Un voto trasversale nel parlamento dell’ Unione europea per una risoluzione di condanna comune dopo 80 anni di nazismo e comunismo, partita dal patto Molotov – Von Ribbentropp, e che mette dentro di tutto falsando la storia, unendo dittature, genocidi, invasioni, guerre che tra date e protagonismi lasciano per strada buche, proteste e tante perplessità.

E i nodi vengono al pettine, a meno che la calvizie non lasci passare tutto e il contrario di tutto come i palesi ”falsi” sulle forzature, di una memoria condivisa estremamente elastica che non convince. Una cosa sono le condanne su genocidi, dittature, prevaricazioni, soppressione di diritti e libertà – sul quale giudizi e condanne sono condivisibili- e un’altra è ignorare quello che le forze alleate, i processi di Norimberga, storici, analisti, fotografi, reduci hanno descritto e riportato.

Sull’argomento interviene con un duro giudizio Francesco Calculli, fedele alla linea per convinzione e conoscenza analitica di fatti, testi e protagonisti dal “Capitale’’ di Marx ed Engels alla Rivoluzione di Ottobre fino alla storia del Comunismo di casa nostra e in altri Paesi, curatore del Museo Museo Storia Del Comunismo Italiano e Internazionale e Della Resistenza Antifascista Di Matera .

Se a Strasburgo vogliono saperne di più che invitino per un audizione Francesco, disponibile a raccontare la Storia come è andata. Pronti con le traduzioni simultanee?
Cita Thomas Mann :“Collocare sul medesimo piano il comunismo e il nazifascismo , nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo”.

 

IL COMMENTO DI FRANCESCO CALCULLI

L’assurda e becera risoluzione europea che accomuna nazismo e comunismo. l’UE ha veramente toccando il fondo, arrivando a falsificare la storia, pur di compiacere i regimi nazionalisti e xenofobi dell’Europa dell’est, e i soliti revisionisti socialdemocratici.”

Il 19 settembre 2019 il Parlamento europeo ha approvato una mozione che mette sullo stesso piano in nome di una INVENTATA memoria condivisa il nazionalsocialismo e il comunismo. Ma la mozione, non comprende la complessità della Storia del Comunismo, e sopratutto l’enorme contributo dato dai comunisti nella lotta contro il nazifascismo, e per la costruzione di una nuova e migliore civiltà.

Lo scrittore Thomas Mann cosi scriveva nel 1942.“Collocare sul medesimo piano il comunismo e il nazifascismo , nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben ritenersi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già fascista, e di certo solo in modo apparente e insincero combatterà il fascismo, mentre riserverà tutto il suo odio contro il comunismo”.

Mann che teneva a precisare di non essere comunista, sosteneva che la differenza, risiedeva nel fatto che il comunismo “ha delle connessioni a ideali di umanità e di un futuro migliore, mentre il nazismo è semplicemente diabolico”.

Il testo della risoluzione è una imbarazzante impostura storiografica, in cui non solo viene omesso in modo capzioso il ruolo decisivo svolto dall’Urss per sconfiggere la Germania nazista e i regimi collaborazionisti, e pagando il contributo più alto in vite umane con più di 20 milioni di morti, di cui 13 milioni di militari, 6 milioni di civili , e quasi 3 milioni di ebrei, subendo distruzioni materiali che non avevano confronto con le altre nazioni vincitrici; ma l’assurdità più clamorosa è affermare impunemente in più passaggi della risoluzione, che la Seconda Guerra Mondiale è iniziata come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop.

Questa affermazione non solo omette che l’Urss tentò ripetutamente di dar vita ad un’alleanza antinazista con gli stati capitalisti, Francia e Gran Bretagna su tutti, ricevendo solo risposte vaghe e finendo, come nei casi spagnolo o cecoslovacco, isolata, ma si basa su una inconfutabile falsità: la guerra scoppiò per l’invasione tedesca della Polonia, come conseguenza del vile e infame Trattato di Monaco del 29 settembre 1938, con cui di fatto i capi di governo di Francia e Inghilterra consegnarono la Cecoslovacchia a Hitler!

Per ristabilire la verità storica si deve anche dire che la divisione dell’Europa in due non fu responsabilità esclusiva di Mosca, ma vide le potenze occidentali in campo per instaurare e mantenere mediante colpi di stato militari, spietati regimi fascisti nell’area di propria influenza.Si pensi alla Grecia, alla Spagna, e al Portogallo, senza tirare in ballo i crimini pianificati a tavolino dalla rete della controguerriglia Nato in America Latina, e gli orrendi genocidi perpetrati da Pinochet in Cile, e dalla giunta militare di Videla in Argentina fino agli anni ottanta inoltrati.

E’ davvero avvilente che il testo della risoluzione sia stato votato dalla grande maggioranza degli europarlamentari italiani, tra cui molti esponenti del partito democratico, incluso il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, a cui probabilmente andrebbe insegnata la storia del partito a cui appartiene!

Ed è ancora più avvilente, anzi ripugnante equiparare Marx a Hitler, Gramsci a Mussolini, Lenin al Caudillo Franco, Rosa Luxemburg a Magda Goebbels, Giuseppe di Vittorio allo squadrista Farinacci, gli eroici soldati dell’Armata Rossa alle SS Naziste, i valorosi partigiani delle Brigate Garibaldi ai fascisti di Salò.

NOI A QUESTA MISTIFICAZIONE DENIGRATORIA DELLA STORIA DEL COMUNISMO CI OPPORREMO SEMPRE CON LE “ARMI DELLA CULTURA”, ANCHE A COSTO DI FARE DELLA CASA MUSEO L’ULTIMO BALUARDO DELLA CONOSCENZA STORICA DEL COMUNISMO IN ITALIA E IN EUROPA! E CONTINUEREMO INCESSANTEMENTE A PRESERVARE LA STRAORDINARIA MEMORIA COLLETTIVA DEI TANTI UOMINI E DONNE CHE HANNO LOTTATO PER LA REALIZZAZIONE DELL’IDEALE COMUNISTA, CONTRO TUTTE LE FALSIFICAZIONI STORICHE CHE SI VORREBBERO LEGITTIMARE IN NOME DI UNA INESISTENTE MEMORIA CONDIVISA. L’UNICA COSA CONDIVISA, COME DIMOSTRA LA BISLACCA RISOLUZIONE EUROPEA, E’ L’OBLIO!!!

F. CALCULLI

E LA MOZIONE APPROVATA DAL PARLAMENTO EUROPEO

Giovedì 19 settembre 2019 – Strasburgo Edizione provvisoria
Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa P9_TA-PROV(2019)0021 RC-B9-0097/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa (2019/2819(RSP))

