L’impegno della Giunta regionale sul presente e ancor più sul futuro dei beneficiari del Reddito minimo di inserimento è improntato sulla massima attenzione specie in questa fase di emergenza pandemica e di difficoltà socio-economica per settori della nostra società. Gli Uffici del Dipartimento stanno lavorando per mettere a punto un’azione di accompagnamento alla fuoriuscita del Programma RMI, che resta l’obiettivo centrale, ed hanno predisposto lo strumento necessario ad una proroga per ulteriori tre mesi, individuando la fonte di finanziamento nell’Asse II del PO FSE Basilicata 2014-2020”.

E’ quanto affermato dall’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo riferendo della delibera che andrà nella prossima riunione di Giunta e che consentirà alla platea di 1.576 soggetti svantaggiati rivenienti dal categoria B del Programma RMI di proseguire l’attività, in scadenza il 30 marzo prossimo, sino al 30 giugno prossimo.

Non è stato certo un lavoro facile tenuto conto – aggiunge l’assessore – dell’impossibilità di attingere alle royalties del petrolio. In proposito, fa piacere registrare che anche da parte sindacale si riconosca l’importanza del recupero del 3% delle royalties, bloccate al Mise dal 2015 per oltre 40 milioni di euro, che la precedente Giunta Regionale dal 2015 non ha fatto nulla per ottenere. Evidentemente il nostro impegno che dura da tempo per risolvere questa questione è finalmente entrato nel linguaggio sindacale. Abbiamo dunque dovuto far fronte alla necessità finanziaria attingendo al FSE nella parte che riguarda le azioni per la riduzione della povertà, dell’esclusione sociale e la promozione dell’innovazione sociale.”

Inoltre, confondere il lavoro del Dipartimento e l’impegno dell’intera Giunta su questi aspetti, che testimoniano la nostra forte sensibilità sociale, con il tavolo tecnico con le parti sociali, imprenditoriali che ho voluto ed insediato esclusivamente allo scopo di individuare soluzioni dignitose definitive per tutte quelle persone che non hanno raggiunto l’età pensionabile, in stato di disoccupazione e con reddito Isee basso – sottolinea polemicamente Cupparo – forse serve solo ad attestare da parte sindacale una propria presenza.”

Per noi, in coerenza con la strategia “Europa 2020” che individua nella riduzione significativa del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale, uno degli obiettivi strategici per la crescita inclusiva dell’Unione, il traguardo a cui guardiamo – conclude – è quello individuare ed attuare un modello articolato di partecipazione di queste fasce sociali ad attività di pubblica utilità”.