Fumata grigia e tanto consumo di olio che brucia a oltranza, come i motori in attesa di cambiare la guarnizione della testata. E’ il risultato -paragone dell’ennesimo incontro interlocutorio per dare una soluzione alla verifica politica che da gennaio 2016 si trascina stancamente al Comune di Matera, con un’Arca di Noè nelle secche della processione tarantina dei misteri di San Cataldo, con i portatori che fanno un passo avanti e due indietro e il comandante Raffaello De Ruggieri che fissa le regole e attende che la situazione si dipani da sè.
E allora si conferma la giunta a 9, con assessori espressione dei partiti che fanno parte del consiglio comunale (ma con gruppi che abbiano almeno due rappresentanti) e scelte da fare in base alle designazioni dei partiti e movimenti, evitando se possibile correnti, capicorrente di scirocco o maestrale. Se così stanno le cose resterebbero fuori i tecnici assessori che hanno referenti politici e di area che hanno favorito la creazione della eterogenea coalizione che ha consentito da Matera a Potenza alla vittoria di De Ruggieri. Per cui Gianni Schiuma, Stefano Zoccali e Anna Selvaggi (dimissionari), Antonella Prete, ed Eustachio Quintano e Francesca Cangelli dovrebbero andare a casa.
Sulla carta perchè Quintano (bilancio) e Cangelli (urbanistica)- a quanto pare- dovrebbero restare al loro posto, per continuare il lavoro svolto e per il sostegno e le volontà che premono ai margini della maggioranza consiliare. Mentre la posizione di Quintano si era consolidata, quella per l’assessore Cancelli è maturata proprio nell’ultimo incontro di verifica con una richiesta del primo cittadino per completare la programmazione urbanistica. E questo rappresenta una decisione poco digerita, a quanto pare, che potrebbe portare mal di pancia in una maggioranza dalle sensibilità diverse, a rischio perdere pezzi strada facendo al momento della conta se non ci saranno visibilità adeguate anche fuori dal consiglio comunale.
Ma chi garantisce? E il poker di 9 potrebbe svanire strada facendo, visto che il clima da elezioni anticipate ai Comuni di Potenza e Matera prende piede, a patto che il Pd definisca i nodi delle segreterie. Se ne riparlerà dopo il referendum costituzionale. Nel frattempo si attende il varo della nuova giunta De Ruggieri.
Verso la riconferma gli attuali assessori alla Mobilità, Valeriano Delicio (Ps) e alle Politiche sociali Marilena Antonicelli (Matera capitale) e Massimiliano Amenta (Matera si muove). E gli altri?
E qui potrebbe venire fuori qualche sorpresa, con gli ”accasamenti” dell’ultima ora e gli impegni a dare visibilità in altre realtà (Fondazioni o commissioni) per quanti inevitabilmente resteranno fuori. Fantapolitica? Ma no…senso pratico. Del resto mantenere i 9 assessori consentirebbe di soddisfare la visibilità di movimenti o partiti, un po’ meno quello dei tanti padri ispiratori che tra la Città dei Sassi e quella del Ponte Musmeci hanno contribuito a portare l’Arca di Noè alla vittoria e la città,inevitabilmente, nel porto malsano delle polemiche e dell’inconcludenza.
Per i nuovi girano sempre gli stessi nomi: Enzo Acito (presidente Api), in quota De Ruggieri, Michele Casino (Forza Matera ) e Paola D’Antonio direttrice della scuola del Paesaggio dell’Ateneo lucano. I conti dovrebbero tornare o quasi anche per le quote rosa fissate nel 40 per cento. Percentuale più percentuale meno si dovrebbe trovare la quadratura…ma non si sa ancora se il Sindaco sul piano procedurale procederà a un azzeramento o una integrazione. Quest’ultima appare la più probabile.
Ma la graticola è sempre lì, magari meno arroventata. Ci sono le opportunità per far bene, come ripete il sindaco De Ruggieri, per una svolta ma il fuoco cova sempre sotto la cenere e ci vuole ben altro per stimolare entusiasmi in una città delusa dall’assenza di un tanto auspicato e sollecitato ”cambio di passo’. Anzi e gli effetti negativi , polemiche tassa rifiuti a parte, si vedono per il servizio di igiene urbana (niente bando finora , con la defezione di un paio di Comuni e costi da stabilire dopo la vicenda del Tar sulle tariffe dei rifiuti) che sarà uguale per il 2017 e con una inevitabile proroga di affidamento.
E che dire della Fondazione ” Matera- Basilicata 2019”? Un anno e mezzo di polemiche e i problemi dell’organigramma delle professionalità, del logo e dei programmi ancora nei cassetti della mediazione politica. A questo aggiungiamo il malessere mai sopito sulla perdita di autonomia decisionale della città e del consiglio comunale (con un ordine del giorno votato nella scorsa primavera sia dal sindaco che dal presidente del consiglio comunale Angelo Tortorelli, entrambi componenti della Fondazione) sul progetto Matera 2019. Una situazione accentuatasi con le perplessità sulle dimissioni del sindaco De Ruggieri alla guida della Fondazione, con la carica passata al rettore dell’Università di Basilicata Aurelia Sole.
Senza dimenticare la vicenda del Capodanno Rai gestita direttamente dalla Regione in maniera poco trasparente (usiamo un eufemismo) e dei trasporti con i silenzi e le partite di raggiro sul completamento della Ferrandina-Matera-Adriatica ( 600 miliardi delle vecchie lire spese, tre aziende fallite ), l’attivazione dell’inutile servizio del minibus pollicino ”Freccialink” per raggiungere il Frecciarossa a Salerno dopo oltre tre ore fino alle prove del Frecciarossa in Basilicata per verificare sicurezza, costi di adeguamento della linea (che presenta difficoltà di tracciato reali) e di esercizio: 5 milioni di euro l’anno da ripartire con la Puglia e il sostegno dello Stato.
Sullo sfondo il rinnovo di contratto di esercizio con Trenitalia e il completamento della linea Fal Matera-Bari che è finanziato dal Ministero. Su questi e altri temi occorrono compattezza, autonomia e autorevolezza. Altrimenti Matera continuerà a perdere tempo e opportunità.
Un copione, purtroppo, già visto ma questo è colpa di una parte dei materani, facili al populismo e all’euforia e a dimenticare che la farina del diavolo finisce sempre in crusca…
Inevitabile, si dirà, vista la scomparsa dell’industria molitoria e pastaia di un tempo.

Che brutta fine stiamo facendo…Povera Matera!!! Abbiamo cullato un sogno svanito troppo presto per colpa di miserabili arrivisti…
Eduardo De Filippo commentava in una celebre piece teatrale che ” la nottata deve passare…” prima o poi.