Dopo lo stillicidio di anticipazioni e qualche modifica (parrucchieri potranno restare aperti anche nelle zone rosse) rispetto alle stesse, poco prima della mezzanotte scorsa è stato firmato dal Giuseppe Conte questo ennesimo sofferto DPCM (il quarto in poche settimane consultabile a questo link: http://www.governo.it/it/articolo/coronavirus-il-presidente-conte-firma-il-dpcm-del-3-novembre-2020/15617) che sopperisce ad una palesata incapacità dei presidenti di regione di gestire con gli strumenti già loro a disposizione le diverse realtà a fronte dell’incedere del contagio.

E stato così varato uno schema nazionale con un regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce  di rischio contagio a seconda dell’andamento di una serie di 21 parametri validi per tutti con norme valide per tutti in ognuna delle condizioni date. Per le attività che saranno colpite da queste restrizioni, in settimana, dovrebbe arrivare un apposito decreto legge con i ristori.

Queste, dunque, le principali disposizioni contenute nel decreto che verrà pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale:

–  ” coprifuoco” dalle 22,00 alle 5,00 (in questa fascia oraria si potrà circolare solo per motivi di salute, lavoro o altre urgenze, da documentare tramite autocertificazione);

-limite di capienza sui mezzi di trasporto publico locale (su gomma e rotaia) è fissato al 50%,

-la didattica a distanza per i ragazzi delle superiori, mentre la mascherina diventa obbligatoria al banco anche per i più piccoli.

-chiusi i musei e stop ai centri commerciali nei weekend.

Nelle Regioni “arancioni” (fascia di rischio medio), oltre alle misure nazionali, ci saranno inoltre la serrata di bar e ristoranti e il divieto di “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità. Resta consentito accompagnare i ragazzi a scuola.

Nelle Regioni a rischio massimo (“rosse”)  è previsto il blocco totale della mobilità interna ed esterna: si va verso un lockdown, simile a quello di marzo. Verranno chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole, e anche i mercati di generi non alimentari. Divieto di “ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. È sempre consentito il rientro nel proprio comune di domicilio o residenza e la possibilità di accompagnare i propri figli a scuola. Si potranno fare passeggiate in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina. Continuerà la didattica in presenza per la scuola dell’infanzia, elementare e prima media.

In una lettera, inviata prima della firma del Dpcm alle Regioni dai ministri Boccia e Roberto Speranza,  scrivono che è “ampiamente garantito dalla partecipazione diretta delle stesse in seno alla Cabina di regia” sull’emergenza sanitaria “nonché dall’iter procedimentale costruito che contempla l’adozione, da parte del Ministro della salute, delle relative ordinanze, sentiti i Presidenti delle regioni interessate”. Inoltre, per quanto riguarda le misure economiche e i ristori delle attività economiche oggetto di restrizioni, gli stessi assicurano che “in questa settimana verrà approvato dal Consiglio dei Ministri un apposito decreto legge, che prevederà la tempestiva erogazione delle risorse”.