La risposta del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, che abbiamo atteso invano si pronunciasse sugli interventi di ”bellezza” effettuati a Murgia Timone, non ha soddisfatto il senatore Saverio De Bonis su utilità e funzione del museo di antropologica criminale di Torino, come riportato in precedenti servizi. Quella istituzione voluta e animata da Cesare Lombroso, legata anche alle vigili postunitarie di sfruttamento e persecuzioni delle popolazioni meridionali, non chiuderà. Il parlamentare materano,comunque, non mollerà. Nemmeno se a Cesare Lombroso dessero, alla memoria, una laurea honoris causa per quanto accaduto in queste settimane. Piuttosto, monumenti a parte, va riletta e inserita nei libri di storia come è andata veramente la storia dell’Unità d’italia. E se la questione meridionale è ancora in piedi un motivo c’è … Questa potrebbe essere una battaglia da portare avanti, coinvolgendo le giovani generazioni.

L’INTERVENTO DI DE DONIS
LOMBROSO, DE BONIS: “NON CEDERÒ SU QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTÀ. HO PRESENTATO MOZIONE IN SENATO FIRMATA DA NOVE SENATORI”

“Non ci aspettavamo una risposta diversa dal Ministro Franceschini, ma non abbiamo intenzione di abbandonare questa battaglia di civiltà. Durante il question time in Aula in merito alla mia interrogazione sul Museo Lombroso ho cercato di spiegare al Ministro perché quel Museo non assolva alla sua funzione storica e scientifica e mantenga invece una posizione che può risultare ambigua. Ho cercato di spiegare che il presunto metodo scientifico di Lombroso non è mai stato tale e che lui è sempre stato un impostore al servizio della classe dominante dell’epoca. Manipolando dati ed espungendo quelli che non convenivano alle sue assurde teorie razziste ai danni dei meridionali, Lombroso si conquistò un certo favore e una certa fama. Fama che sopravvive ancora oggi, malgrado tutto. Ma Lombroso non è il padre né della criminologia né di nessun’altra cosa. Lo sapevano bene i suoi contemporanei come Andrea Verga e Paolo Mantegazza, scienziati che invece applicavano con rigore il metodo scientifico. Per questo fu cacciato dalla Società di Antropologia nel 1882. Tutto questo il Museo non lo dice.

Dunque è quantomeno superficiale nella funzione che dice di voler svolgere, ossia di dimostrare che la scienza procede per tentativi ed errori. Qui della scienza non c’è nemmeno l’ombra, né nella figura di Lombroso né nel Museo che lo riguarda. Non si capisce perché lo pseudomuseo Lombroso debba rimanere aperto e invece il vero Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino rimanga chiuso perché la sede non è a norma di sicurezza. Non cederò su questa battaglia. E infatti proprio oggi ho depositato in Senato una mozione firmata da altri miei colleghi”.

Lo ha dichiarato il senatore Saverio De Bonis, commentando il question time con il ministro della Cultura Dario Franceschini in merito all’interrogazione del senatore sul Museo Lombroso. Il senatore ha depositato oggi in Senato una mozione a sua prima firma, sottoscritta anche dai senatori De Falco, Fantetti, Lonardo, La Mura, Granato, Angrisani, Buccarella, Corrado.

IL SECONDO INTERVENTO PER I MUSEI
LOMBROSO, DE BONIS: “SONO D’ACCORDO CON CONSIGLIERI PIEMONTE. MUSEI (VERI) VANNO APERTI E STORIA VA STUDIATA”

“Sono stato attaccato inutilmente dal presidente del Consiglio regionale del Piemonte Allasia e dal consigliere comunale di Torino Magliano. Strano, perché io sono perfettamente d’accordo con loro. I musei vanno aperti e non chiusi, dicono: verissimo. A Torino, infatti, il vero Museo di Antropologia ed Etnografia è chiuso, mentre lo pseudomuseo lombrosiano rimane aperto, pur non assolvendo alla sua funzione storica o scientifica. Perché allora non rivalutare il vero museo? Un politico deve far conoscere la storia, e non cancellarla, dicono ancora. Verissimo anche questo. Ed è esattamente quello che sto facendo grazie al sostegno degli storici meridionalisti. Sto cercando di gettare luce su un capitolo vergognoso della storia d’Italia, in cui Cesare Lombroso giocò un ruolo di primo piano una volta che si fu ingraziata la classe dominante dell’epoca. Ce lo dipingono ancora come il ‘padre della criminologia’. Semmai fu il padre della criminale teoria razzista dell’atavismo meridionale. Invito i consiglieri a fare anche loro, come me, un ripasso serio di storia”.

Lo ha dichiarato il senatore del Gruppo Misto Saverio De Bonis, ritornando sulla questione del Museo Lombroso, sul quale ha depositato ieri una mozione a sua prima firma, sottoscritta anche dai senatori De Falco, Fantetti, Lonardo, La Mura, Granato, Angrisani, Buccarella, Corrado.