I trombati e i carrieristi andranno dallo psicologo per farsene una ragione perchè hanno perso la ‘Regione’ . Per altri la scelta dei Santuari aperti, a cominciare da quello di Viggiano (Potenza) della Madonna Nera, protettrice della Basilicata, per ospitare quanti con tanta umilità decideranno di recitare il ‘Mea Culpa’ e riprendere il viatico della redenzione o del mesto ritiro- come è auspicabile che sia- verso la preghiera e il lavoro. E’ quello che ci si attende dalla ex macchina da guerra del Pd, in campagna elettorale con un simbolo mimetizzato, insieme a una coalizione messa sù all’ultimo momento e con un candidato, il simpatico farmacista Carlo Trerotola, risultato essere per quello che era : una brava persona, ma un ”pesce” fuori dall’acqua. La scoppola c’è stata e il comune sentire di quello che era prevedibile lo ha confermato con il risultato delle urne che ha premiato la coalizione di centrodestra guidata da Vito Bardi, aldilà delle magre considerazioni da ”vittoria di Pirro” che le cose potevano andare E su questo non ci si può arrampicare sugli specchi. Sconfitta determinata da arroganza, presunzione,ipocrisia, assenza di valutazione e di decisioni conseguenziali dopo le sconfitte del referendum costituzionale renziano, alle politiche dello scorso anno. Senza dimenticare le contraddizioni intestine e da potere per il potere nelle giunte trasformistiche nei comuni di Matera, Potenza,quelle improntate alle scelte dei tecnici che si sono susseguite nella giunta regionale presieduta da Marcello Pittella fino alla cooptazione di consiglieri di centrodestra per consolidare maggioranze ed equilibri traballanti. Inversioni di rotta? Nemmeno per sogno.Silenzio e basta con la emorragia di iscritti e di consenso e i vertici della segreterie al loro posto. Un processo di mummificazione che ha alimentato il malcontento su questioni come lavoro, salute delle persone e dei territori, sulle questioni petrolio, idriche , della gestione dell’Arpab e e della Sanità senza dimenticare le inchieste giudiziarie in corso e che potrebbero ancora venire su una fase grigia della politica regionale nell’anno di Matera capitale europea della cultura 2019, sul quale non mancano perplessità gestionali e di prospettiva. Tutto questo non ha scalfito la coscienza del partito regione, di feudatari, vassalli, valvassini, valvassori e della corte del consenso del familismo immorale che ha contribuito allo spopolamento della Basilicata, all’invecchiamento della popolazione e al degrado territoriale. Se la Basilicata ha svoltato a Destra e ha imboccato la strada dell’alternanza un motiv c’è , come dovrebbe essere nelle democrazie che funzionano e dove il voto non è oppresso dalla cappa dei condizionamenti clientelari. Ognuno la racconti come vuole ma la Basilicata volta pagina. Attendiamo il nuovo esecutivo e una inversione di rotta, con un tourn over salutare in consiglio regionale. Attendiamo buon senso, programmazione, trasparenza nella gestione e a vari livelli e,sopratutto, netta separazione dei ruoli di maggioranza e opposizione che non pò che far bene a tutti…Anche perchè, appuntamento per le europee a parte, tra un anno si vota anche al Comune di Matera…