Dopo due giorni di innaturale silenzio e di assenza dai social e dai media Luigi Di Maio, il capo politico del M5S – nonchè vice primo ministro e azionista di maggioranza di governo nazionale, nel tardo pomeriggio della vigilia di San Valentino diffonde una riflessione sull’esito elettorale infelice (per il M5S) dell’Abruzzo.

Lo fa con un intervento postato -alle 15,08- sul “Blog delle stelle” dal titolo impegnativo: “Riflessioni sul futuro del MoVimento 5 Stelle” che sembra tanto parafrasare il canto di Ermal Meta e Fabrizio Moro a San Remo dello scorso anno: “Giorni di silenzio spezzati da una voce: non mi avete fatto niente” ….con un enorme “ma” finale.

In sostanza Di Maio prova a liquidare  i “gufi” che ad ogni tornata amministrativa parlano di una “fine imminente” del M5S, snocciolando i dati del differenziale registrato nelle competizioni locali e nazionali precedenti.

Ma anche lui sa che non se la può cavare così, che non è detto che questo ciclo ondulatorio si ripeta all’infinito ed, infatti, scrive: “In questi due giorni dopo le elezioni però ho riflettuto“.

E tale riflessione lo ha portato a concludere che “Se non siamo riusciti a conquistare una regione…è chiaro che ci sono alcuni problemi di fondo.

Ad esempio che “È necessario arrivare sempre alle amministrative con un percorso che preveda un lavoro sul territorio fatto di incontri con categorie, mondo del sociale, con gli amministratori. Non improvvisando come a volte accade.

Pertanto, informa Di Maio:  “…nelle prossime settimane presenterò agli iscritti del MoVimento delle proposte da sottoporre a consultazioni online. Dobbiamo affrontare il tema dell’organizzazione nazionale e locale …..dobbiamo decidere se guardare alle liste civiche radicate sul territorio.”

Insomma, un inizio di messa in discussione di alcuni capisaldi come quello di andare sempre da soli alle elezioni e di una organizzazione di radicamento sul territorio che è un’altro dei punti deboli del movimento.

Pero, avverte Di Maio:  “Questo processo non si concluderà dall’oggi al domani. Richiederà mesi e richiederà impegno da parte di tutto il MoVimento per poi arrivare alla formulazione di proposte da votare su Rousseau.

Ciò vuol dire che ci si rassegna a perdere anche in Sardegna e in Basilicata? In Basilicata dove il centrosinistra col PittellaBis annuncia un esercito di liste (20) e candidati per rastrellare voti in ogni angolo del territorio regionale?

Un po modesta, francamente, come riflessione quella di Di Maio a fronte di una urgenza che richiederebbe maggiore lucidità e capacità di analisi ed indirizzo. Trasmette un po la sensazione di un pugile ancora suonato dai colpi incassati sul ring abruzzese…..

Ma ecco il testo integrale della nota diffusa da Luigi Di Maio:

Ogni volta che il MoVimento 5 Stelle ottiene alle elezioni locali un risultato inferiore a quello delle politiche, c’è chi non parla d’altro che della sua fine imminente. Basta vedere i dati. Alle elezioni comunali di giugno 2017 abbiamo preso di media il 7,8% e poi dopo meno di un anno il 33% alle politiche. Poi a giugno 2018 abbiamo preso in media il 12% alle comunali. Quindi si mettano l’anima in pace perché non è così.

In questi due giorni dopo le elezioni però ho riflettuto. Mi sono chiesto se fosse il caso di dire una verità che tutti nel MoVimento conosciamo, ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di dire.

Dopo la Sicilia, dopo il Molise, dopo l’Abruzzo. Se non siamo riusciti a conquistare una regione con Giancarlo Cancelleri nonostante il 35%, con Andrea Greco nonostante il 38% e con Sara Marcozzi, persone che hanno dato l’anima nel territorio per anni e che hanno fatto l’impossibile, è chiaro che ci sono alcuni problemi di fondo. Che come MoVimento dobbiamo affrontare. Che io come capo politico del MoVimento 5 Stelle intendo affrontare.

È necessario arrivare sempre alle amministrative con un percorso che preveda un lavoro sul territorio fatto di incontri con categorie, mondo del sociale, con gli amministratori. Non improvvisando come a volte accade. Questo vuol dire pure che dove non siamo pronti dobbiamo smetterla di presentarci. Mi ha colpito il fatto che in alcune regioni in questi anni siamo rimasti nella nostra zona di comfort, evitando di incontrare categorie importanti come ad esempio quelle dell’imprenditoria e del volontariato. È ora di farlo.

Pensate a come abbiamo affrontato le politiche. Apertura a nuovi mondi con gli uninominali e la squadra di governo portandoci dentro tante competenze, coinvolgendo persone del mondo accademico, scientifico, delle forze dell’ordine, dell’imprenditoria e incontrando quotidianamente un’impresa per ascoltare i problemi veri delle persone. Anche le elezioni amministrative vanno affrontate con strategia e rigore.

Ed è per questo che nelle prossime settimane presenterò agli iscritti del MoVimento delle proposte da sottoporre a consultazioni online. Dobbiamo affrontare il tema dell’organizzazione nazionale e locale, dobbiamo aprire ai mondi con cui sui territori non abbiamo mai parlato a partire dalle imprese, dobbiamo decidere se guardare alle liste civiche radicate sul territorio.

Questo processo non si concluderà dall’oggi al domani. Richiederà mesi e richiederà impegno da parte di tutto il MoVimento per poi arrivare alla formulazione di proposte da votare su Rousseau. Abbiamo anche da migliorare la presenza del Governo e dei parlamentari sul territorio, di questo parleremo alla prossima assemblea dei parlamentari che si terrà lunedì sera.

Continueremo sempre a restituire gli stipendi, a costruire le trazzere, a regalare le ambulanze – atti di testimonianza importantissimi per spiegare che una politica diversa è possibile – ma possiamo iniziare a guardare alle amministrative come l’occasione di governare il territorio italiano dal basso e tagliare gli stipendi ai consiglieri regionali, a migliorare le infrastrutture e la sanità. Lo decideremo insieme. Il MoVimento 5 Stelle c’è e ci sarà. Ancorato ai suoi valori, ma in continua evoluzione. E soprattutto unito e coerente.

C’è poi chi pensa che per vincere in Abruzzo dovevamo far cadere il Governo. Questo finché ci sarò io non avverrà. I nostri iscritti hanno votato il contratto di Governo e io ho dato la mia parola agli italiani che si va fino in fondo. Questo Governo durerà 5 anni e ispirerà tanti altri governi europei. Il MoVimento 5 Stelle oggi è l’unico argine a Berlusconi Ministro della giustizia o dell’economia.

Dove governiamo come governo e dove siamo minoranza come opposizione. Siamo il MoVimento 5 Stelle e siamo al servizio dei cittadini. Sempre e comunque.”