Dopo i violenti nubifragi che hanno messo in ginocchio Matera e tutta la provincia, a oggi il governo ha elargito un obolo di appena 49mila euro, mentre a Venezia sono arrivati lauti finanziamenti. Sulla carta, si parla di ulteriori stanziamenti pari ad alcune decine di milioni di euro per i nostri territori, ma per il momento sono soltanto belle promesse. E siccome a me piacciono i fatti e lascio ad altri gli strombazzamenti e le inutili polemiche, ben prima avevo presentato un emendamento alla Finanziaria per creare un Fondo finalizzato a contrastare il dissesto idrogeologico, con una dotazione di 40 milioni di euro da ripartire tra il 2020 e il 2022. Questo emendamento ha superato il primo vaglio ed è in attesa di essere approvato dalla Commissione. Sempre che non prevalgano le vecchie logiche e il governo non decida di mettere la fiducia sulla Manovra”.

Così il senatore Saverio De Bonis ha commentato la vicenda degli scarsi fondi finora arrivati nel territorio lucano per far fronte all’emergenza provocata dal maltempo. Prima ancora che la questione suscitasse le polemiche di questi giorni, infatti,  il senatore aveva già presentato l’emendamento 36.0.16 (Testo due), a sua prima firma.

Il fondo che ho chiesto di istituire con l’emendamento – spiega De Bonis – prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2020 e di 15 milioni per ciascun anno 2021 e 2022. Penso siano somme dignitose per far ripartire lo sviluppo del territorio. Il governo farebbe bene ad accogliere questa richiesta per la Basilicata, e a rispettare il principio dell’equità territoriale. Altrimenti vedremo il solito vecchio film: pioggia di danaro al Nord, e al Sud le briciole che rimangono”.

Il senatore ha chiesto inoltre che i criteri di ripartizione siano stabiliti con decreto ministeriale. Come si legge nell’emendamento, le risorse possono essere recuperate riducendo “le proiezioni al fondo speciale di parte corrente, iscritto ai fini del bilancio triennale 2020-2022 nell’ambito del programma fondi di riserva speciali della missione ‘fondi da ripartire’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020”, usando parzialmente a tal fine “gli accantonamenti relativi ai ministeri dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare”.