Si è tenuta oggi a Potenza, come previsto, la accesa discussione dinanzi al TAR  dei ricorsi presentati dal M5S, dal coordinatore di Idea Basilicata, Pagano, e dall’Associazione nazionale consiglieri e assessori comunali e dal consigliere comunale di Ruoti, Franco Gentilesca contro il decreto del Presidente della Giunta Regionale facente funzioni Flavia Franconi con cui è stata fissata le elezioni regionali per il 26 maggio 2016, in concomitanza con le elezioni europee. Ben oltre sei mesi dopo la scadenza naturale dell’attuale consiglio regionale.

Per il protrarsi dei lavori la decisione sarà resa nota nella giornata di domani.

La scelta della Franconi si è basata sulla interpretazione della legislazione vigente che prevede l’election day (anche per ridurre la spesa) in caso di concomitanza di elezioni regionali ed elezioni europee. Una interpretazione non omogenea sul territorio nazionale tenuto conto che le altre due regioni chiamate al voto non hanno seguito questa strada ed, infatti, voteranno prima di maggio.

Se il TAR dovesse rigettare i ricorsi in toto si avrebbe una conferma della correttezza della scelta operata dal governo regionale in punta di diritto sebbene rimarrebbe tutta intera la responsabilità politica di non aver convocato le elezioni a ridosso della scadenza del 17 novembre scorso.

Se, invece,  il Tribunale amministrativo accogliesse qualcuno dei tre ricorsi verrà anche indicata anche la data entro cui votare. Data che non potrebbe che essere intorno ai 70 giorni di distanza. Circostanza che porterebbe comunque a votare -se va bene- verso la fine di marzo (17, 24 o 31).

Insomma, un paio di mesi prima del 26 maggio ora fissato.

Ciò significa che, comunque vada, per chi ha perseguito la strada del rinvio delle elezioni per guadagnare tempo il colpaccio è comunque riuscito (E dovrebbero fare un monumento all’avvocatura regionale per la professionalità con cui ha seguito l’iter processuale, fino all’ultimo cavillo che ha prodotto l’ultimo rinvio dell’ultima seduta).

Certo rimarrebbe lo smacco di essere sbugiardati dai giudici ed un ulteriore danno d’immagine che (danno per danno) potrebbe anche spingere ad una impugnazione della eventuale sentenza sfavorevole.

Ma questa è storia ancora da scrivere. Ci vorranno solo poche ore ancora per scoprire il seguito ….