Tanta concretezza, cultura del territorio e di mezzo mondo, un pizzico di riconoscenza per la lunga amicizia con Lello Giuralongo che come lui ha divorato libri, testi d’ogni sapere, e poi quelle citazioni davvero efficaci- riferendosi a sostenibilità, consumo di suolo, economia alternativa- su Diego Novelli giornalista de ‘’La Stampa’’ e sindaco di Torino per il Pci negli anni Settanta e a quel giovane sindaco socialista di Tricarico, Rocco Scotellaro, che torna di stretta attualità quanto ad autonomia, partecipazione e scelte decisionali su temi come i servizi sanitari. Pasquale Doria, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno e direttore della rivista ‘’Mathera’’, funzioni dalle quali per correttezza si è autosospeso per tutta la durata della campagna elettorale, ha il merito di conoscere – e con cognizione di causa- storia e cultura del territorio. Qualcuno sarà, forse, spaventato o sovrastato da tanto sapere, ma alla fine su temi importanti sul futuro della città non c’è che da sedersi intorno a un tavolo e decidere se continuare all’infinito con le rendite fondiarie, le varianti virtuose e di opportunismo dopo chilometriche e infruttuose sedute sul regolamento urbanistico o voltare pagina. E a guardarsi intorno, tra quanti dentro e fuori il consiglio comunale, continuano sulla strada della coerenza, la candidatura di Pasquale Doria rappresenta un forte segnale di discontinuità- all’interno del centrosinistra- nel modo di impostare le cose. Basta con le cubature edilizie a tutti i costi e con l’insostenibilità di progetti – inutile stare a qui a elencarli- che cozzano con le esigenze di tutela, conservazione e valorizzazione.

E Doria ha tirato fuori la contraddizione palese tra il rione Spine Bianche, progettato dopo la prima legge speciale sui Sassi, dove i cittadini vi abitano con continuità per gli standard di vivibilità davvero funzionali, con il vicino quartiere Piccianello dove la ‘’ Qasbah’’ sul versante di via Nazionale- prossimo alla riqualificazione infrastrutturale con il bando Periferie- è la testimonianza di una urbanistica ‘’spontanea’’ e ‘’non regolata’’ che ha finito con il procurare un continuo tourn over di residenti. Il dibattito continuo ma quanto a interventi si lasciano le cose sulla carta o alla convegnistica da diporto o ai sogni dell’iperuranio protagonismo del ‘’faremo, diremo…’’.
E allora Rigenerazione urbana e bilancio partecipato sono le priorità del candidato sindaco di Matera,Pasquale Doria, sostenuto dalle liste ”Matera civica”, ”Comunità materana”,”Matera Libera” e ”Comunità materana. Pasquale Doria Sindaco” che si collocano- ha precisato – nell’area di un nuovo centro sinistra e in discontinuità con il passato. ” Il nostro slogan- ha aggiunto – è quello di un’area politica che non si lega e non si piega a vecchie logiche e dinamiche di amministrare del passato”. Sono quattro le macro aree del programma. Riguardano lo sviluppo sostenibile, la questione economica e la trasparenza amministrativa, i servizi alle persone e l’area urbanistica e lavori pubblici. Doria li ha sviscerati con esempi comprensibili citando il paradosso di quanto sarebbe opportuno ‘’rigenerare’’ pezzi di città con piani di recupero e interventi sostenibili, procurando lavoro a imprese e cittadini per i prossimi anni e realizzando quella città moderna e vivibile che superi gli slogan spesso vuoti di ‘’smart, resilienza, slow’’ e altri anglicismi vuoto a perdere.

E poi, ha osservato Doria, un Ufficio Sassi non va smantellato visto che negli anni abbiano attinto e presentato progetti per una risorsa che con il parco rupestre è patrimonio dell’Unesco. Già le contraddizioni. Matera perde autonomia decisionale nonostante al timone della città, gratta gratta, son sempre gli stessi… Qualcuno reciti il ‘’mea culpa’’ allora, elettorato compreso. E allora se la riforma sanitaria, avviata alla Regione con il centrosinistra e in fase di attuazione con il centrodestra, sta portando all’accentramento di funzioni a Potenza con la Asl unica e con un Ospedale-il nostro- ridotto a poca cosa e allora servono condivisione e partecipazione. Doria suggerisce e ricorda che c’è una conferenza di sindaci da ascoltare, ma puntualmente, ignorata. E che dire del bilancio partecipato, diffuso in Europa, che coinvolge i cittadini dalla base a cominciare dai comitati di quartiere , cancellati- per opportunità- dallo Statuto del Comune di Matera da un governo di centrosinistra. Serve più ‘’comunità’’ e Pasquale Doria lo dice senza peli sulla lingua e continuerà a dirlo raggiungendo a piedi quartieri e borghi dando voce – come ha ricordato – a chi non la ha.