Terza uscita pubblica del Presidente del Consiglio Mario Draghi (al netto di quello in Parlamento per la fiducia), ma ancora in forma di monologo, senza nessuna possibilità per i giornalisti di fargli domande (Conte per questo, un anno fa agli inizi della pandemia, fu quasi linciato). E’ accaduto oggi nel corso di una visita all’hub vaccinale di Fiumicino. Ci si augura che ora come allora (era il 22 marzo) ciò venga definito “grave” e “inaccettabile” il non aver consentito “la possibilità di porre domande da parte dei giornalisti”. Vedremo.

Draghi – parlando dopo Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, e Francesco Rocca, presidente della Croce rossa – ha esordito riassumendo i dati dell’epidemia in corso:   “A più di un anno dall’inizio dell’emergenza purtroppo c’è una nuova ondata di contagi: nell’ultima settimana più di 150mila infezioni contro le 131mila della settimana precedente, un incremento di ricoverati quasi di 5000 persone, della terapia intensiva di seicento unità. Questi numeri impongono massima cautela per limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie”.

E in riferimento alle nuove misure varate oggi (https://giornalemio.it/cronaca/con-il-nuovo-decreto-non-e-un-lockdown-generale-ma-gli-somiglia-molto/) ha detto: “Qualche giorno fa ho ringraziato gli italiani per la loro infinita pazienza. Sono consapevole che le misure di oggi avranno conseguenze sull’istruzione dei figli, sull’economia e sullo stato anche psicologico di noi tutti. Sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti. Ma, a queste misure, si accompagna l’azione di governo a sostegno di famiglie e imprese e l’accelerazione della campagna vaccinale, che sola dà speranza di uscita dalla pandemia”.

E dopo una battuta sul “Chissà perché dobbiamo usare sempre tutti questi termini inglesi…” (baby-sitting, smart working…),  il presidente del consiglio ha annunciato che i 32 miliardi che saranno impegnati nel decreto sostegni non basteranno e che ha “intenzione di proporre al Parlamento, in occasione della presentazione del Documento di Economia e Finanza, un nuovo scostamento di bilancio“.

E proprio in merito al tanto atteso decreto Sostegni, ha confermato che arriverà la prossima settimana: “Le misure previste sono corpose, coprono una platea più ampia e arriveranno rapidamente. Tra i provvedimenti più significativi, c’è il prolungamento della cassa integrazione guadagni, un più ampio finanziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, per sostenere i ‘nuovi poveri’, coloro che sono diventati maggioranza nelle file della Caritas. Agli autonomi e alle partite Iva che hanno patito perdite di fatturato riconosceremo contributi in forma più semplice e immediata, senza criteri settoriali”.

Draghi ha anche affrontato il caso AstraZeneca, accelerazione vaccinazione e un riferimento alle polemiche sulle categorie dei “saltafila” che hanno beneficiato del vaccino prima delle fasce deboli.

Nella giornata di ieri, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha bloccato un lotto di vaccini AstraZeneca, dopo la segnalazione di alcuni gravi eventi avversi – ha ricordato – È una decisione precauzionale, in linea con quanto fatto in altri Paesi europei, e che dimostra l’efficacia dei sistemi di farmacovigilanza. Il parere dell’Aifa, condiviso dagli scienziati, è che non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla somministrazione del vaccino. L’Ema sta esaminando i casi sospetti, ma ha anche consigliato di proseguire col suo utilizzo”.

In merito alla campagna di vaccinazioni Draghi ha detto: “ad oggi, si vedono già i primi risultati di un’accelerazione. Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato quasi il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all’inizio di questo mese: è il doppio della media dei due mesi precedenti. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L’obbiettivo è triplicarlo presto. Abbiamo già ricevuto 7,9 milioni di dosi, ma contiamo su una forte accelerazione nelle prossime settimane, anche a seguito della recente approvazione del vaccino Johnson & Johnson“. A tal fine ha annunciato l’obiettivo di “utilizzare tutti gli spazi utili disponibili per le vaccinazioni. Ci si potrà vaccinare non solo negli ospedali, ma anche nelle aziende, nelle palestre e nei parcheggi come questo di Fiumicino. In Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati“.

Ma in proposito ha evocato anche un “cambio di passo” per il quale “avremo bisogno dell’aiuto di molti. Penso prima di tutto ai medici generali, specialisti e specializzandi, con cui abbiamo già sottoscritto accordi a tal fine. Ma anche ai medici competenti delle aziende, ai medici sportivi e agli odontoiatri. Opereranno nel pieno rispetto dei protocolli medici, per garantire somministrazioni rapide e sicure. Il loro contributo è centrale per il successo di questa campagna, come lo è già stato in tutte le altre fasi della pandemia, ma fondamentale è la partecipazione di tutti i cittadini”.

Draghi ha lanciato anche una frecciatina ai furbetti del vaccino, i saltafila di cui abbiamo avuto conto nelle cronache, contrapponendo ad essi l’esempio del Capo dello Stato. Ha specificato che si procederà con “un ordine dato dall’età e dalle condizioni di salute. A tutti, chiedo di aspettare il proprio turno, come ha fatto in maniera esemplare il Presidente della Repubblica. È un modo di mostrarci una comunità solidale”.

Un breve sguardo al futuro lo ha fatto quando ha riferito che oggi in Consiglio dei ministri è stato detto  “non sappiamo quando usciremo da questa situazione, ma quando ne usciremo dobbiamo essere organizzati per la riapertura delle attività economiche e dovremo aggiornare già oggi i protocolli regionali”.

Ecco il video dell’evento: