… I Codici sono lì, insieme a procedure e norme contrattuali per le assunzioni a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione. E quando si tratta di rapporti fiduciari come quelli che riguardano gli staff di presidenti di Regioni e sindaci occorre evitare di finire negli ingranaggi di disposizioni, comma e cavilli. A rimacinare la materia con il setaccio alla mano, marchiato con la massima “Dura Lex sed Lex’’ l’avvocato Angelo Bianco del foro di Matera ed ex consigliere comunale, con una analitica valutazione di tutti gli atti (modifiche comprese) che hanno portato alla nomina del collega Prof. Avv. Piergiuseppe Otranto, di Bari, a Portavoce e Capo di Gabinetto del sindaco di Matera Domenico Bennardi. Bianco considera quella nomina illegittima . Ricorda, in proposito, che il collaboratore esterno al suo staff deve essere titolare di un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato, parametrato con quello dei dipendenti del comparto Funzioni Locali, e che non è possibile attribuire ad un componente dell’ufficio di staff funzioni a titolo gratuito’’. Bianco che spazia anche su considerazioni politiche oltre che filosofiche, citando anche Platone, non gira intorno al problema e chiede al sindaco di revoca la delibera. Bennardi sull’argomento continua a tirare dritto, difendendo le scelte operate finora per completare lo staff con la nomina del responsabile dell’ufficio stampa e di due componenti categoria C a tempo determinato.

Le considerazione dell’avvocato Angelo Bianco

La nomina di Otranto a Portavoce è illegittima: Bennardi annulli la delibera
“Apoteosi dell’incompetenza”, è l’esatta parafrasi degli atti politici messi in campo dal Sindaco Bennardi nei primi mesi del suo mandato. Platone sosteneva che ogni decisione da assumere implicava la padronanza di tecniche specifiche, tranne quando si tratta di governare una comunità, dove ognuno, indipendentemente dalle sue competenze, può dire la sua, con la conseguenza che la politica non è nè un’arte né una tecnica. Uno di questi atti politici, sul quale è d’obbligo ritornarci, è quello che ha portato alla nomina del Prof. Avv. Piergiuseppe Otranto, barese di nascita e di residenza, quale Portavoce del Sindaco e Capo di Gabinetto del medesimo, dove Bennardi riporta in auge la tesi platonica, dando credito all’approssimazione intesa come nuovo modello di concepire l’attività amministrativa a scapito delle competenze e delle decisioni ponderate.

Bennardi, infatti, pur di attenersi agli ordini impartiti dall’alto (è lo stesso Sindaco a confermarlo nell’intervista rilasciata al Quotidiano del Sud in data 31 dicembre u.s. “ sono stati avviati percorsi che sono stati modificati anche in virtù delle indicazioni che sono state date rispetto alle scelte da fare…” n.d.r.), si vede costretto ad ingerire la “pillola Otranto” nella doppia veste di Portavoce e Capo di Gabinetto senza minimamente valutare procedure di evidenza pubblica molto più trasparenti ma decidendo di percorrere un sentiero che, pur supportato dal principio del rapporto fiduciario e della discrezionalità, presenta, a mio sommesso avviso, evidenti profili di illegittimità ed incompatibilità. Il prof. Otranto è soggetto esterno all’Ente per cui con delibera di Giunta Comunale n. 289/20 veniva disposta la modifica dell’art. 14.3 del Regolamento di organizzazione degli uffici con la possibilità di esternalizzare l’incarico di portavoce non prevedendo più la stipula di un contratto a tempo determinato e rapporto subordinato, come previsto dalla previgente disposizione regolamentare, pure riportata nella delibera.

Con successivo Decreto Sindacale e seguente determinazione dirigenziale veniva attribuito l’incarico di portavoce al Dott. Otranto, Professore presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari nonché abilitato all’esercizio della professione forense iscritto all’albo degli avvocati del Foro di Bari, titolare di partita IVA, con contratto di prestazione d’opera intellettuale e quindi senza alcun vincolo di subordinazione per l’importo di Euro 95.160/00 annui lordi, unitamente alle funzioni di Capo di Gabinetto del Sindaco, senza ulteriori oneri come è dato leggere nell’atto di nomina, quindi sostanzialmente a “titolo gratuito”, (cosa poco credibile atteso che gli viene triplicato l’emolumento di portavoce a fronte dei trentaseimila euro lordi annui percepiti dal responsabile della comunicazione dell’amministrazione De Ruggieri). Tuttavia Bennardi pur di assecondare le direttive impartitegli dal “superiore in grado”, con spregiudicato atteggiamento nichilista e avventato decisionismo che trasuda dai pori della sua pelle preferisce passare per ingenuo ed ingannare i materani, disconoscendo le basi del diritto e immolandosi sull’altare della “gerarchia di partito”.

Al sindaco Bennardi va ricordato che il collaboratore esterno al suo staff deve essere titolare di un contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato, parametrato con quello dei dipendenti del comparto Funzioni Locali, e che non è possibile attribuire ad un componente dell’ufficio di staff funzioni a titolo gratuito; né il regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e servizi può derogare ad una legge dello stato, come in questo caso, poiché norma a carattere imperativo posta a tutela del lavoratore, al quale viene garantito un trattamento economico parametrato a quello disciplinato dalla contrattazione collettiva nazionale del personale enti locali, per cui l’affaire Otranto non può essere derubricato a mera questione di opportunità pur di compiacere i “desiderata” altrui attraverso l’assunzione, a detta del Sindaco senza vincolo di subordinazione, di una figura esterna all’amministrazione mediante un contratto di lavoro autonomo con prestazione d’opera intellettuale, con l’intento di evitare che la disciplina giuridico-economica del rapporto sia dettata in contrasto con quanto previsto dal contratto collettivo, anche perché il personale degli uffici di staff rientrerebbe nell’ambito della dotazione organica dell’ente, con la conseguenza che l’unico rapporto configurabile sarebbe solo quello di lavoro subordinato, e quindi inquadrato nell’ambito del rapporto di pubblico impiego. Di conseguenza, la professione di avvocato esercitata dal Prof. Otranto, regolarmente iscritto al relativo albo e quella di docente universitario lo rendono incompatibile con lo status di dipendente pubblico nell’esercizio di portavoce e componente dello staff del Sindaco Bennardi. Quest’ultimo, dovrebbe richiamarsi per un attimo alla comune prudenza visto che nella circostanza ci sono in ballo soldi della comunità. Annulli in autotutela l’atto illegittimo che ha prodotto la nomina del Prof. Otranto a suo Portavoce, prima che la magistratura accerti eventuali danni erariali e di altra natura nei confronti del Comune di Matera. Angelo Bianco ex consigliere comunale