Le critiche al ministro Speranza? Spero abbiano trovato pace sin dall’inizio, perché non sono né fondate né giustificate“. Torna a ribadirlo in conferenza stampa oggi il presidente del Consiglio, Mario Draghi,  aggiungendo: “Mi secca dirlo in sua presenza, ma ho stima e l’ho voluto io nel governo“. Se ne faranno una ragione coloro (e sono tanti) che l’hanno assunto come bersaglio separato dal resto del governo, in quanto persona più esposta sul fronte della pandemia e dunque atto ad essere esposto al pubblico ludibrio quale responsabile unico delle chiusure? Avranno gli attributi per prendere di petto Draghi? Ne dubitiamo.

Evapora anche la vacua storiella per polli raccontata da Salvini con lui a dire di voler “riaprire appena i dati sui contagi lo consentiranno” versus Speranza che ha sempre sostenuto “tenere chiuso fino a quando i dati sui contagi lo richiederanno“, affermando di fatto la stessa cosa. Infatti, le decisioni illustrate oggi di parziale riapertura, a partire dal 26 aprile, Draghi ha sottolineato che sono state approvate all’unanimità, grazie al lavoro preparatorio di Speranza e sono una risposta al “disagio delle categorie“. Non ad altri.

Dunque, ha esordito il presidente del consiglio, aprendo la conferenza stampa che ha avuto tre i temi principali (le riaperture, le misure economiche e le opere messe in cantiere): “Si può guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia”.

E sulle riaperture Draghi ha detto: “Si anticipa al 26 aprile l’introduzione della zona gialla, dando precedenza alle attività all’aperto, quindi anche la ristorazione sia a pranzo che a cena, sia tutte le scuole, che riaprono completamente in presenza in zona gialla e arancione, mentre in zona rossa in parte sarà in presenza e in parte a distanza”. Dalla stessa data dovrebbero aprire anche i teatri e i cinema all’aperto.

Il governo ha preso un rischio ma basato sui dati scientifici che sono in miglioramento”, ha aggiunto precisando che “Mascherine, distanziamenti, dovranno essere osservati scrupolosamente, in modo che questo rischio ragionato diventi un’opportunità sia per l’economia che per la nostra vita sociale”.  Insomma, se tutti collaboreranno al rispetto delle regole dovrebbe andare bene. Altrimenti -è il sottinteso- tutto potrebbe essere vanificato, pur dichiarandosi convinto che “Se i comportamenti saranno corretti, la probabilità che si debba tornare indietro sulle riaperture è molto bassa. Anche perché la campagna di vaccinazione continua ad andare avanti“.

Ma che cosa ha spinto ad aprire questo spiraglio di fuoriuscita dalle chiusure attuali? “Due sono i fattori fondamentali che nelle ultime settimane ci hanno consentito di vedere una piegatura della curvaha spiegato Speranzaanzitutto le misure adottate nelle ultime settimane, con una parte significativa del Paese in area rossa e l’area gialla sospesa. Ora abbiamo un Rt a 0,85, e per la prossima settimana è previsto sotto lo 0,8, un’incidenza a 182 e una tendenza di gran parte delle Regioni a un miglioramento del quadro epidemiologico. A questo si aggiunge l’aumento significativo delle dosi di vaccino somministrato: quasi l’80% degli over 80 hanno avuto la prima dose, e già nelle prossime settimane arriveremo a un livello molto alto di richiamati.

Dunque ha aggiunto: “Possiamo dare così avvio a un processo graduale di ripresa, a partire dal 26 aprile, con la tutela in particolare della scuola, che è il primo luogo su cui decidiamo anche questa volta di investire. In tutte le aree gialle e arancioni si tornerà in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado. In modo graduale riapriremo anche altre attività economiche e sociali, secondo il principio che nei luoghi all’aperto il virus si diffonde molto meno. L’auspicio è che il quadro epidemiologico resti positivo e con l’aumento dei vaccini fatti nelle prossime settimane potremo riaprire anche attività che non si svolgono all’aperto“. Ma, come Draghi, anche Speranza ha aggiunto “Proprio in questo momento di aperture è importante che i cittadini rispettino le norme di distanziamento”.

