Non avevamo dubbi e così è stato. E’ andata deserta l’asta del 18 ottobre, in Tribunale, a Matera, per la vendita di area e fabbricati dell’ex molino e pastificio Padula e poi Barilla (chiuso da 15 anni) di via Cererie al rione Piccianello. Si partiva da un prezzo base di 12.525.000 euro, con offerta minima per la partecipazione di 9.393.750 euro. In prima battuta, il 21 giugno scorso, la vendita all’incanto era fissata in 16.700.00 euro con offerta minima di 12.525.00 euro. Sono andate deluse (e non avevamo dubbi) le aspettative di quanti avevano sperato che la Regione Basilicata si presentasse per una offerta, dopo che alla fine del luglio scorsi una nota ufficiale aveva riportato dichiarazioni del presidente Vito Bardi che aveva individuato proprio in quel sito il luogo ideale quale location per creare un Hub audiovisivo, del cinema,della moda, dell’editoria, dell’artigianato, del design, della comunicazione, delle arti applicate. Legando quel progetto a un intervento di rigenerazione urbana e di risparmio di suolo. Già in quella sede, era il 28 luglio, aveva sollevato perplessità su quell’annuncio e sui commenti favorevoli seguiti da alcuni consiglieri regionali, chiedendo espressamente se la Regione aveva intenzione di presentarsi all’asta. Sito privato, prelazioni dello Stato con il Piano nazionale di ripresa e resilienza…ma servono atti conseguenziali in una maniera o nell’altra, che non abbiamo ancora visto. E allora si va alla terza asta.
Il tribunale di Matera dovrà fissare una nuova data su richiesta del curatore fallimentare Vincenzo Marranzini. Quanto ai tempi logica vuole che ricadrà nel 2022. L’importo a base d’asta sarà decurtato del 25 per cento. I conti, arrotondamenti a parte, scenderanno a una offerta minima intorno ai 7 milioni di euro e a un prezzo base superiore ai 9. C’è tempo.

E chissà che non si faccia avanti anche il Comune che , come riportato in precedenti servizi, potrebbe decidere di intervenire qualora non venissero da privati eventuali proposte di pubblico interesse. E del resto il ”regolamento urbanistico” non consente i massicci interventi edilizi ipotizzati in passato. Naturalmente, anche per il Comune, se vorrà dire la sua, serviranno soldi e programmazione. Tutto da definire. Attendiamo che qualcosa maturi. Sul quando, come e chi ? Attendiamo la Befana e l’arrivo dei Magi nel 2022…

L’INTERVENTO DELLA REGIONE DEL 28 LUGLIO SCORSO
“In un’interlocuzione con il Ministero del Sud e della Coesione territoriale, abbiamo proposto una soluzione innovativa basata su Matera: la Zona Economica Speciale di nuova generazione 4.0 destinata ad ospitare industrie culturali e creative. L’obiettivo è creare un hub dell’audiovisivo, del cinema, dei multimedia, dei video giochi, del software, dell’editoria, della moda, dell’artigianato, della musica, dell’arte figurativa, delle arti applicate, del design, dell’advertising, della comunicazione, del patrimonio storico e artistico. Sarebbe un’opportunità storica per il Mezzogiorno d’Italia”. Lo afferma in una nota il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
“Abbiamo individuato – illustra Bardi – come location un’ampia struttura aziendale abbandonata da oltre vent’anni (ex pastificio Padula), che comporterà anche una felice operazione di rigenerazione urbana e di risparmio del suolo. Ricordiamo che nel 2020 le imprese culturali materane rappresentavano l’8.1% contro la media italiana del 4.9% e le start-up il 17.7% contro il 17.4% della media italiana e tra le Capitali Europee della cultura Matera è risultata quinta per vivacità culturale. Non solo, ma Matera è inserita in un contesto logistico, quale l’Autostrada A14 terminante nella ZES Jonica di Taranto, la vicinanza con l’aeroporto internazionale di Bari-Palese (30 minuti) e con la città metropolitana di Bari (40 minuti)”.

“Tutto ha come premessa – continua il Presidente della Regione Basilicata – la emanazione di una specifica legislazione economica di vantaggio regolante inediti spazi normativi gestionali. A Matera le imprese dovranno godere di canoni calmierati per l’utilizzo delle “aree di produzione”, della disponibilità di strutture per l’infanzia (asili nido e scuole per l’infanzia), della coesistenza di un’area di formazione superiore (ITS) quale fonte coordinata dei richiesti profili professionali, del coordinamento con strutture creative altamente tecnologiche e di eminente rilevanza scientifica (Casa delle Tecnologie emergenti e Hub digitale comunale) e di un parterre di forti alleanze compatibili come il Centro di Geodesia Spaziale, il Distretto del Mobile Imbottito, le Scuole di alta formazione (ICR, ISIA, Centro Sperimentale di Cinematografia), approdanti tutti nelle nuove autostrade tecnologiche (banda ultralarga e 5G). Le linee strategiche e le missioni contenute nel Recovery Plan entrano con dinamica coerenza nel piano finanziario ZES materana 4.0. In particolare nel capitolo investimenti 1.1 vi è l’impegno del Governo a facilitare lo sviluppo di servizi e prodotti digitali da parte di imprese culturali-creative”, conclude.
Ufficio Stampa della Giunta regionale