Liberi di fare e di scegliere come ci pare. La nota di Vincenzo Viti, ex parlamentare DC della 1^ Repubblica ed esponente dell’area renziana del Pd materano e di Basilicata, non lascia dubbi su quanto sia difficile per il segretario regionale Antonio Luongo tentare di rimettere insieme i cocci di un partito che va avanti con la radicalizzazione delle correnti e delle individualità. E questo nonostante la presa di posizione dell’area renziana regionale a riaprire il dibattito dopo lo “strappo” di Matera, che è destinato a lasciare strascichi a futura memoria.

Lo conferma la nota diffusa nelle scorse ore, preceduta dalla votazione per acclamazione a candidato sindaco di Salvatore Adduce, da parte della maggioranza bersaniana e dell’area chiurazziana e altri, ma in assenza dei renziani locali come era accaduto qualche giorno prima nella direzione regionale. Inutile la richiesta di Antonio Luongo per un breve rinvio.  Strappo consumato, seguito dalle dimissioni del segretario cittadino Cosimo Muscaridola nelle mani della segreteria regionale, con la puntualizzazione sulla futura guida della Fondazione Basilicata Matera 2019.

Una decisione che ha aperto, qualora ce ne fosse stato bisogno, un ventaglio di commenti e polemiche su quanto accaduto negli ultimi anni nella Città dei Sassi e sul protagonismo di consiglieri e consigliori nella gestione di un partito che quasi mai ha dato segni di unità: dal mancato rinnovo della tessera di Angelo Cotugno e Tina Santochirico alle fibrillazioni, alle spaccature in consiglio comunale, frutto di problemi di rappresentatività o di ”visibilità” a vari livelli o di poteri decisionali, che affondano le radici nelle decisioni prese su tavoli ragionali nelle elezioni precedenti che portarono alla sconfitta del candidato Franco Dell’Acqua, a vantaggio di una coalizione di centrodestra e civiche guidata da Emilio Nicola Buccico, e cinque anni fa alla vittoria risicata al ballottaggio di Salvatore Adduce su Angelo Tosto in rappresentanza di un cartello di liste civiche.

Da allora problemi di dialogo e di rappresentatività irrisolti con tante prove di forza che hanno radicalizzato posizioni e situazioni. A questo aggiungiamo la perdita di funzioni della Città dei Sassi a vantaggio di un  accentramento decisionale operativo in altra sede.

«Non so -ha scritto Vincenzo Viti- chi possa ritenersi soddisfatto o condividere quello che viene rappresentato come un “compromesso” straordinario che sanerebbe le divisioni interne al Pd». «Si è consumata una forzatura addirittura collegata ad una “missione”: quella di salvare una candidatura verso la quale per la verità non avevamo manifestato preclusioni, se non sostenendo la causa di un radicale ed effettivo rinnovamento nella compagine amministrativa e nella governance, proprio perché non sottovalutavamo le diffuse criticità e le larghe riserve presenti nel Pd e nella società civile. La forzatura che si è voluta determinare in una atmosfera kafkiana  ha spaccato il Pd, ha compromesso la ricerca di una soluzione condivisa in nome del rinnovamento e della qualità e ha finito con lo sfarinare il centrosinistra: un effetto straordinario».

«L’azzeramento del comitato cittadino, del quale si favoleggia – secondo Viti – appare una ipotesi nebulosa e viene venduto come l’effetto di una composizione che non c’è e non potrebbe  esserci. Inoltre la separazione nelle responsabilità di guida fra Comune e Fondazione, poi, verrebbe affidata a tempi e soluzioni aleatorie, mentre si continua a operare nel segno di una continuità che non condividiamo. Non mi pare che esistano,perciò, allo stato degli atti, alternative all’assunzione di una piena libertà di coscienza e di scelta: nell’interesse della città e delle sfide vere che la attendono».

 Parole chiare che aprono a nuovi scenari e alle tentazioni di una parte dell’elettorato di centro sinistra di optare per altre scelte come accaduto a valle della presentazione dei candidati delle liste del movimento Matera 2020. Le primarie libere del 22 marzo prossimo, per la scelta del candidato sindaco tra Maria Rita Iaculli, Venanzia Rizzi, Raffaello De Ruggieri e Massimiliano Amenta potrebbe dare un segnale preciso sui possibili movimenti dell’elettorato, e non solo di una parte del centro sinistra, verso nuove aggregazioni.

 

La ufficializzazione della candidatura a sindaco di Angelo Tortorelli, imprenditore e presidente della Camera di commercio, che guiderà con tre liste il movimento ‘’Osiamo’’, aggiunge un ulteriore momento  di confronto e di dibattitto per le prossime amministrative.  E non è escluso che altre civiche scendano in campo con Franco Stella, ex presidente della Provincia di Matera.

 

Tanta autonomia sembra mettere in un angolo i partiti tradizionali, lacerati da protagonismo e correntismo. A meno che dal cappello a cilindro della politica responsabile, scomparsa da troppo tempo, non venga fuori una soluzione che faccia fare un passo indietro e due avanti ma evitando il percorso scontato del “prima vinciamo tutti insieme’’ e poi vediamo. Forse non c’è tempo e l’esperienza insegna che quel modo di fare ha procurato delusioni, aspettative e contraccolpi negativi sulla stabilità dei governi territoriali. Quel qualcuno, come ipotizza Radio Fante, potrebbe essere il presidente della giunta regionale Marcello Pittella. Ma non si escludono ‘’ritiri’’ spirituali tra i vari attori e protagonisti dello scenario politico locale e regionale.