Il Parlamento europeo,
– visti i principi universali dei diritti umani e i principi fondamentali dell’Unione europea in quanto comunità basata su valori comuni,
– vista la dichiarazione rilasciata dal primo Vicepresidente Timmermans e dalla Commissaria Jourová il 22 agosto 2019, alla vigilia della Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari,
– vista la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite adottata il 10 dicembre 1948,
– vista la sua risoluzione del 12 maggio 2005 sul sessantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, l’8 maggio 1945(1),
– vista la risoluzione 1481 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, del 26 gennaio 2006, relativa alla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi totalitari comunisti,
– vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(2),
– vista la Dichiarazione di Praga sulla coscienza europea e il comunismo, adottata il 3 giugno 2008,
– vista la sua dichiarazione sulla proclamazione del 23 agosto come Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo, approvata il 23 settembre 2008(3),
– vista la sua risoluzione del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo(4),
– vista la relazione della Commissione del 22 dicembre 2010 sulla memoria dei crimini commessi dai regimi totalitari in Europa (COM(2010)0783),
– viste le conclusioni del Consiglio del 9-10 giugno 2011 sulla memoria dei crimini commessi dai regimi totalitari in Europa,
– vista la Dichiarazione di Varsavia del 23 agosto 2011 sulla Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari,
– vista la dichiarazione congiunta del 23 agosto 2018 dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea per commemorare le vittime del comunismo,
– vista la sua storica risoluzione sulla situazione in Estonia, Lettonia e Lituania, approvata il 13 gennaio 1983 in risposta al cosiddetto “appello baltico”, presentato da 45 cittadini di detti paesi,
– viste le risoluzioni e le dichiarazioni sui crimini dei regimi totalitari comunisti, adottate da vari parlamenti nazionali,
– visto l’articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,
A. considerando che quest’anno si celebra l’ottantesimo anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale, che ha causato sofferenze umane fino ad allora inaudite e ha portato all’occupazione di taluni paesi europei per molti decenni a venire;
B. considerando che ottanta anni fa, il 23 agosto 1939, l’Unione Sovietica comunista e la Germania nazista firmarono il trattato di non aggressione, noto come patto Molotov-Ribbentrop, e i suoi protocolli segreti, dividendo l’Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse, il che ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale;
C. considerando che, come diretta conseguenza del patto Molotov-Ribbentrop, seguito dal “trattato di amicizia e di frontiera” nazi-sovietico del 28 settembre 1939, la Repubblica polacca fu invasa prima da Hitler e due settimane dopo da Stalin, eventi che privarono il paese della sua indipendenza e furono una tragedia senza precedenti per il popolo polacco; che il 30 novembre 1939 l’Unione Sovietica comunista iniziò una guerra aggressiva contro la Finlandia e nel giugno 1940 occupò e annesse parti della Romania, territori che non furono mai restituiti, e annesse le Repubbliche indipendenti di Lituania, Lettonia ed Estonia;
D. considerando che, dopo la sconfitta del regime nazista e la fine della Seconda guerra mondiale, alcuni paesi europei sono riusciti a procedere alla ricostruzione e a intraprendere un processo di riconciliazione, mentre per mezzo secolo altri paesi europei sono rimasti assoggettati a dittature, alcuni dei quali direttamente occupati dall’Unione sovietica o soggetti alla sua influenza, e hanno continuato a essere privati della libertà, della sovranità, della dignità, dei diritti umani e dello sviluppo socioeconomico;
E. considerando che, sebbene i crimini del regime nazista siano stati giudicati e puniti attraverso i processi di Norimberga, vi è ancora un’urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature;
F. considerando che in alcuni Stati membri la legge vieta le ideologie comuniste e naziste;
G. considerando che, fin dall’inizio, l’integrazione europea è stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha portato all’Olocausto, e all’espansione dei regimi comunisti totalitari e antidemocratici nell’Europa centrale e orientale, nonché un mezzo per superare profonde divisioni e ostilità in Europa attraverso la cooperazione e l’integrazione, ponendo fine alle guerre e garantendo la democrazia sul continente; che per i paesi europei che hanno sofferto a causa dell’occupazione sovietica e delle dittature comuniste l’allargamento dell’UE, iniziato nel 2004, rappresenta un ritorno alla famiglia europea alla quale appartengono;
H. considerando che occorre mantenere vivo il ricordo del tragico passato dell’Europa, onde onorare le vittime, condannare i colpevoli e gettare le basi per una riconciliazione fondata sulla verità e la memoria;
