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Elettori addio! Alle supplettive calabresi votano solo 2 elettori su 10! Politica distante dalla realtà!

E’ una ulteriore sconfessione dell’attuale politica quella che arriva dalle elezioni supplettive che si sono svolte tra domenica e lunedì in Calabria. Al termine dello spoglio gridano alla vittoria il candidato e  i partiti del centrodestra…..ma il vero ed unico vincitore è il partito dell’astensione che ha guadagnato ulteriori consensi. Il dato definitivo dell’affluenza al voto, alla chiusura dei seggi, è stato del 22,34%: sono andati a votare solo DUE elettori su DIECI!!! Quattro anni fa, quando si votò in un solo giorno per le elezioni politiche, era stato del 49,40%. I cittadini hanno altro a cui pensare che andare a votare. Evidenza che non ritengono nessuno in grado di cambiare in meglio le loro condizioni di vita che peggiorano sempre di più. Così, sostanzialmente, il vincitore Fabio Roscioli con il suo pur significativo 51,02% delle preferenze, rappresenta una piccolissima minoranza degli elettori di quel collegio 5 Reggio Calabria-Locri. Ma è evidente che per lui e i suoi, questo è l’ultimo dei pensieri a sfiorarli. Conta il fatto di aver vinto! Di aver conservato la poltrona alla Camera dei deputati e di non averla ceduta ai concorrenti. Concorrenti che a loro volta avrebbero di che riflettere. A volerlo fare. In primis il cosiddetto “campo largo“, qui nella sua versione extralarge, quello che piace ai giornaloni. La versione di quelli che “senza il centro” (dove per centro si intende Renzi e Calenda a dare manforte ai destrorsi guerrafondai all’interno del PD) si perde. Eccoli serviti! Si perde e come proprio quando ci sono anche loro. E’ così difficile da capire -e anche da questo test ridotto ne arriva conferma- che sono proprio le ammucchiate fatte solo per far numero ad allontanare gli elettori dalle urne? E che la presenza di personaggi squalificati come Renzi & C. non portano più voti, ma li fanno perdere? Che servono politiche radicalmente differenti da chi ora governa se si vuole che la gente ritenga utile andare alle urne? E politici credibili per questa missione di rottura degli schemi che sembrano oramai immutabili? Il rapido degrado delle condizioni di vita in conseguenza della guerra in Ucraina ed ora di quella con l’Iran, richiede con urgenza che la politica torni sui territori, a fianco dei cittadini e dei loro problemi. Una politica che stia meno in TV e sui social e più in mezzo alla strada. Ad organizzare il malcontento che sta montando in queste settimane e costruendo dal basso soluzioni condivise che guardino alla realtà. Dunque la si smetta di sfogliare la margherita di chi deve primeggiare e come. Si definiscano proposte chiare e nette sui temi che riguardano i cittadini (come il caro carburanti, il caro carrello della spesa, la sanità la povertà….a partire dalla politica internazionale a quella nazionale), si vada tra di loro e si organizzi la protesta nelle piazze, nei campi , nei luoghi di lavoro. Ci si sporchi le mani, ci si rimbocchi le maniche. E’ questo il solo modo per portare a votare chi non ci va più, perchè è qui che sta il petrolio far vincere la democrazia, prima ancora che vincere le elezioni nei confronti di chi governa oggi. Agitare solo le percentuali riferite a quella esigua minoranza che si è recata alle urne è un esercizio utile alla propaganda di chi vuole che la gente non vada a votare. Perchè se andasse tutta perderebbe! Così anche lo stesso Vannacci può continuare a fare il fenomeno con una percentuale a due cifre, ma è il fenomeno di un baraccone che sta per crollare addosso. La vera vittoria sarebbe quella di riuscire a riportare i cittadini alle urne. Ma ce la possono fare le forze in campo che -in base alla legge truffa che si sta per approvare- sarebbero le uniche autorizzate a presentarsi sulla scheda elettorale (considerato che sarebbe preclusa qualsiasi altra nuovo partito, visto il muro di firme richieste)? Ne dubitiamo. Considerato il livello della discussione a cui assistiamo. Per cui alla fine le elezioni rischiano di ridursi sempre più ad una resa di conti tra cordate elettorali, con i soliti noti a contendersi una poltrona eternamente attaccata al proprio sedere. Ma fino a quando la barca andrà avanti, prima di affondare?

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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