E lui…resta un esempio per tanti che stanno a guardare, si “fanno i fatti propri’’ navigando e alienandosi tra piattaforme digitali e social favorendo quel clima di indifferenza che può tagliare ulteriori spazi di libertà, di democrazia, di partecipazione se non riprenderemo ad alzare la voce, a metterci faccia, testa e cuore come fece il montese Ciro Candido. Una vita intensa, la sua, sempre in prima linea nelle lotte per la terra, per i diritti e in questo l’incontro con la pasionaria Vincenza Castria (vedova di Giuseppe Novello) accrebbe energie, strategie e capacità di coinvolgimento nel partito , nel sindacato e alla guida del Comune di Montescaglioso. E nel suo paese, sabato 29 luglio, quanti ne hanno raccolto l’eredità e portano avanti con lungimiranza il suo pensiero, avranno modo di ricordarlo con la intitolazione della sede della Confederazione italiana Agricoltori e con un convegno nell’Abbazia. L’auspicio è che il suo esempio possa ispirare i giovani, che non devono delegare ‘’in bianco’’ a nessuno il proprio futuro. Occhio alle striscianti svolte autoritarie e a disegni penalizzanti per il Sud- alle prese con una costante emorragia demografica- come quello per l’autonomia differenziata.


IL COMUNICATO
Il 29 luglio 2023 alle ore 17,30 la Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata e di Matera ricorda Ciro Candido, con l’intitolazione della propria sede di Montescaglioso e con un convegno.
CIRO CANDIDO A 💯 ANNI DALLA NASCITA: DA SPACCAPIETRE A ORGANIZZATORE MOVIMENTI DI MASSA E PUBBLICO AMMINISTRATORE.
Nasce a Montescaglioso (MT) il 2-5-1923 da Francesco, di professione “cavamonti” e da Maria Bruna Mongelli, contadina
Ciro frequentò le scuole elementari fino alla terza classe , (conseguì la 5° elementare successivamente) al termine della quale iniziò a lavorare come apprendista col padre e con lo zio materno, imparando, rispettivamente, a fare lo spaccapietre e il contadino.
Dall’aprile 1942 fino al febbraio 1947, prestò servizio nell’Arma dei Carabinieri. Dopo l’otto settembre 1943, non aderendo alla Repubblica Sociale Italiana, sfuggì alla cattura delle truppe tedesche recandosi a piedi da Roma a Montescaglioso per riprendere, dopo breve, le attività di servizio nell’Arma, al fianco delle truppe alleate. Si congedò non condividendo alcuni comportamenti, di taluni esponenti dell’Arma, preferendo ritornare al pesante lavoro di spaccapietre.
Le istanze di giustizia sociale, lo portarono nel 1945, quando era ancora carabiniere, a iscriversi al Partito Comunista Italiano. Nel settembre del 1947 venne eletto segretario della locale sezione del PCI, partecipando alla prima assise del popolo meridionale che si tenne nella fabbrica Ansaldo di Pozzuoli nel dicembre dello stesso anno. In quell’occasione conobbe Carlo Salinari, Giorgio Amendola, Giorgio Napolitano, Giuseppe Di Vittorio, Carlo Levi e altri esponenti di rilievo.
Rientrato da Pozzuoli, in qualità di segretario PCI, aggregò contadini e braccianti per combattere il latifondismo organizzando, con altri compagni, l’occupazione delle terre. Le lotte ebbero una partecipazione di massa in quanto si innescavano su una centenaria situazione di miseria e di sudditanza e Montescaglioso divenne il capofila dei comuni della Basilicata in queste lotte per ottenere migliori condizioni di vita. Il quattordici dicembre 1949 le forze dell’ordine, al servizio della Reazione, colpirono duramente con l’uso di bombe lacrimogene e mitra facendo decine di feriti e procurando la morte di Giuseppe Novello che lasciò la moglie Vincenza e il figlio, il piccolo Filippo.
Le lotte continuarono e portarono a varare la riforma agraria. In conseguenza di queste battaglie vennero avviati una serie di processi contro Ciro, nei vari stati di giudizio, tra i quali anche la Corte d’Assise.
Nel 1952 la lista della sinistra unita vinse le elezioni e alla vigilia del suo insediamento da sindaco di Montescaglioso, venne arrestato per precedenti vicende. Dopo due mesi di carcere venne liberato e poté insediarsi come sindaco. La sua attività amministrativa non fu mai disgiunta dall’impegno sociale portandolo così ad essere eletto più volte consigliere comunale e provinciale e, per un mandato, assessore alle finanze della Provincia di Matera, con la giunta presieduta da Michele Guanti.
Nel 1952 sposò Vincenza Castria, vedova di Giuseppe Novello. Molte attività videro la coppia impegnata in battaglie sociali e civili.
Fece parte di delegazioni politico sindacali partecipando a scambi internazionali in URSS, Bulgaria, DDR con, tra gli altri, il poeta Salvatore Quasimodo e Giancarlo Pajetta.
Negli anni ‘70 organizzò le attività sindacali della CGIL a Montescaglioso e in provincia e quelle dell’Alleanza Contadini avviando altresì, in provincia di Matera, l’istituzione della Confederazione Italiana Agricoltori.
Dopo la cessazione degli impegni istituzionali tenne una serie di conferenze pubbliche e presso le scuole per far conoscere quella che nel frattempo era diventata l’epopea delle lotte contadine.
Nel dicembre 2009 è stato pubblicato, dalla casa editrice LiberEtà, il libro “Rossa terra mia” scritto a quattro mani da Ciro Candido e Vincenza Castria.
Ciro Candido è mancato a Montescaglioso il 13 agosto 2012.
In allegato il programma dell’iniziativa.

