er quanti sono poco addentrati in materia amministrativa la questione del rinnovo dell’incarico di capo di gabinetto al Comune di Matera, per la dottoressa Maria Rita Iaculli, è una nebulosa o quasi.Per gli addetti ai lavori è una gatta da pelare, che richiede un passo indietro e valutare eventuali conseguenze come hanno chiesto 10 consiglieri di opposizione https://www.google.com/goto?url=CAESowEB6zswFeQ0cvE4H6OKkqOL2_Jn0hiSijw5x2WTwdB5fUeIUa-n7AcKhNEdwnPKlG-iEOxeTmVm8zyyECE4pwmUJzHxIcm4KA9uexkSvJ9hEvlXizSRf5ySEi54ZwiFvQYfYAnKnsxKcp_H9Wld0jnkF1QKjQJGMUqzuK6PXzTXw3pHP_kc7DIcH2puHsX_LIg0CAhHZAjUjtNuP7nONvQztYOk. Per L’avvocato Pierluigi Diso , a bocce ferme, si pone tre interrogativi su scelte, responsabilità e procedure adottate per il rinnovo dell’incarico e in relazione, sintetizziamo, a un regolamento comunale da rispettare. Interrogativi rivolti al sindaco Antonio Nicoletti, in primis, e a quanti hanno contribuito al varo di un provvedimento che richiede seri approfondimenti. Un altro interrogativo va anche a parte del consiglio, dove siedono figure ferrate – di maggioranza e di opposizione – in materie giuridico amministrative e di funzionamento dei rapporti interni ed esterni della macchina comunale. Dai punti interrogativi a quelli esclamativi e in un clima non certo sereno, vista la crisi al Comune in attesa che da Potenza o da Roma vengano indicazioni precise, per non creare problemi di coalizione in vista delle elezioni politiche 2027.

LE RIFLESSIONI DI PIERLUIGI DISO
Un provvedimento destinato a far ancora discutere non solo nelle stanze di Palazzo di Città, ma destinato a riaccendere i riflettori sulla gestione del personale di staff dell’Amministrazione comunale è il Decreto Sindacale n. 145/2026, che dispone il rinnovo dell’incarico di Capo di Gabinetto alla dott.ssa Iaculli fino al termine del mandato amministrativo del Sindaco. L’atto, motivato con l’articolo 90 del TUEL, appare un ordinario conferimento fiduciario, legittimo nei poteri del sindaco, ma l’eco degli ultimi giorni impone un’analisi più approfondita del quadro normativo e dei regolamenti dell’Ente, per comprendere se ci sono criticità giuridiche ed economiche e non solo politiche, così come evidenziato da alcuni consiglieri comunali “di minoranza”.

L’incarico alla dott.ssa Iaculli era stato conferito la prima volta con il Decreto n. 207/2025 del 28 agosto 2025 (scadenza 30 giugno 2026), prevedendo un trattamento economico ed un emolumento unico accessorio. Sin qui, nulla quaestio! Con il decreto di rinnovo firmato il 1° giugno 2026, la proroga è stata disposta aggiornando la sola quota base e confermando l’indennità per le casse comunali per un contratto part-time di 18 ore settimanali, facendo sorgere seri dubbi ad “alcuni consiglieri di opposizione” (?). Eppure nel Consiglio comunale di Matera siedono “esperti giuristi” e consiglieri comunali “navigati”, che avrebbero subito potuto esaminare il decreto e chiarire il quesito posto ormai all’attenzione non solo del sindaco, ma dell’opinione pubblica materana. L’articolo 17, comma 4 del vigente Regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi è chiaro e stabilisce come impiegare personale negli uffici di diretta collaborazione del sindaco e non può essere superato nemmeno dalla riforma nazionale e cioè il D.L. n. 105/2023. La norma interna recepisce inoltre i principi nazionali sul contenimento della spesa pubblica e sul ricambio generazionale. Ecco che occorre un’attenta verifica di quanto sta accadendo, mentre anche il popolo adesso attende risposte a chiarimento.

Ma, sarebbe mai possibile che il Sindaco abbia disposto sic et simpliciter tale rinnovo pluriennale e oneroso, richiamando l’articolo 11 del D.L. 105/2023 per giustificare i compensi del suo Capo di Gabinetto, cioè di persona comunque esperta in materia amministrativa e di enti locali? Possibile che sia stata fatta una scelta in aperto contrasto con il Regolamento che lo stesso Ente è chiamato a osservare? Infine, è corretto l’inquadramento del Capo di Gabinetto nell’Area Dirigenziale? Il Comune di Matera può nominare al massimo due dirigenti esterni fiduciari a tempo determinato ex articolo 110 TUEL, così come ha già fatto. Possibile che sia stata attribuita la qualifica e la retribuzione dirigenziale a una figura di staff ex articolo 90, aggirando il predetto vincolo numerico? Possibile che nessun dirigente del Comune di Matera abbia letto tale decreto di proroga e, se nel caso, abbia evidenziato qualcosa al sindaco o alla Segretaria Generale? Qualora tale decreto sia veramente in violazione di un Regolamento comunale, potrebbe il Dirigente al personale pagare lo stipendio del Capo di Gabinetto, esponendo il Comune di Matera, questa volta sì, sotto la lente della Procura regionale della Corte dei Conti? Attendiamo di conoscere la risposta dal Palazzo di Città.
Pierluigi Diso