Il ministro ha poi delineato quello che dovrebbe essere il programma delle prossime aperture: dal 15 maggio potrebbero riaprire le piscine all’aperto, alcune attività legate alle palestre dal 1 giugno, il primo luglio le attività fieristiche. Ma specificando che “Non sarebbe corretto indicare un giorno x per tutte le riaperture, “l’arma su cui contiamo è la campagna di vaccinazione. Non vi è alcun dubbio che la stagione che si apre grazie al vaccino è profondamente diversa. Oggi noi abbiamo un limite ancora in termini di dosi a disposizione. Arriverà un tempo in cui ne avremo tante e dovremo convincere chi ha ancora dubbi. Quello farà la differenza”.

Speranza ha anche detto che: “Il coprifuoco dalle 22 alle 5 rimane vigente, poi il governo monitorerà settimana per settimana l’andamento della curva. E resta vigente il modello per fasce, gialla arancione e rossa.” E a specifica domanda ha risposto che:  “Chi rifiuta il vaccino va in coda ma io invito a vaccinarsi perché tutti i vaccini sono efficaci e sicuri”.

Per quanto riguarda i temi economici, Draghi ha detto: “Dopo il via libera allo scostamento di bilancio di 40 miliardi, solo nel 2025 il deficit tornerà sotto il 3% del Pil, ma questa è una scommessa sulla crescita. Se la crescita ci sarà, noi questa scommessa la vinciamo senza una manovra correttiva”.

E a chi si è detto preoccupato per la crescita del debito ha detto: “La pandemia ha reso legittima la creazione di molto debito“ e “L’impegno deve essere una decrescita del debito senza compromettere le economie dei Paesi. Riformeremo fisco, pubblica amministrazione e giustizia civile. Le stime del Def sono prudenziali e non tengono conto delle riforme. Sono stime caute fatte da persone serie.”  “La sostenibilità del debito con gli occhi ieri veniva misurata sulla base dei tassi di interesse e sulla capacità di ‘servire’ quel debito. La domanda era: ce la fa lo Stato a pagare gli interessi su quel debito? Oggi questa domanda non si fa più, perché i tassi sono bassi. La domanda diventa: ce la farà questo Paese a crescere abbastanza per ripagare il debito che sta facendo oggi? È la crescita cui bisogna guardare, e il modello di crescita che deve essere sostenibile. Se non sarà sostenibile questo Paese non ce la farà. Questa è la grandezza cui si guarda ai mercati oggi”.

E dunque ha detto Draghi: “Se la crescita ci sarà, favorita da riforme e investimenti” legati al Recovery “si esce dal debito attraverso la crescita, che vogliamo sostenibile e rispettosa dell’ambiente. È una scommessa sul debito buono: faremo debito ma ora questo debito deve essere investito bene. Gli investimenti sono stati bene individuati, ora è necessario che siano ben attuatiCi sarà un rimbalzo molto forte del Pil nei prossimi mesi, è certo. Non è sicuro quanto forte sarà, ma dobbiamo lavorare alla sfida di assicurare che dopo la ripresa continueremo a crescere e a mantenere alto il livello occupazione, per tornare a essere un Paese che cresce”.

In merito al Dl Sostegni, Draghi ha riferito che nella prima settimana sono stati già pagati due miliardi e sempre sulle misure economiche, ha spiegato che: “Il Pnrr è fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr”.

Ma è debito buono questo? “La logica di questi interventi- ha detto–  è per dare un sostegno umanitario alle persone, a chi ha perso tutto, l’altro elemento è per evitare che le imprese per mancanza di liquidità chiudano. Alcuni settori con i cambi nella tecnologia non avranno più mercato, per cui bisognerà assistere la transizione verso altri settori che hanno mercato. Ma oggi prevalgono il sostegno umanitario (come il reddito d’emergenza) e il sostegno alle imprese, per esempio ristorando i costi fissi o aumentando la platea delle partite Iva che possono ottenere il sostegno, ma sono provvedimenti che hanno senso solo se l’impresa è viva. Su dossier aperti come Alitalia il debito è buono solo se poi verrà fatta una riforma della società che gli permetterà di andare avanti con le proprie ali, in modo che sia autonoma. Se non c’è un piano industriale è debito cattivo. Su Stellantis invece il dossier non è aperto”.

Draghi ha anche annunciato che per quanto riguarda le opere che dovrebbero partire a breve, il ministro Giovannini fornirà il cronoprogramma dell’apertura dei cantieri.

Ecco il video integrale della conferenza: