Ognuno la può pensare, ovviamente, come vuole e ritenere che Craxi sia stato quel grande statista che -ciclicamente- parenti e tifosi tentano invano di accreditare e che solo una congiura abbia concorso ad eliminarlo. Ma le sentenze sono lì a dirci di mazzette incamerate a titolo personale non per il partito. Ed è altrettanto vero che è scappato via per sottrarsi alla legge italiana. Dunque è morto da latitante, non da esiliato. Non certo un grande esempio socialista da recuperare. Nulla a che fare con lo spessore intellettuale e morale di Pertini, giusto per citarne uno.

Ed è davvero indecente che accanto a questa santificazione che sta andando in scena in queste settimane, complice la evidenza mediatica del film di Gianni Amelio, si stia parimenti tentando di accreditare l’idea di un politico fulgido, moderno, con un progetto lungimirante e che tutti gli altri, la DC in primis (di cui era un ferreo alleato) e il PCI (nello specifico Enrico Berlinguer) non avevano altro da fare che contrastarlo. Lui il buono, il grande statista e politico. Gli altri mezzecalzette. Una barzelletta, insomma.

La verità è un’altra e solo facendo affidamento sulla scarsa propensione alla memoria degli italiani che si può pensare di santificare post mortem uno dei primo “corsari” della politica italiana, un antesignano di tutto il peggio che abbiamo poi conosciuto sino ad ora, un rappresentante dell’Italia da bere da parte di quella finanza  dell’economia di carta che cominciava a pascolare liberamente ed incontrollata e che si è mangiata l’economia reale rendendola ad essa dipendente.

Per 17 anni (tanto è il tempo in cui è stato segretario del PSI) si è alleato con la DC è con tutto il peggior potere che allora dominava la nostra economia e la società. Trasformando geneticamente il PSI di Nenni, Pertini, Lombardi, ecc. in qualcosa che non a caso ha poi portato larga parte dei suoi seguaci a trasferirsi (dopo il suo declinare politico) nel centro destra.

E specificamente in Forza Italia il partito fondato di corsa da Berlusconi, uno dei massimi beneficiati dallo stesso Craxi con i famigerati decreti che salvarono le sue tv cadute nell’illegalità).

I fischi a Berlinguer nel famoso congresso di Verona del 1984 del PSI a cui Craxi (non prima di una delle sue estenuanti pause oratorie) tenne a precisare che non si univa solo perché non sapeva fischiare, è sicuramente uno degli episodi emblematici del suo modus operandi che ne definiscono una bassa statura politica (quasi un antesignano di Salvini).

Gli elettori prima (che non gli hanno mai attribuito un grande voto) e le sentenze poi ne hanno stabilito gradimento, sorte e colpe penali. Non sarà certo un revisionismo storico che omette o evidenzia ciò che fa comodo può cambiare ciò che è stato.

E’ comprensibilissimo umanamente che ci provino i familiari. E’ comprensibile che lo facciano i tifosi e gli orfani di quel sistema di potere.

Che lo si faccia in nome del socialismo o della buona politica, fa davvero un po specie.

E allora, giusto per rinfrescarsi la memoria rinviamo ad un link che riepiloga la vicenda giudiziaria di Craxi, (https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/18/bettino-craxi-nelle-sentenze-la-verita-sulle-tangenti-non-mise-i-conti-miliardari-a-disposizione-del-partito-interessi-economici-propri/5675781/) con citazioni di passi delle sentenze che lo riguardano in cui ci sono le verità sulle tangenti, sul loro utilizzo.

Motivazioni delle sentenze che smentiscono le fantasiose ricostruzioni che circolano anche in questo ventesimo anniversario della sua morte secondo cui sarebbe stato “condannato perché non poteva non sapere” e che “non prendeva soldi per sè“.   Come ad esempio dicono i giudici del processo All Iberian che”significativamente” scrivono “non mise questi conti a disposizione del Partito“, “la gestione non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi” e con quei soldi l’ex segretario seguiva “interessi economici innanzitutto propri“. E nelle carte si parla di appartamenti,  soldi alla tv della Pieroni,  operazioni immobiliari a Madonna di Campiglio, Milano, La Thuile.

Ha senso provare solo a paragonare un personaggio del genere con uno come Berlinguer?