È il tempo di una nuova idea di città“…sostiene Coalizione Civica per Matera nella nota che segue:

All’ordine del giorno delle prossime sedute consiliari e di giunta sara’ discussa l’adozione di importanti e delicate decisioni per la realizzazione di opere pubbliche che consentiranno la cantierizzazione per cento milioni di euro, stando alle dichiarazioni del Sindaco.

In questa sede non vogliamo entrare nel merito delle proposte avanzate al Consiglio con un metodo che ci appare, francamente, quello tipico delle ‘frettolose decisioni ferragostane’, cui tanto somiglia questo modo di procedere nella drammatica e lunghissima Quarantena.

L’obiezione che avanziamo non riguarda tanto le singole opere la cui realizzazione in questo momento rischia di peggiorare la già drammatica situazione dei commercianti e degli artigiani e la cui opportunità certamente non è stata discussa in Città – né ieri, né oggi, né ci preme entrare ora nel merito della qualità architettonica delle stesse.

Quello che ci preme è valutare se sussista l’opportunità, ancora oggi, di utilizzare tutte le risorse finanziarie disponibili per opere pubbliche che almeno in parte, andrebbero obbligatoriamente ripensate per essere adeguate alle nuove necessità e per agevolare la ripartenza post pandemia.

La nostra opinione è che una parte di quelle risorse effettivamente utilizzabili oggi – da qualunque parte provengano vadano riprogrammate e impiegate immediatamente per sbrogliare un nodo prioritario: come conciliare la ripresa del lavoro – e ancor più tragicamente la perdita del lavoro – con le complicazioni provocate ai cittadini, alle famiglie dalla sospensione delle attività scolastiche, del tempo libero; con la chiusura degli spazi sociali, urbani; dei mille mutualismi che normalmente sostengono le famiglie e le comunità.

Il Sindaco ha dichiarato di aver messo da parte circa due milioni di euro per farvi fronte. E ritiene che siano sufficienti alla bisogna: ma di che si parla?

A nostro parere, quel che occorre è una strategia per la “Fase 2”, segnata da una radicale modifica degli stili di vita dei cittadini e dell’organizzazione della città.

Matera, non può sottrarsi a tale ampio impegno; deve contribuire a trovare soluzioni adeguate al suo contesto; deve fornire ​proposte operative​, ​che vadano ad integrare quelle più ampie di ​adattamento verso un ​“nuovo ordinario”,​ una convivenza non breve con questo virus.

Serve, più in generale, una (ri)organizzazione dei ​tempi della città, oggi che cambia ritmo: un Piano dei Tempi e degli Orari.

E’ necessario ​ridefinire l’uso delle strade e degli spazi pubblici, aumentare gli spostamenti di superficie non inquinanti (piedi, bici, mobilità leggera) e sviluppare aree che consentiranno sviluppi commerciali, ricreativi, culturali, sportivi, rispettando i distanziamenti fisici (ma non sociali!), che saranno previsti.

È importante ​riscoprire la dimensione di quartiere (la città raggiungibile in 10 minuti a piedi), accertandosi che ogni cittadino abbia accesso a pressoché tutti i servizi entro quella distanza.

Bisogna prestare ​attenzione alla solitudine delle persone anziane​, coloro che sono più a rischio per la malattia, e la città deve riconoscere la centralità dei bambini e degli adolescenti, che, forse più di altri, hanno sofferto le limitazioni domestiche.

Così come è necessario evitare che la nuova fase consegni alle sole ​donne​, dentro le famiglie, l’attività di cura dei più piccoli in mancanza del supporto scolastico, impedendone il ritorno al lavoro.

Lo Stato ha iniziato a dare le prime risposte, ma devono essere studiate soluzioni più durature e peculiari. Per questo motivo parte del lavoro deve essere volto a condividere con il volontariato, l’associazionismo civico, la mutualità, il terzo settore, ​le effettive ​necessità e le richieste da sottoporre al Governo e alla Regione, affinché i sostegni siano quantitativamente adeguati e indirizzati alle effettive necessità, consapevoli delle trasformazioni competitive indispensabili.

Dal punto di vista degli investimenti è necessario non solo attivare risorse pubbliche, ma snellire le procedure di gara. Ciò non significa affatto ridurre la qualità dei controlli, bensì eliminare affaticamenti burocratici.

Vanno inoltre favoriti e accelerati tutti quegli investimenti privati che vogliono sfidare la crisi e possono essere motore di ripresa.

A maggior ragione, vanno ampliate le forme di partecipazione attiva dei cittadini, in quanto veri produttori della Città, oggi praticamente esclusi dall’elaborazione di una qualsiasi visione di futuro, di giudizio sulla bellezza dei luoghi e della loro trasformazione.

La Fase2 serve a riportarci verso la normalità ma pone una domanda di fondo: ​quale società e quale comunità vogliamo essere e costruire dopo la crisi?

Noi rivendichiamo una vera svolta ambientale, la lotta alle disuguaglianze presenti nella nostra comunità, avendo attenzione alle fragilità e povertà vecchie e nuove, alla salute che non si limiti solo alla cura e prevenzione delle malattie.

Ribadiamo con forza la necessità di intraprendere ​un percorso di condivisione​, volto a migliorare la strategia sulla base di un ampio dialogo con categorie, associazioni e cittadini, Università e Ricerca.

E’ passata nel silenzio irresponsabile delle istituzioni politiche la proposta di costituzione di un Osservatorio Territoriale Permanente, unico luogo capace di elaborare una strategia condivisa per affrontare l’emergenza e pianificare l’attività di ripresa.

Chiediamo, ancora una volta, uno sforzo unitario che metta da parte interessi personali ed elettorali.

Domani è già tardi…”