Lo stato della sanità lucana è in picchiata da tempo oramai (le vicende dei diversi ospedali, le liste di attesa, ecc) ed anche i fiori all’occhiello cominciano a dare segni di appassimento, come il CROB di Rionero, una eccellenza che non sembra essere più tale.

E’ una discesa che andrebbe rapidamente invertita in primis da parte della Regione, magari ora con una sponda a Roma con la nomina del conterraneo Speranza alla guida del Ministero della Salute.

Bisogna farlo perché la salute sia tutelata a tutti, anche a coloro che non hanno la possibilità -come oramai fanno sempre di più, con enormi sacrifici economici e familiari- a recarsi fuori regione per affrontare interventi e cure (soprattutto in ambito oncologico) che qui non possono essere assicurati al livello che tali patologie meritano.

Pubblichiamo a seguire un comunicato stampa del gruppo consiliare “Venosaduemilaventiquattro” in cui si sollecita -per l’appunto- l’assunzione di scelte strategiche in tale direzione al Crob di Rionero.

Breast Unit realtà o utopia?

“Le preoccupazioni sul futuro del CROB di Rionero che ormai si sollevano da molti settori, compresi quelli sindacali, devono trovare risposte operative senza ulteriori ritardi.

Nella audizione di luglio del direttore generale Giovanni Bochicchio le criticità sono state presentate in quarta commissione ed il consiglio regionale ne è a conoscenza.

Non si apra il teatrino…di quelli di prima…perché sino ad oggi, anche con qualche manchevolezza di attenzioni dovute alle guerre che il nosocomio San Carlo aveva avviato, il CROB ha sempre avuto il riconoscimento di Istituto di Ricerca.

La scadenza per la verifica per far permanere lo status attuale è al 2020 e questo consiglio regionale, che attendiamo alla verifica del piano regionale della salute non più rinviabile, deve agire prima e subito. Bisogna nominare in tempi brevi la guida con un nuovo direttore generale e le dichiarazioni fatte nella visita al CROB da parte dell’assessore alla salute Leone e il presidente della quarta commissione non devono rimanere mere dichiarazioni di forma da sciorinare quando si è in visita ad una struttura di eccellenza come quella di Rionero.

Vorremmo sommessamente indicare a Leone e Zullino che un primo passo fondamentale sarebbe quello di attestare la Breast Unit oncologica al CROB, in tal modo tutto il resto verrà da sé.

L’attestazione potrebbe essere fatta con atto del dipartimento salute e quindi con una delibera regionale sulla materia magari a seguito di una mozione approvata dal Consiglio per averne l’avallo.

Se a questa struttura si crede veramente e se realmente si ritiene, come si dichiara, che il CROB sia non solo utile ma necessario allora si è in tempo per prevedere nel bilancio della regione, che prende le mosse per l’approvazione in questo periodo, risorse per le attrezzature e per il personale stanziando fondi per la ricerca e portando tanti ricercatori in quel nosocomio che poi potranno, con le norme, essere stabilizzati e assunti.

Insomma, dichiara il gruppo Venosaduemilaventiquattro attraverso il suo capogruppo Mollica, bisogna passare ai fatti e abbandonare le chiacchiere, il 2020 arriva a breve.”