Con lo slogan “Le idee non vanno in quarantena” i Verdi, insieme a Volt, il PSI, ed ai movimenti civici “Matera Civica”, “Comunità Materana” e “Tempo di Matera” promosse rispettivamente dai consiglieri comunali Manicone e Sansone, da Pasquale Doria e da Patrizia Minardi, in un contesto cittadino e nazionale caratterizzato dall’incertezza, hanno deciso di confrontarsi su LAVORO e FUTURO per la Città di Matera, coinvolgendo studiosi, esperti ed i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori.

In un momento difficile per la città- si legge in una nota– oltre a fare di tutto per evitare la diffusione del contagio ed i relativi effetti sul già fragile sistema socio sanitario della Basilicata, come forze civiche, movimenti, partiti, sentiamo con forza la necessità di costruire e tenere aperta una piazza virtuale di discussione sul futuro della città di Matera.

Per essere strumento utile di dialogo, nei prossimi giorni promuoveremo un forum on line, attraverso i maggiori canali social, per offrire al maggior numero possibile di cittadini la possibilità di ascoltare ed essere ascoltati, in assenza di una piazza fisica, ma con voglia immutata di contribuire a quello che sarà il mondo quando questa esperienza sarà finita.

Prevedibilmente ed auspicabilmente vi sarà un aumento di attenzione verso i temi della qualità dell’aria, della sostenibilità alimentare, e per la valorizzazione delle filiere corte, oltre che maggiore consapevolezza dell’importanza di contenere il consumo di suolo o riflettere sul settore socio sanitario e della scuola.

Ma potremmo anche iniziare a considerare le migliaia di lavoratori e studenti rientrati dal centro nord, come un bagaglio di competenze per risollevare i nostri comuni dall’estinzione demografica cui sarebbero condannati a prescindere dal coronavirus.

I temi del confronto non mancano e la volontà è discutere on line insieme a studiosi ed esperti, oltre che ai rappresentanti delle imprese e dei lavoratori. Insistiamo sul termine “lavoro” per la ragione che se un tempo era considerata una punizione di biblica memoria, nel tempo, da castigo è diventato un privilegio.

Quando l’emergenza sarà cessata, immaginiamo che questo termine assuma la giusta centralità affidata dalla nostra Carta costituzionale.

Sarà sicuramente diverso, ma non perderà il suo fine: quello di socializzare, maturare e di realizzarsi.”