E lo diciamo con dati di fatto, tra veicoli che parcheggiano sulle strisce o bloccano gli attraversamenti davanti ai marciapiedi , e situazioni da igiene precaria come accade su strade , marciapiedi, parchi e giardini dove a causa di pochi maleducati si finisce con l’inzaccherarsi di escrementi, a causa di un ‘’laissez faire’’ (far finta di nulla)tollerato, senza che si metta mano a una campagna di prevenzione e a sanzioni. Stessa solfa nelle zone a traffico limitato o interdette, dove l’andatura contromano di alcuni sconsiderati o lo zig zagare silenzioso di veicoli elettrici, mettono a rischio l’incolumità di pedoni con difficoltà motorie o di bimbi convinti di muoversi senza pericoli. E l’elenco tra buche, pavimentazioni sconnesse e segnaletica da rivedere o potenziare potrebbe continuare (auguriamoci il contrario) fino alla prossima campagna elettorale. Attendiamo piuttosto che ordini del giorno, proposte come quelle presentate dal consigliere comunale di Matera Giovanni Schiuma come la pedonalizzazione domenicale di alcune strade del centro o l’adozione della Carta europea dei diritti del pedone trovino attuazione. Del resto, quest’ultima, non è una novità. Nel 2002 consegnai una proposta per l’attuazione della Carta dei Diritti del Pedone,che venne recepita dall’assessore con delega alla democrazia partecipata Michele Morelli. E aldilà della disponibilità ad approfondire la cosa non se ne fece nulla nemmeno in seguito, rincorrendo quel regolamento sui comitati di quartiere poi soppresso dallo Statuto comunale, per opportunità, due consiliature fa, da una giunta di centrosinistra. Paradossale. La partecipazione e lo ricordiamo a quanti ieri e oggi ritornano sull’argomento con proposte tirate fuori dal cassetto, e con gli stessi limiti del passato, che la partecipazione dei cittadini va condivisa e non ‘’concessa’’ come accadde per lo Statuto Albertino. E nemmeno è prassi , come pensano e credono quanti sono abituati a vivere nel mondo virtuale e a non rapportarsi con il reale. E’ un ‘’bene’’ comune e su questo occorre riflettere sempre…

LA CARTA EUROPEA DEI DIRITTI DEL PEDONE

Carta europea dei diritti del pedone *
I. Il pedone ha diritto a vivere in un ambiente sano e a godere liberamente dello spazio pubblico nelle adeguate condizioni di sicurezza per la propria salute fisica e psicologica. II. Il pedone ha diritto a vivere in centri urbani o rurali strutturati a misura d’uomo e non d’automobile e a disporre di infrastrutture facilmente raggiungibili a piedi o in bicicletta. III. I bambini, gli anziani e i minorati hanno diritto a che la città rappresenti un luogo di socializzazione e non di aggravamento della loro situazione di debolezza. IV. I minorati hanno diritto a ottenere specifiche misure che permettano loro il più possibile un’autonomia di movimento grazie ad adeguamenti delle aree pubbliche, dei sistemi tecnici e dei mezzi pubblici di trasporto (linee di delimitazione della sede stradale, segnaletica di pericolo e acustica, accessibilità di autobus, tram e treni). V. Il pedone ha diritto, da un lato, a ottenere zone urbane, a lui totalmente destinate, il più possibile estese, le quali non rappresentino mere “isole pedonali”, ma si inseriscano coerentemente nell’organizzazione generale della città e, dall’altro, a vedersi riservato un complesso di percorsi brevi, razionali e sicuri. VI. Il pedone ha diritto in particolare a: a) il rispetto delle norme di emissioni chimiche e acustiche dei veicoli a motore individuati come sopportabili in sede scientifica; b) l’adozione generalizzata nel trasporto pubblico di autoveicoli che non siano fonte di inquinamento nè atmosferico nè acustico; c) la creazione di polmoni verdi anche con opere di forestazione urbana; d) la fissazione di limiti di velocità e il riassetto delle strade e degli incroci tali da garantire effettivamente la circolazione pedonale e ciclistica; e) il divieto di diffondere messaggi pubblicitari per un uso dell’automobile distorto e pericoloso; f) efficaci sistemi di segnalazione concepiti anche per quanti sono privi di vista e di udito;g) specifici interventi atti a consentire la sosta, così come l’accesso e la percorribilità di strade e marciapiedi; h) l’adeguamento della forma e dell’equipaggiamento degli autoveicoli in modo da smussarne le parti più aggressive e renderne più efficaci i sistemi di segnalazione; i) l’instaurazione di un sistema di responsabilità dei rischi secondo cui è finanziariamente responsabile colui che provoca il rischio (procedura seguita, per esempio, in Francia dal 1985); j) una formazione in materia di guida che sia finalizzata a un comportamento rispettoso dei pedoni/utenti della strada che si muovono lentamente. VII. Il pedone ha diritto a una completa e libera mobilità che si può realizzare attraverso l’uso integrato dei mezzi di trasporto. In particolare egli ha diritto: a) a un servizio di trasporto pubblico non inquinante, capillare e attrezzato per rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, abili e inabili; b) alla predisposizione di infrastrutture, riservate ai ciclisti in tutto il tessuto urbano; c) all’allestimento di aree di parcheggio strutturate in modo da non incidere sulla mobilità pedonale e sulla fruibilità dei valori architettonici. VIII. Ogni Stato deve garantire la capillare informazione sui diritti dei pedone e sulle possibilità di trasporto alternative rispettose dell’uomo e dell’ambiente attraverso i canali più idonei e sin dai primi livelli di istruzione scolastica. 3. invita la Commissione a istituire una giornata europea dei diritti dei pedone, a diffondere i contenuti della carta di cui sopra e a presentare una proposta di direttiva specifica; 4. chiede agli Stati membri di adottare tutte le misure necessarie per realizzare quanto previsto dalla carta medesima, di esercitare comunque un attento controllo sull’effettiva applicazione della vigente legislazione di tutela dei pedoni, e in particolare delle direttiva comunitarie relative all’inquinamento da veicoli e all’eliminazione dei piombo dalle benzine, e di prevedere severe sanzioni nei confronti di chi non la rispetti; 5. ritiene opportuna l’istituzione in seno alla Commissione di un gruppo di studio incaricato di operare una mappatura delle zone urbane più pericolose e degradate e di individuare le soluzioni più appropriate ai singoli casi;6. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai Governi degli Stati membri e alle Organizzazioni interessate. * Parlamento europeo, risoluzione (doc. A 2-154/88) – sulla tutela del pedone e la carta europea dei diritti dei pedone