I. considerando che la memoria delle vittime dei regimi totalitari, il riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo, nonché la sensibilizzazione a tale riguardo, sono di vitale importanza per l’unità dell’Europa e dei suoi cittadini e per costruire la resilienza europea alle moderne minacce esterne;
J. considerando che trent’anni fa, il 23 agosto 1989, ricorreva il cinquantesimo anniversario del patto Molotov-Ribbentrop e le vittime dei regimi totalitari sono state commemorate nella Via Baltica, una manifestazione senza precedenti cui hanno partecipato due milioni di lituani, lettoni ed estoni, che si sono presi per mano per formare una catena umana da Vilnius a Tallinn, passando attraverso Riga;
K. considerando che, nonostante il 24 dicembre 1989 il Congresso dei deputati del popolo dell’URSS abbia condannato la firma del patto Molotov-Ribbentrop, oltre ad altri accordi conclusi con la Germania nazista, nell’agosto 2019 le autorità russe hanno negato la responsabilità di tale accordo e delle sue conseguenze e promuovono attualmente l’interpretazione secondo cui la Polonia, gli Stati baltici e l’Occidente sarebbero i veri istigatori della Seconda guerra mondiale;
L. considerando che la memoria delle vittime dei regimi totalitari e autoritari, il riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo, nonché la sensibilizzazione a tale riguardo, sono di vitale importanza per l’unità dell’Europa e dei suoi cittadini e per costruire la resilienza europea alle moderne minacce esterne;
M. considerando che gruppi e partiti politici apertamente radicali, razzisti e xenofobi fomentano l’odio e la violenza all’interno della società, per esempio attraverso la diffusione dell’incitamento all’odio online, che spesso porta a un aumento della violenza, della xenofobia e dell’intolleranza;
1. ricorda che, come sancito dall’articolo 2 TUE, l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; rammenta che questi valori sono comuni a tutti gli Stati membri;
2. sottolinea che la Seconda guerra mondiale, il conflitto più devastante della storia d’Europa, è iniziata come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop, e dei suoi protocolli segreti, in base ai quali due regimi totalitari, che avevano in comune l’obiettivo di conquistare il mondo, hanno diviso l’Europa in due zone d’influenza;
3. ricorda che i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità, e rammenta l’orrendo crimine dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista; condanna con la massima fermezza gli atti di aggressione, i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari;
4. esprime il suo profondo rispetto per ciascuna delle vittime di questi regimi totalitari e invita tutte le istituzioni e gli attori dell’UE a fare tutto il possibile per garantire che gli orribili crimini totalitari contro l’umanità e le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani siano ricordati e portati dinanzi ai tribunali, nonché per assicurare che tali crimini non si ripetano mai più; sottolinea l’importanza di mantenere vivo il ricordo del passato, in quanto non può esserci riconciliazione senza memoria, e ribadisce la sua posizione unanime contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia;
5. invita tutti gli Stati membri dell’UE a formulare una valutazione chiara e fondata su principi riguardo ai crimini e agli atti di aggressione perpetrati dai regimi totalitari comunisti e dal regime nazista;
6. condanna tutte le manifestazioni e la diffusione di ideologie totalitarie, come il nazismo e lo stalinismo, all’interno dell’Unione;
7. condanna il revisionismo storico e la glorificazione dei collaboratori nazisti in alcuni Stati membri dell’UE; è profondamente preoccupato per la crescente accettazione di ideologie radicali e per il ritorno al fascismo, al razzismo, alla xenofobia e ad altre forme di intolleranza nell’Unione europea ed è turbato dalle notizie di collusione di leader politici, partiti politici e forze dell’ordine con movimenti radicali, razzisti e xenofobi di varia denominazione politica in alcuni Stati membri; invita gli Stati membri a condannare con la massima fermezza tali accadimenti, in quanto compromettono i valori di pace, libertà e democrazia dell’UE;
8. invita tutti gli Stati membri a celebrare il 23 agosto come la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari a livello sia nazionale che dell’UE e a sensibilizzare le generazioni più giovani su questi temi inserendo la storia e l’analisi delle conseguenze dei regimi totalitari nei programmi didattici e nei libri di testo di tutte le scuole dell’Unione; invita gli Stati membri a promuovere la documentazione del tragico passato europeo, ad esempio attraverso la traduzione dei lavori dei processi di Norimberga in tutte le lingue dell’UE;
9. invita gli Stati membri a condannare e contrastare ogni forma di negazione dell’Olocausto, compresa la banalizzazione e la minimizzazione dei crimini commessi dai nazisti e dai loro collaboratori, e a prevenire la banalizzazione nei discorsi politici e mediatici;
