Amministrazione comunale ha annunciato opere e percorsi. Cotugno ne parla da consigliere e da cittadino, preoccupato affinchè le opere siano fruibili da cittadini e turisti, ma senza procurare- se possibile- disagi. ” Per piazza della Visitazione- dice Cotugno-ora c’è il cantiere delle Fal. Quanto al resto ci stiamo ripiegando con la struttura. La forma è quella e così pure la destinazione a parco intergenerazionale. Si tratta di evitare, per quanto possibile, di fare confliggere eventuali cantieri con il prevedibile incremento turistico del 2019 e questo va valutato. Il Palombaro? Si sta lavorando per regolamentare, in maniera di sicurezza, entrate e uscite”. Ma c’è anche via Lucana con due vecchi edifici in attesa di funzioni. Uno è la ex sede della Società Elettrica, che ha ospitato l’Acquedotto Lucano, e l’altro l’ex scuola media ”Alessandro Volta”, vuoto da un quinquennio buono e affidato temporaneamente alla Fondazione ”Matera-Basilicata 2019”.” Cosa ci mettiamo nella ex sede della Società elettrica? Vedremo…Non ci vanno i vigili urbani, che invece andranno nella ex sede dell’Università di via Lazzazzera. Per la ex scuola ” Volta” siamo stati presi un po’ in contropiede perchè l’Inail ci aveva interpellato per un trasferimento temporaneo degli uffici, in modo da consentire lavori di riqualificazione della loro sede che è attigua al ”boschetto” di via Lucana. Avevamo dato il consenso, ma poi l’Inail si è tirato indietro. Da qui la concessione temporanea, ma solo di alcuni immobili, alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 per alcune attività. L’edificio, comunque, era nato per ospitare funzioni culturali ma al momento non siamo pronti. Ne riparleremo più avanti con risorse adeguate e idee chiare”.