Riservare ai pedoni nei giorni festivi l’area da via Nazionale a via del Corso

La comunità materana ha bisogno di appropriarsi della sua città e di viverla, assaporando la bellezza e la qualità delle aree pedonali. Ancor più in questo difficile momento di pandemia, che limita gite fuori città, le famiglie hanno bisogno di spazi con i propri figli per scorrere con biciclette, monopattini e semplicemente passeggiare liberamente e in sicurezza. A questo si lega l’importanza di costruire una cultura della mobilità sostenibile facendo sperimentare i benefici per la vita del lasciare le auto nei parcheggi delle proprie abitazioni. Matera ha bisogno di percorsi ciclabili idonei, sicuri e degni di questa definizione. Si chiede che questo sia un obiettivo progettuale centrale per l’amministrazione comunale, e il PUMS nella sua approvazione dovrà tenerne debitamente conto. La carta dei diritti del pedone che il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità, con una mozione con il consigliere Schiuma come primo firmatario e proponente, sancisce l’importanza delle piste ciclabili e delle aree pedonali, con accessibilità totale per i diversamente abili, i bambini, gli anziani e le famiglie in particolare con i passeggini, per promuovere la qualità della vita dei cittadini. Nel nord Europa ed anche nelle città Italiane vocate alla sostenibilità e qualità della vita intere arterie sono pedonalizzate. La pedonalizzazione porta miglioramenti sia in termini economici che in termini di qualità e vivibilità della città. Infatti, è scontato con la diminuzione del traffico si riduce l’inquinamento. Si promuove la cultura del pedone e i cittadini si possono godere la città in tutta sicurezza. Ma cosa importante si aumentano anche gli introiti per le attività commerciali, infatti le aree pedonali diventano attrattore di utenti potenziali. Si tratta di una questione oramai consolidata, che dopo un eventuale periodo di difficoltà, la zona resa pedonale vede più avventori e ciò si traduce in benefici per il commercio. Inoltre, per una città come Matera che vuole rafforzare sempre più la sua vocazione turistica e di città culturale ha bisogno per essere attrattiva di definire aree pedonali. Per queste ragioni si è proposto di rendere via Nazionale, via Annunziatella, e via XX Settembre e via del Corso pedonali in ogni festività. Questo dovrebbe poi essere esteso a quante più aree della città disegnando spazi per le famiglie, per i bambini per giocare in libertà e sicurezza, per i cittadini in una logica di accessibilità totale (per anziani e diversamente abili) e per i turisti nazionali e internazionali che in relazione ad un turismo culturale ricercano città car-free. Tutto questo garantendo l’opportuna mobilità veicolare di accessibilità e sicurezza per la città. Questa sperimentazione potrebbe poi essere accompagnata dall’uso gratuito del treno FAL ai cittadini con l’auspicio, anche, che sia dia forza alla realizzazione di una metropolitana leggere di superficie che attraversando tutta la città possa dare una risposta ai molteplici problemi del traffico cittadino e consentano di impiegare a pieno il parcheggio di Villa Longo, nonché la stazione di P.zza Matteotti. Promuovere la sperimentazione nei giorni festivi di un’arteria importante di Matera significa implementare azioni concrete per costruire una città dalla buona qualità della vita e segnando una vitalità della comunità e un miglioramento dell’attrattiva turistica.