E alla fine i famigerati “numeri” intorno a cui si è arrovellata la politica, distaccatasi tragicamente da quelli del “Paese reale” (vaccini, morti, ricoveri, senza lavoro, emergenza…), sono giunti. E alla fine di una due giorni parlamentare surreale in cui abbiamo assistito ad ex ministri dimissionari che hanno accusato Conte di averli cacciati e parlare con veemenza da oppositori condannando l’azione di un governo di cui loro facevano parte, Camera e Senato hanno votato la fiducia. Quindi il governo è legittimamente in carica. Dunque la nave di Conte va avanti!

Certo va avanti con una navigazione ancora tra residui flutti che potrebbe nelle prossime ore trasformarsi in acque abbastanza quiete.

Le premesse ci sono tutte. Alla Camera dei Deputati la fiducia a Conte ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Fiducia al governo anche al Senato che è stata votata da 156 voti senatori (di fatto sono 157, considerata l’assenza per covid di un eletto del M5S),i voti contrari 140 e 16 gli astenuti. Dunque una maggioranza relativa che, però, è abbastanza vicina alla soglia della maggioranza assoluta che è di 161.

Un risultato questo al senato che andrà sicuramente consolidato nelle prossime ore per consentire quella navigazione tranquilla di cui parlavamo prima rispetto all’agenda impegnativa che aspetta il governo nelle prossime settimane e i prossimi mesi.

I segnali ci sono tutti. Due senatori di Forza Italia ed anche uno di Italia Viva che hanno accolto l’invito di Conte ed hanno votato si alla fiducia da subito, fanno da apripista ad una componente più corposa che dovrebbe/potrebbe costituirsi nelle prossime settimane intorno al progetto/prospettiva che Conte ha illustrato dinanzi alle Camere.

C’è un magma centrista in ebollizione che potrebbe decidere di fare il grande passo e poi c’è il serbatoio di Italia Viva da cui arriverà sicuramente linfa per questa partita.

Linfa che sarebbe arrivata già questa sera se Renzi/Bellanova fossero stati coerenti con la gragnuola di colpi che hanno sferrato agli ex alleati ed avessero chiesto ai loro senatori di votare no alla fiducia.

Invece, pavidamente e contraddittoriamente, hanno deciso di astenersi perchè una parte sostanziosa sicuramente non li avrebbe seguiti verso questo suicidio politico. Secondo alcune indiscrezioni dal fronte dem, ci sarebbero almeno 4-5 senatori renziani che starebbero valutando di ritornare nel Pd così come ha fatto Tommaso Cerno.

Dunque, la partita, come era nelle previsioni si concluderà nelle prossime settimane. Ci auguriamo il più in fretta possibile.

Anche perchè, se così non fosse, sarebbe meglio chiuderla qui ed andare rapidamente al voto.