Se avevate qualche dubbio sulla innovazione comunque, modaiola, opportunista, sensazionale e pratica dell’intelligenza artificiale, che fa fare business (per pochi) e risolve tutto con la progressione degli algoritmi beh…e allora dovete ricredervi, perchè informarsi, parlare, confrontarsi con gli altri fa crescere l’intelligenza sociale. E la interessante e partecipata lezione tenuta all’Archivio di Stato (introdotta dal direttore Pietro Sannelli) dal ”professor” Renato Curcio, laureato in sociologia in quel di Trento, cofondatore della casa editrice ”Sensibile alla Foglie e con un passato sotto il segno della stella a cinque punte, ne ha illuminata un’altra. Quella della partecipazione, del confronto e dello spirito critico che può segnare l’avvio di una ”rivoluzione” positiva per l’umanità. E sul come ? Renato Curcio, ospite del Premio Energheia, ha invitato- citando la seconda parte del libro ” L’intelligenza artificiale nelle pratiche di vita quotidiana” a utilizzare il luoghi della intelligenza sociale. Non più le storicizzate sedi di partito o case del popolo, ma luoghi di lavoro, scuola di incontro che sono i luoghi del presente. Concetto ed esigenza che fa democrazia, governo del popolo, che può essere la nuova linfa per riappropriarsi delle Istituzioni e difendere la Costituzione, nata dalla Resistenza, che va conosciuta e difesa. ”Stare insieme, discutere- ha detto Renato Curcio- per affermare il principio che l’intelligenza sociale è più forte di quella artificiale”.

Un invito preciso, preceduto da una minuziosa analisi di quanto accaduto in Italia e nel mondo lungo la strada dell’innovazione. Con figure come Adriano Olivetti,imprenditore lungimirante, che mandò i suoi”ricercatori” a capire cosa bolliva in pentola negli States…E venne l’idea di passare dalle schede perforate per i monumentali computer dell’epoca ai transistor. Peccato che aveva in mente di presentarli a New York e a Mosca, oltre cortina. Una provocazione, rivoluzionaria, che costò la vita all’imprenditore e al suo ricercatore ‘cinese’ di punta. La sezione innovativa della Olivetti venne chiusa e in Italia arrivo la Ibm, che aveva fatto la fortuna della Germania hitleriana, compresa la schedatura degli ebrei. Un passaggio nel passato, nella Italia e nel mondo degli anni Sessanta, per sapere da dove siamo partiti e dove siamo arrivati. Al mondo dei videogiochi, con la simulazione dei conflitti e con la guerra dei droni ”intelligenti” (si fa per dire) che fanno stragi di civili da Gaza al Libano dall’Ucraina alla Russia e in altri teatri di ”distrazione” di massa. Frasi fatte? Luoghi comuni?

La sostanza cambia poco se quanto studiato sull’intelligenza artificiale dal premio Nobel Geoffrey Hinton , che ha lasciato nel 2023 Google e gli Stati Uniti per poter parlare dei pericoli delle intelligenze artificiali. E se volete informarvi, approfondire, discuterne fatelo. Avrete una visione di insieme su opportunità, rischi ,abusi e disastri per l’umanità, quando quel potere è concentrato in poche mani. Occhio, allora, ai diversi tipi di intelligenza artificiale: generativa, intrusiva, bellica, lavorativa, con un diverso livello di applicazione e di risultati. Poche e che hanno dei limiti precisi (creatività, intuizione ecc) rispetto a quelle sociali .

E allora serve mutar rotta, e ragionare con la propria testa per il bene comune, anche per quanti sanno poco e ignorano i rischi della deriva in corso. Serve puntare alla promozione delle intelligenze sociali, ritrovando quel senso di comunità perduto, perchè così potremo evitare che altri (pochi) decidano del nostro futuro. Un messaggio preciso, di buone pratiche, lanciato – parlando a braccio da Renato Curcio, ferrato come pochi in materia – in una serata dove i giovani del ”passato” ,che scesero in piazza negli anni Settanta ‘contro il sistema” si sono affiancati a quelli di oggi che vivono la dimensione social e della tecnologia ultra avanzata, lasciandoci trascinare dal mare magnum di simbolo, foto, audio, video e di assistenti vocali artefatti che utilizzano e trasformano a piacimento i nostri dati. E i dati, le informazioni, accrescono il potere. Non dimentichiamolo. Lo hanno capito anche in Arabia Saudita, dove c’è un ministro con delega all’intelligenza artificiale. Prima o poi il petrolio finirà, come in Basilicata. E allora? Noi investiamo in intelligenza sociale. Lo abbiamo fatto,in parte, dopo la rivolta del 2003 della gente contro il sito unico nucleare a Scanzano Jonico.

