Vendesi, fittasi, riapriamo a breve. Sono alcune dei cartelli che, in questo periodo a Matera, dai rioni Sassi al centro alle strade collaterali, contrassegnano questo periodo di magra di flussi turistici, vista anche la consueta bassa stagione. Ma non è solo questo. C’è in un clima quasi di ”disincanto” dopo la cerimonia di chiusura dell’anno da capitale europea della cultura 2019, con tutte quegli impegni ufficiali e di promesse ascoltati che quella esperienza- sia pure con un programma e risorse ridotte deve continuare. Come da dossier di candidatura e in relazione al fatto che la Fondazione resta in piedi, ma a organico e risorse limitate, fino al 2022. Certo se la Regione, azionista di maggioranza di una Fondazione immaginata e considerata dalla precedente amministrazione, come un ente subregionale, non mette mano alla tasca non si possono fare le nozze con i fichi secchi. Del resto vanno fatti i conti e la giunta -ora di centro destra- vuole capire come muoversi, magari più in là, evitando con l’approssimarsi delle elezioni comunali di Matera di dare vantaggi a una coalizione di centrosinistra presente sia al Comune che nella Fondazione. Sulle tarature della bilancia della politica,infatti, si spazia del ‘buon peso’ alla tara dei pesi netti e lordi, sopratutto – e lo abbiamo visto nell’anno da capitale europea della cultura- è mancata la cultura di impresa. E questo sia per la mancanza di un piano strategico del turismo,a vantaggio di una economia dalle mani libere che porta a risultati di corto respiro e con tante ombre sull’offerta, e sia per la mancanza di azioni che possano portare alla crescita di attività anche culturali oltre che turistiche o all’avvio di nuove. Se si fossero attivate iniziative di assistenza e tutoraggio per fare rete con altre realtà, e magari, per catturare fondi europei non saremmo alla ricorrente domanda ” E mo?…Dopo i 300.000 euro biennali, che si fa? Con chi e in quale luogo?”. Zero e porto zero,anche con realtà imprenditoriali, con una delle 50 imprese di Confindustria ospitate negli ipogei di piazza San Francesco d’Assisi. Aldilà della promozione aziendale in occasione del brand 2019, ci sono stati interesse, investimenti per Matera e la Basilicata? Contatti con gli assessorati alle attività produttive o consorzi industriali per investire da queste parti? A conti fatti solo una banca continua a farlo come la Bper. Senza cultura di impresa non si va da nessuna parte. Le occasioni vanno sfruttate. Come hanno fatto la Puglia presente a Matera quasi tutti i giorni con tour operators, pro loco, Gal, associazioni o la Campania che ha aperto un punto espositivo presso la sede dell’Amministrazione provinciale. Da noi si sarebbe dovuti utilizzare, per esempio, spazi e vetrina del Basilicata open space dell’Apt tutti i giorni per promuovere l’offerta di Matera e degli altri centri, ma con un rapporto continuo di tour operators di mezzo mondo. Dubai 2020? Come no…ma finora, a parte l’acquisto dello stand regionale, non abbiamo visto ancora nulla. L’appeal per Matera ci sarà sempre, vista l’unicità dei rioni Sassi e del parco rupestre, e dei flussi legati ad altri centri pugliesi. Ma i tour stanno diventando simili a quelli dei croceristi, che da 20 anni, frequentano Matera. E ritorniamo al punto di partenza sull’assenza di un piano strategico del turismo (quante occasioni perse…) che favorisca la programmazione e la competitività. Ne riparleremo,certamente, in campagna elettorale, con la inevitabile elencazione di quello che non è andato in tema di servizi, logistica, tariffe ,trasporti, assistenzialismo, abusivismo, clientelismo e via elencando. Naturalmente ci saranno quanti , amici del mitologico e visionario Pindaro, guarderanno solo alla botte mezza piena o strapiena con la tecnologia della realtà aumentata e del ”5G” che entra in tutte le salse. Ma contano i fatti e la realtà. Fatevi un giro e non date la colpa, come fanno alcuni con tanta ipocrisia agli effetti negativi delle immagini del violento nubifragio dello scorso anno che ci hanno accomunato – forse in maniera strumentale- a Venezia. Rendicontazioni a parte. Amministratori e operatori turistici della città della Laguna hanno attivato una campagna per rassicurare i turisti. E da noi? Nulla, nemmeno con i mediapartner istituzionali. Operazione recupero di immagine? Non sarà di certo il carnevale organizzato, come da prassi nelle immediatezze ad uso e consumo locali,a invertire la rotta. Occorrerà attendere l’8 aprile 2020 l’uscita su scala mondiale del film ”No time to die” il film della 25^ serie di James Bond, girato lo scorso anno anche a Matera. Prevedibile, come accaduto nel 2002 con The Passion di Mel Gibson, un ritorno in termini di visitatori e presenze. Ma prepariamoci per tempo realizzando attività e iniziative, in grado di segnare anche per il futuro quella presenza cinematografica. Con The Passion sappiamo come è andata a finire…resta solo un abito di scena nella stanza del sindaco. Serve cultura di impresa e se non c’è in loco occorre avere volontà e coraggio di trovarla fuori , magari tra i tanti giovani materani carichi di master che lavorano(ahinoi)altrove perchè non hanno trovato qui udienza o spazio. I nodi sono qui e l’acuta analisi potrebbe continuare. Il turismo non si può improvvisare. Si organizza. Nulla è affidato al caso e nemmeno l’interesse , strumentalizzato ad arte, di un interessamento della cantante Jennifer Lopez, a comprare ”anche” casa a Matera . La Città dei Sassi è mercato pugliese delle vacanze …E allora, statene certi, verrà prima la masseria fortificata tra gli ulivi e il mare e poi se dovesse accadere…Matera. Chiedetevi, anche, perchè Dior presenterà la collezione a Lecce, muovendo la filiera del manifatturiero locale. Si chiama incoming promozionale e con tanto di ‘ganci’ locali. Sotto questo aspetto a Matera e in Basilicata, dopo un quinquennio di capodanno Rai utilizzando il brand Matera 2019 , a che punto siamo? Servono risposte e salti di qualità. Anche per mettere da parte le pagine grigie di questi giorni della facile e scontata lamentazione sul ”che fare?”. Alcuni, giustamente, vista la bassissima stagione hanno preferito chiudere per una vacanza o per ristrutturare attività commerciali , trasferirsi altrove per abbattere i costi degli affitti e riaprire in zone pericentrali o per riflettere se – a conti fatti- conviene andare avanti o evitare di accumulare deficit. Altri ancora di cedere o di dismettere l’attività turistica, sopratuttto residenziale, per tornare al mercato delle locazioni o delle vendite immobiliari che, dopo l’annata memorabile del 2019 per numero di presenze di visitatori, ha segnato il passo. E non dimentichiamo il carovita, con effetti negativi su bilancio delle famiglie materane alle prese con un 2020 ”oneroso”. Coincidenze che sia bisestile? Chissà…