10. chiede l’affermazione di una cultura della memoria condivisa, che respinga i crimini dei regimi fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari del passato come modalità per promuovere la resilienza alle moderne minacce alla democrazia, in particolare tra le generazioni più giovani; incoraggia gli Stati membri a promuovere l’istruzione attraverso la cultura tradizionale sulla diversità della nostra società e sulla nostra storia comune, compresa l’istruzione in merito alle atrocità della Seconda guerra mondiale, come l’Olocausto, e alla sistematica disumanizzazione delle sue vittime nell’arco di alcuni anni;
11. chiede inoltre che il 25 maggio (anniversario dell’esecuzione del comandante Witold Pilecki, eroe di Auschwitz) sia proclamato “Giornata internazionale degli eroi della lotta contro il totalitarismo”, in segno di rispetto e quale tributo a tutti coloro che, combattendo la tirannia, hanno reso testimonianza del loro eroismo e di vero amore nei confronti dell’umanità, dando così alle future generazioni una chiara indicazione dell’atteggiamento giusto da assumere di fronte alla minaccia dell’asservimento totalitario;
12. invita la Commissione a fornire un sostegno effettivo ai progetti di memoria e commemorazione storica negli Stati membri e alle attività della Piattaforma della memoria e della coscienza europee, nonché a stanziare risorse finanziarie adeguate nel quadro del programma “Europa per i cittadini” per sostenere la commemorazione e il ricordo delle vittime del totalitarismo, come indicato nella posizione del Parlamento sul programma “Diritti e valori” 2021-2027;
13. dichiara che l’integrazione europea, in quanto modello di pace e di riconciliazione, è il frutto di una libera scelta dei popoli europei, che hanno deciso di impegnarsi per un futuro comune, e che l’Unione europea ha una responsabilità particolare nel promuovere e salvaguardare la democrazia e il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, sia all’interno che all’esterno del suo territorio;
14. sottolinea che, alla luce della loro adesione all’UE e alla NATO, i paesi dell’Europa centrale e orientale non solo sono tornati in seno alla famiglia europea di paesi democratici liberi, ma hanno anche dato prova di successo, con l’assistenza dell’UE, nelle riforme e nello sviluppo socioeconomico; sottolinea, tuttavia, che questa opzione dovrebbe rimanere aperta ad altri paesi europei, come previsto dall’articolo 49 TUE;
15. sostiene che la Russia rimane la più grande vittima del totalitarismo comunista e che il suo sviluppo in uno Stato democratico continuerà a essere ostacolato fintantoché il governo, l’élite politica e la propaganda politica continueranno a insabbiare i crimini del regime comunista e ad esaltare il regime totalitario sovietico; invita pertanto la società russa a confrontarsi con il suo tragico passato;
16. è profondamente preoccupato per gli sforzi dell’attuale leadership russa volti a distorcere i fatti storici e a insabbiare i crimini commessi dal regime totalitario sovietico; considera tali sforzi una componente pericolosa della guerra di informazione condotta contro l’Europa democratica allo scopo di dividere l’Europa e invita pertanto la Commissione a contrastare risolutamente tali sforzi;
17. esprime inquietudine per l’uso continuato di simboli di regimi totalitari nella sfera pubblica e a fini commerciali e ricorda che alcuni paesi europei hanno vietato l’uso di simboli sia nazisti che comunisti;
18. osserva la permanenza, negli spazi pubblici di alcuni Stati membri, di monumenti e luoghi commemorativi (parchi, piazze, strade, ecc.) che esaltano regimi totalitari, il che spiana la strada alla distorsione dei fatti storici circa le conseguenze della Seconda guerra mondiale, nonché alla propagazione di regimi politici totalitari;
19. condanna il fatto che forze politiche estremiste e xenofobe in Europa ricorrano con sempre maggior frequenza alla distorsione dei fatti storici e utilizzino simbologie e retoriche che richiamano aspetti della propaganda totalitaria, tra cui il razzismo, l’antisemitismo e l’odio nei confronti delle minoranze sessuali e di altro tipo;
20. esorta gli Stati membri ad assicurare la loro conformità alle disposizioni della decisione quadro del Consiglio, in modo da contrastare le organizzazioni che incitano all’odio e alla violenza negli spazi pubblici e online, nonché a vietare di fatto i gruppi neofascisti e neonazisti e qualsiasi altra fondazione o associazione che esalti e glorifichi il nazismo e il fascismo o qualsiasi altra forma di totalitarismo, rispettando nel contempo l’ordinamento giuridico e le giurisdizioni nazionali;
21. sottolinea che il tragico passato dell’Europa dovrebbe continuare a fungere da ispirazione morale e politica per far fronte alle sfide del mondo odierno, come la lotta per un mondo più equo e la creazione di società aperte e tolleranti e di comunità che accolgano le minoranze etniche, religiose e sessuali, facendo in modo che tutti possano riconoscersi nei valori europei;
22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alla Duma russa e ai parlamenti dei paesi del partenariato orientale.