Siamo seri. Una nuova chiusura con confinamento domiciliare(usiamo i termini in italiano), blocco totale della movimentazione (treni,aerei, bus ecc) e delle attività economiche in generale ( fatta eccezione per beni di prima necessità e per il commercio on line delle grandi piattaforme che continuano a fare affari) non è praticabile. E né al Governo si guardano bene dal rispondere alle sirene che vengono da alcuni presidenti di Regioni, che hanno già deciso di chiudere, dopo aver brillato – insieme al Governo, naturalmente- per la stagione del ‘’tutti liberi’’ o quasi durante il periodo estivo. Per non aver monitorato l’epidemia, pensato con tanta ipocrisia che il virus con il caldo si sarebbe ‘’cotto’’ al sole e quindi attenuato e controllabile. Nulla o quasi sul piano della prevenzione e con l’attenuazione della campagna di informazione sulle buone pratiche per contenere o evitare contagi: mascherina, lavarsi spesso le mani e mantenere le distanze fisiche e non ‘sociali’’ come si continua erroneamente a scrivere. Nessun investimento sul potenziamento delle terapie intensive, Basilicata compresa e con le tende ospedale del Qatar rimaste al palo, degli organici di medici e infermieri. Piuttosto sono andati avanti gli spot per pubblicizzare l’inefficace e truffaldina APPimmuni, come dimostrato dalle evanescenti risposte alle interrogazioni parlamentari ( (https://giornalemio.it/salute-e-benessere/ministro-speranza-risponda-quella-app-e-sperimentale/ e https://giornalemio.it/politica/appimmuni-inefficace-quanti-dubbi-chi-paga/ ) e le diverse prese di posizioni sui ritardi nei mancati pagamenti di rimborsi e altre forme di sostegno a imprese, professionisti e disoccupati.

Ci saranno,piuttosto, anticipazioni degli orari di chiusura di alcune attività commerciali (si parla di bar e ristoranti) , di palestre, attività sportive e di altre situazioni che prevedono possibili assembramenti come fiere, mercati e raduni. E poi occorre tenere in considerazione i sindaci e le loro comunità. Protesta strumentale in piazza a Napoli, da condannare, la patata bollente non può essere lasciata solo nelle mani dei primi cittadini o dei comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica, soprattutto in quelle zone del BelPaese – da Nord a Sud- dove la precarietà e non solo economica sono di casa.

E citiamo in proposito le dichiarazioni rilasciate a Sky 24 dal ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, che ha affermato . “ Non è più il tempo di un “lockdown totale” come a marzo ma bisognerà “stringere molto di più” e saranno necessarie norme “molto rigorose e dure”, d’intesa con tutte le forze politiche” Una affermazione che raccoglie lo sfogo del presidente dell’Anci Antonio De Caro Decaro, che ha fatto appello all’unità per fronteggiare un “momento spaventoso”.

“Stato e Regioni non sono entità distinte – ha detto – troveremo in queste ore un’intesa per restringere ancora i bulloni, che vanno stretti. Abbiamo sconfitto la prima ondata con unità e collaborazione e anche stavolta sconfiggeremo il virus. A noi rappresentanti istituzionali, tutti, ai diversi livelli, tocca dimostrare la capacità di guidare le nostre comunità’’ . A questo aggiungiamo le valutazioni dell’ Istituto superiore di Sanità. L’ISS conferma che dentro le scuole il rischio di trasmissione del virus continua ad essere molto basso. Il Governo comunque, attendiamo nuova ordinanza, propende per un mezzo ripristino della fallimentare e alienante didattica a distanza per le medie superiori. Troppo facile. Il problema era ed è nella carenza dei trasporti. Governo evanescente e Regioni inconcludenti. E ritorniamo a monte: le Regioni, salvo poche lodevoli situazioni a macchia di leopardo e anche all’interno degli stessi territori, hanno dimostrato inconcludenza e protagonismi fuori luogo. Sono 50 anni di attività portati male. Il Governo dovrebbe rimettere mano al Titolo V. Le Regioni sono nate per programmare. Ma sono state per gran parte deludenti nella gestione dei servizi. Sanità, istruzione, trasporti e servizi in generale devono tornare nelle mani dello Stato. E l’epidemia da covid 19, con l’attesa per il businesse dei vaccini lo dimostra, eccome.