Ha avuto eco inattesa, tra i lettori e, in genere, tra i cittadini materani, la nota diffusa dal Sindaco Bennardi e dall’assessore Amenta. In essa si informava che la TARI, a Matera, subiva un aumento, nonostante fosse più alta che altrove, soprattutto nei confronti della sorella Potenza, a Matera considerata cattiva sorellastra. Che a Potenza i politici, di qualunque orientamento, siano sempre solidali nel sostenere e pretendere vantaggi per la loro città, cioè per sé, per i propri figli, nipoti ed elettori, è una verità. Tutto risale al progetto di “Potenza città-regione”, che, assunto come programma regionale, non ha mai ottenuto una ferma opposizione e rivalsa da parte dei consiglieri regionali di Matera e provincia. L’abbiamo scritto più e più volte; l’abbiamo anche detto pubblicamente in un incontro ufficiale nell’elegante e ottocentesco Teatro Stabile di Potenza, vero fiore all’occhiello della città, che Matera può solo sognare. Se però Matera. per la nettezza urbana, spende notevolmente più di Potenza, questo non dipende certo da Potenza e dalla Regione. E’ dipeso solo dalla scarsa oculatezza di quanti ci hanno amministrato negli ultimi anni di delirio e vanità per una presunta superiorità della nostra storia e cultura. Si dica, una volta per sempre, che non si può confondere Palazzo Riccardi o Rucellai o Dei Diamanti con Palazzo Gattini, Palazzo Malvinni Malvezzi o lo stesso Palazzo Lanfranchi. Non si possono confondere cultura e arte con antropologia e folklore, al massimo buon artigianato..
Si diceva dell’aumento della Tari a Matera. E’ servito a molti materani per riflettere sul problema e sugli effetti di una “raccolta differenziata” assai disagevole, quasi offensiva della dignità del cittadino, soprattutto quando si tratta di persone fragili, anziane, disabili, donne. Ancora una volta, peraltro, si deve ribadire il rischio reale di incidenti, anche gravi, che mastelli e cassonetti, abbandonati per ore sulla strada e sui marciapiedi, creano e possono creare al traffico Non si capisce, insomma – devo ripeterlo ancora una volta – non si capisce la scelta di un sistema così gravido di inconvenienti, pericoli e disagi, tenuto anche conto del fatto che non solo si traduce in una minuta distribuzione di rifiuti sull’intera città, ma anche nella loro conservazione e custodia, per giorni, nelle case private o, per chi ce li ha, sui baconi. Qualcuno, giustamente, sui social, ha messo in rilievo gli inconvenienti igienico-sanitari che incombono sulle famiglie, soprattutto donne, anziani e bambini.
Non avrei mai pensato, però, che, fra tanti inconvenienti, la raccolta differenziata potesse condizionare anche la mia alimentazione quotidiana. Me ne sono accorto nei recenti giorni di gran caldo, anche se ho la fortuna di poter esporre i grossi mastelli su un balcone, al posto dei fiori. Un bel melone (al Sud, mellone), giallo, mi invitava dall’interno del frigorifero, ogni volta che l’aprivo. Era un mercoledì mattina; avevo chiesto a mia moglie di aprirlo e pulirlo delle bucce in modo da affrontare con più agio la sofferenza del caldo a 35-40 gradi.
“Vale più di un gelato” – dissi. “No” – fu la risposta secca di mia moglie . “E perché no?”. “Non lo permette il calendario della Cosp Tecnico Service, l’azienda addetta alla raccolta dei rifiuti”. “Che significa?”. “Va’ a vedere” – mi disse, facendo segno con l’indice. Guardai il calendario attaccato al frigorifero. La raccolta differenziata, infatti, è diventata un pensiero fisso e ossessionante, più della pillola che devi prendere ogni giorno per la pressione, non fosse altro perché questa non ti costringe ad uscire di casa, in qualunque condizione di salute e con l’afa a 35-40 gradi, magari in pigiama. Il calendario della Cosp, perciò, come tutti a Matera, l’abbiamo attaccato, ben in vista, sul frigorifero.
Guardai, ma non capii. “Il solito distratto – commentò mia moglie. – Non ti accorgi che qui, in via Lamanna, l’”organico” lo prendono il mercoledì, il sabato e il lunedì?”. “Non capisco ancora” – replicai. “Non mi meraviglio, santo uomo. Se io, il melone, lo sbuccio oggi, mercoledì, le bucce rimangono o in casa, o anche sul balcone, sotto 35-40 gradi di afa, per mercoledì, giovedì e venerdì, cioè per tre lunghi giorni. Non potrai accostarti al mastello, nemmeno andare sul balcone a prendere aria o a leggere, meno che mai aprirlo per aggiungere altro organico che nel frattempo si è formato. Moriresti asfissiato”. “Ma allora – chiesi curioso – a quale conclusione sei giunta?”. “Semplice; alla conclusione che il melone va sbucciato e aperto venerdì, in modo che rimanga sotto a 35-40 gradi solo per dieci-dodici ore”. “Non ci avevo pensato – replicai. – Devo aspettare venerdì per mangiarlo?”. “Non solo – corresse mia moglie. – Il discorso vale per il pesce. per molta verdura, per i pomodori, per tutto quanto, insomma, va in facile e nauseante putrefazione…”. ”Se ho capito bene – dissi –, nel mangiare dobbiamo seguire il calendario della Cosp Tecnico Service”. “Già – annuì mia moglie”. “Insomma – commentai con fastidio. – Non dal cibo ai rifiuti si va, ma dalla raccolta differenziata alla alimentazione differenziata. Il mondo va proprio alla rovescia, come ha detto il generale. Solo che lui è andato in Europa!“.
“Poco male – annotò ironica mia moglie. – Noi, in Europa, ci siamo arrivati prima di lui, sin dal 2014”. “Sì, ma perché, allora, quando arrivò la Commissione europea per dare il voto alla città, perché, dico, ci invitarono ad allestire fiori sul balcone, e non mastelli e cassonetti per rifiuti? In fretta e furia crearono persino prati. Non disseminarono per strade ingombranti mastelli e cassonetti.”. “Che c’entra? – concluse mia moglie – Il mondo cambia. E’ la storia, è la civiltà che avanza. Non l’hai sempre insegnato a scuola, quando parlavi di Vico, Hegel e Croce?”.
Rimasi fulminato nel veder messi insieme generali, filosofi e mastelli. Che potevo rispondere? Non dissi nulla. Voltai silenzioso le spalle e chiusi il frigorifero. Chiudendolo, sommessa, mi sfuggì una bestemmia. Di essa sinceramente, non mi pento.

Usa il frigo non solo per attaccare il calendario dei prelievi dei mastelli ma anche per porvi all’interno ( non i rifiuti, come malignamente pensavi ti avrei suggerito) ma i cibi preparati per rispettare prelibi ed …olfatto!