Pensare a male a volte ci si indovina, come ripeteva quella mente fine di ”Belzebù” Giulio Andreotti, che ne sapeva una più del diavolo. E allora, a valle di quanto scritto nel servizio https://giornalemio.it/politica/e-se-dietro-al-coronavirus-ci-fosse-una-guerra-economica/ , sorge spontaneo l’interrogativo sul perchè l’Italia sia stato il Paese, più colpito dal ceppo – virulento per quanto vogliamo- da coronavirus, grazie anche a una buona dose di autolesionismo, e guarda caso nelle regioni del Nord dove tradizionalmente l’economia è più forte? Mettendo da parte il destino crudele e le circostanze avverse andiamo subito al motivo economico o quantomeno di prospettiva economica. Abbiamo sottoscritto un accordo-memoradum preciso con la Cina per quella via della Seta nella movimentazione delle merci e nell’utilizzo dei porti, cosa che- ricordiamo- ha fatto subito storcere il muso agli Stati Uniti e al Presidente Donald Trump, che si è visto attenuare – se volete – la politica dei dazi sull’import dalla repubblica popolare cinese. Un accordo, quello sulla via della Seta, che aveva visto il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe o “Giuseppi” Conte- come scrisse su un tweet Trump- e il M5S sostenitori dell’intesa con Xi Ping, rispetto alle ”perplessità” della Lega di Matteo Salvini. E poi c’è la tecnologia del ” 5G” con la multinazionale Huawei accusata dagli Stati Uniti di voler minare la ”privacy” e la ”sicurezza” di cittadini e interessi americani, per via dell’accesso a dati sensibili. E il ”5G” ricordiamo in Italia è in sede avanzata di sperimentazione e attuazione e Matera, ex capitale europea della cultura 2019, con Bari è uno dei centri di attivazione del sistema con partner pubblici e privati, Huawei compresa. I conti a quanto pare tornano e con una ”manina” che ha favorito la punizione nei confronti del BelPaese.Virus ”sottratto” da un laboratorio militare o da un altro franco cinese? E la Francia, che ha contribuito e non poco a far saltare schemi ed equilibri nel Mediterraneo dove gli Usa con la Nato si sono eclissati o quasi, continua ad avere interlocutori e confronti su più tavoli : dalla Libia alla Turchia alla Russia, allo scopo di trarre vantaggi per la propria economia a cominciare da quella petrolifera. E la Francia, ricordiamo, sul caso immigrati ha scantonato oltre confine riaccompagnando i transfughi alla frontiera tricolore e ha mal tollerato il sostegno dato dal M5S alla protesta dei gilets gialli. Italia, dunque, da mettere da parte, oscurare, danneggiare, lavorando su un silenzio assenso su scala europea ( con quello patto con la Germania in crisi) e sullo scacchiere internazionale con gli Stati Uniti. Per cui…traete voi le conseguenze. A questo aggiungiamo che il Governo Conte, sorpreso o no, ha mostrato di essere estremamente operativo con l’attivazione di una task force nella lotta al contrasto al coronavirus . Nonostante, va rimarcato, si sia verificato un protagonismo deleterio di alcune regioni (c’è anche la nostra Basilicata, per le ultrachiacchierate ordinanze sulla mobilità so degli studenti) . Ma sull’economia il Governo ha toppato e non poco. Ci sarà voluta una task force per parare gli effetti del prevedibile isolamento internazionale o quasi con tante discriminazione, portate avanti artatamente per penalizzare la nostra economia a cominciare da quella turistica, con le città d’arte penalizzate, Matera compresa anche per l’assenza (voluta) di un piano strategico di settore a vantaggio di una economia dalle mani libere. E così gli annunci da provvedimenti da “febbre da cavallo’’ per ora sono sul tavolo: cassa integrazione allargata nelle zone rosse, congelamento del pagamento delle imposte, flessibilità con l’Unione europea sull’annosa vicenda dei conti’’ e altro che potrebbe servire a lenire le oggettive difficoltà delle imprese che hanno fruito, da poco, dello slittamento della fiera di Milano nel settore del mobile imbottito. Ma non basta. Serve trovare la quadra dentro il governo e fuori, con i suggerimenti delle opposizioni. Decreti? Vediamo. Ma non tutti i mali, e citiamo ancora una volta Giulio Andreotti, vengono per nuocere. La vicenda Coronavirus è servita ad allentare la morsa sui dissidi nel governo procurati dall’inaffidabile (non lo diciamo noi) Matteo Renzi, fautore dell’attuale governo con M5S e PD, e poi smarcatosi con Italia Viva per le “sue ragioni’’ su questioni non vitali come quello della prescrizione. C’è dell’altro che cova sotto la cenere per un partito che veleggia intorno al 4 per cento e che riguarda tutto il governo. Va completato il panorama delle nomine negli enti di Stato e Parastato, si dovrà mettere mano alla riforma della giustizia e a quella elettorale, con prevedibili mal di pancia tra quanti sperano -dentro e fuori il governo- a un ritorno al proporzionale puro. E poi c’è l’appuntamento per la elezione del capo dello Stato, con le consuete alleanze trasversali da mandarini cinesi…Altro che via della Seta e sindrome da virus a corona. Il presidente del consiglio dei ministri ( il premierato in Italia non esiste) continua a ripetere che il nostro non è un Paese ‘’infetto’’ e che occorrerà una grande campagna di comunicazione all’estero. Per ora c’è solo Amadeus che su scala nazionale invita ad adottare “piccoli accorgimenti’’ per non contagiare o farsi contagiare. Ma forse servirebbe una canzone, magari in duo con Orietta Berti. Quale? Fin che la barca va…va benissimo. Tanto più che si attende che la situazione decanti. Due, tre settimane -dicono gli ottimisti- e poi verso la normalità. Ci sono gli europei di calcio, le olimpiadi e via elencando.