E’ divento odioso sentire ripetere da chiunque apra bocca in televisione, sulla stampa ed in ogni dove che serve il MES, è indispensabile il MES, è urgente attivare il MES, non farlo è da irresponsabili, la sanità ora starebbe meglio con il MES….e così via recitando il rosario infinito di questo MES. Balle, balle, balle….le mille balle blu!

Chi lo reclama spesso non conosce nemmeno cosa significhi questa sigla (tanti imbarazzanti servizi televisivi con parlamentari di tutti i colori che balbettavano, hanno dimostrando quanta ignoranza vi sia in materia) di uno strumento finanziario da ultima spiaggia, per paesi europei con l’acqua alla gola, con difficoltà a reperire risorse autonome sul mercato e quindi a rischio default. Strumento con stringenti condizioni da rispettare: la famigerata camicia di forza della troika messa in campo in Grecia per capirci.

Il Mes, acronimo di Meccanismo europeo di stabilità (da noi comunemente chiamato fondo salva-Stati), è un’istituzione europea entrata in vigore nel luglio 2012 dopo le modifiche apportate al Trattato di Lisbona e di cui, durante l’emergenza coronavirus, si è tornato a parlare come strumento aggiuntivo al Recovery Fund , alla BEI (200 miliardi di prestiti alle imprese da parte della Banca europea per gli investimenti ) e al SURE (100 miliardi di un nuovo  meccanismo anti-disoccupazione, che contribuirà a finanziare la cassa integrazione), con una linea di credito dedicata alle sole spese sanitarie dirette o indirette che è l’unica condizionalità per accedervi, ma “dopo, gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici, coerentemente con il quadro di sorveglianza fiscale europeo, inclusa la flessibilità“.

Insomma è evidente che è un strumento estremo che al momento non ha attivato nessun altro stato europeo in quanto ricorrendovi si lancia un segnale ai mercati di scarsa affidabilità: uno stigma di insolvibilità. Ed è esattamente ciò di cui non abbiamo bisogno.

Primo perchè i soldi per la sanità al momento ci sono. Le regioni hanno già ricevuto una dote di 3,4 miliardi di euro (circa due miliardi destinati al potenziamento delle strutture sanitarie; ne sono stati spesi solo 734 milioni). Ma oltre a quelli stanziati in precedenza e non ancora spesi dalle regioni, nella manovra di bilancio approvata stanotte sono previsti altri 4 miliardi per il Servizio Sanitario Nazionale. Il problema è saperli spendere e in fretta. Cosa di cui le Regioni stanno dando dimostrazione di non esserne capaci con la velocità che servirebbe alla situazione data.

E poi perchè se proprio dovessero esserci problemi di liquidità, come hanno dimostrato le emissioni di titoli di stato italiani che sui mercati sono andati a ruba e con tassi bassissimi, si può comunque provvedere in autonomia con emissioni di propri titoli. Il MES è comunque un prestito, non è mica a fondo perduto e nemmeno gratis.

E allora è evidente che chi lo reclama, un giorno si ed un altro pure, lo fa dall’opposizione per mera propaganda politica, sapendo di mettere in difficoltà le forze di governo e dall’interno dello stesso governo quale arma di scambio per ottenere altro.

Chissà, forse anche un tracollo della maggioranza per un governissimo che escluda gli odiati grillini e faccia rientrare i soliti noti intorno alla ricca torta del “recovey fund”.

Come diceva qualcuno della prima repubblica: “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca“.

Di sicuro è chiaro che attivare il MES oggi è contro gli interessi del Paese.

Lo stesso ministro dell’Economia Roberto Gualtieri solo pochi giorni fa ha ribadito che i fondi per la sanità ci sono e ci saranno indipendentemente dall’utilizzo del Mes che, peraltro, in questo momento non risulta essere particolarmente conveniente.

E poi, dulcis in fundo, che serva davvero usarlo non lo sostengono nemmeno i responsabili dello stesso Mes che sul sito del fondo scrivono: “Il primo scenario che ipotizziamo è che nessuno faccia ricorso a questi fondi, sebbene esista la possibilità di riceverli molto rapidamente e con scarso preavviso. Si tratta di una linea di finanziamento da usare nel caso che le condizioni di mercato si facciano difficili (esattamente il contrario di quanto sta accadendo ora, ndr) e una forma alternativa di finanziamento per gli stati membri. La semplice esistenza di questa possibilità rafforza la posizione degli Stati sui mercati nel momento in cui emettono titoli in modo autonomo. Gli investitori, consapevoli dell’esistenza di un’opzione alternativa per gli Stati, si accontenteranno di interessi più bassi”.

Amen.