Alla madre che gli raccontava che oramai in giro ci si comporta come se nulla fosse accaduto e che tutto sia passato, il figlio anestesista a Torino, dove ha vissuto in prima linea l’emergenza covid19, ha risposto: purtroppo sono solo due le categorie che hanno vissuto sulla propria pelle il coronavirus e sono i sanitari e chi si è ammalato che, quando doveva essere portato in terapia intensiva, mandava un messaggio ai familiari per dirgli addio.

Abbiamo ripensato a questo (aggiungendo i familiari dei malati e i tanti Italiani che non dimenticano) quando l’Ansa oggi ci ha riferito di un convegno della Lega in cui “scienziati” del calibro di Matteo Salvini, Armando Siri, Vittorio Sgarbi e persino il noto tenore Andrea Bocelli, hanno giocato al: chi è più negazionista? (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/07/27/lemergenza-non-esiste-convegno-anticovid-al-senato_d9e919ea-2984-441f-ab35-c3a176ff9d3c.html)

Con affermazioni del tipo: “In questi mesi c’è stata un po’ di esagerazione nella narrativa sul virus…” o che , addirittura, “C’è stato un momento in cui la libertà è stata contrapposta alla salute…”. Caspiterina. E ancora, il noto internista Bocelli (si quello che canta) : “….non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perchè questa gravità?”Uscendo evidentemente per la prima volta dal suo dorato mondo incantato dove deve aver vissuto in questi mesi terribili. Il covid? Un “falso allarme globale“.  Oppure “Anche dire che il Brasile è in emergenza non è vero.” Parole dello sbavatore Sgarbi che proclama: “Ora serve un manifesto della verità“, la sua!

Insomma, i morti nelle RSA lombarde, quelli della bergamasca, i camion dei militari che trasportavano le salme che non si riuscivano più a tumulare, i migliaia di ricoveri nelle terapie intensive? Dimenticatelo. E’ stata una esagerazione della narrazione!

La Lega e il suo mojitomane devono essere alla canna del gas circa gli argomenti da cavalcare nella loro campagna elettorale permanente se non si fanno specie  di utilizzare un normale senso di stanchezza del Paese rispetto alle dura prova vissuta in questi mesi per negare ciò che è accaduto, che in parte minore sta ancora accadendo e che nessuno è in grado di sapere cosa accadrà nei prossimo mesi invernali.

Incredibile ma vero, eppure tutto questo ed altro è stato proferito in dibattito dal titolo “Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti” svoltosi addirittura al Senato, come da resoconto Ansa che pubblichiamo a seguire.

Il livello del Paese cala sempre più in basso e la Lega fa da palla al piede che lo trascina sempre più giù.

L’emergenza non esiste, convegno anticovid al Senato.

IL CONVEGNO – “Siamo qui, oggi, politici e scienziati, per fare un punto, cercare di mettere giù maggiori informazioni possibili sul Covid 19, prive di ideologie e pregiudizi. C’è stato un momento in cui la libertà è stata contrapposta alla salute, ma si tratta di due diritti fondamentali“. Così Armando Siri, (Lega) tra gli organizzatori del dibattito “Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti“, alla presenza tra gli altri del leader della Lega Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli. “In questi mesi – aggiunge Siri – c’è stata un po’ di esagerazione nella narrativa sul virus: ognuno fa la sua esperienza, poi ci sono state realtà dolorose, penso a quanto accaduto nella bergamasca, ma questo non poteva giustificare ansia e angoscia eccessiva. Ora bisognerebbe evitare che in questa cosiddetta eventuale fase 4, ci sia ancora allarmismo. Ora dobbiamo stare ai fatti. Solo la narrazione su una presunta seconda ondata ha una grave incidenza sul Pil“.

La libertà di pensiero è il primo bene a rischio: c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream. Io mi sono rifiutato di salutare di gomito. Se uno mi allunga la mano, mi autodenuncio, gli gli do la mano.
Tanto un processo più, un processo meno… “. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini.

Ho accettato questo invito ma sono lontano dalla politica. Durante il lockdown ho anche cercato di immedesimarmi con chi doveva prendere decisioni difficili. Ma poi le cose non sono andate bene. Man mano che il tempo passava, non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perchè questa gravità? Poi mi sono sentito umiliato e offeso per il divieto di uscire da casa. Ammetto che ho violato il divieto”. Lo afferma Andrea Bocelli al convegno sul Coronavirus organizzato da Armando Siri e Vittorio Sgarbi. “Quindi rivolgo un appello per dire che bisogna riaprire le scuole e riprendere i libri. Io ho chiamato Renzi, Salvini, Berlusconi per fare un fronte trasversale di buon senso. Spero – conclude il celebre tenore – che tutti insieme usciremo da questa situazione terribile”.

Questa riunione ha un obbiettivo molto serio: fare in modo che tante persone qui presenti siano ascoltate dal governo, ci sia un’audizione parlamentare. Dobbiamo dare voce a Zangrillo e ai tanti che hanno detto cose che non sono state ascoltate. Ci sono diverse verità, non solo una. C’è quella di chi dice, nei nostri ospedali non c’è più Covid“. Così Vittorio Sgarbi, intervenendo al convegno “Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti“. “Esiste un rapporto ufficiale del governo tedesco che definisce il Covid 19 come falso allarme globale. Da due mesi – ha aggiunto Sgarbi – non c’è un solo morto di Coronavirus. Anche dire che il Brasile è in emergenza non è vero. Ora serve un manifesto della verità“.

Penso che tutto quello che e stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità”. Lo afferma all’ANSA Massimo Galli, professore Ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano, in merito alle posizioni espresse in occasione dell’incontro ‘Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti’, alla presenza tra gli altri del leader della Lega Matteo Salvini, Vittorio Sgarbi e il tenore Andrea Bocelli.

Speranza, essenziale indossare le mascherine – “Indossare la mascherina resta una delle regole essenziali per contrastare la diffusione del coronavirus. Siamo fuori dalla tempesta ma non siamo ancora approdati in un porto sicuro. Non dividiamoci su questo“, lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.