Venti per te, venti per me…ooh”  come si usava per il gioco della morra, oppure “ Venti, venti …e venti’’ nella conta dei punti per le “carte a lunga” nel gioco della scopa: due modi gestuali e rituali della tradizione popolare materana, che  tornano bene anche in campagna elettorale in vista delle elezioni comunali del 17 maggio 2015.

Il movimento “Matera 2020’’ con la designazione dei cinque candidati sindaci alle primarie libere (il forzista Adriano Pedicini  ha rinunciato alla vigilia dopo aver appreso della autorevole candidatura di Raffaello De Ruggieri), e la presentazione del programma al Teatro Duni sulla “città che sale” si appresta, come annunciato, a coinvolgere nella prova di voto i potenziali elettori nella prova del 22 febbraio.

Sulla scheda i nomi di Raffaello De Ruggieri, presidente della Fondazione Zetema, che a 80 anni ribadisce- dopo aver sciolto la riserva- di voler scendere in campo per la città e per il suo futuro da legare al passato, di Maria Rita Iaculli funzionario prefettizio con una lunga esperienza nella gestione amministrativa di città grandi e piccole (l’ultima è Trani), Venanzia Rizzi architetto che opera tra Matera e la Finlandia, Massimiliano Amenta professionista e  con un impegno dinamico in “Matera Si Muove” e Antonio Serravezza, imprenditore e animatore di una accorsata pagina facebook legata all’identità materana.

Chi vincerà?

Per gli organizzatori …la città, con la sua voglia di rinnovamento nel segno di un programma sulle cose da fare e su una squadra da costruire. Mica facile e poi occorre utilizzare lo shaker del barman per preparare il cocktail del nuovo governo cittadino. Esperienza, dinamismo, scelta di priorità e, se possibile, largo ai giovani accanto a esperti navigatori. Per saperlo dovremo attendere  i programmi e la scelta del  candidato sindaco dal novero della primarie aperte,che –come hanno annunciato dal movimento Matera 2020- si annunciano come improntate alla trasparenza. Le consultazioni dirette rappresentano sulla carta uno strumento democratico di partecipazione e scelta, anche se le esperienze passate  del centrosinistra  dopo gli entusiasmi iniziali hanno portato a delusioni e a perplessità, in quanto quelle prove hanno finito con il  ridursi a una conta di correnti e a procurare polemiche sulle modalità di partecipazione.

Altrove si è arrivati a mettere in dubbio l’opportunità che debbano svolgersi. In Basilicata siamo al “ni’’ con  il tormentone se ricandidare o no il sindaco in carica Salvatore Adduce facendo valere, a seconda delle correnti di pensiero, il risultato conseguito con Matera 2019.

Una questione irrisolta e che è fonte di distinguo, critiche e polemiche più o meno costruttive, che passa ai raggi X impostazioni, contenuti, organigrammi e prospettive. Si attende che  la segreteria regionale del Pd, convocata per il 5 marzo a Potenza, fornisca lumi per non perdere altro tempo. Per le primarie pare non ci ce ne sia molto  e nemmeno per i tentativi di soluzione bonaria come quello -andato a vuoto- di tirare nella nuova giunta regionale del presidente Marcello Pittella, in cantiere per  giugno, Salvatore Adduce e Luca Braia espressioni delle anime bersaniane e renziste del partito democratico.  Questione di garanzie, di opportunità? Finora nulla da fare a meno che la quadratura del cerchio non venga fuori con scelte, o rinunce, che accontentino tutto e tutti, dopo gli inascoltati appelli a fare un passo indietro per farne due avanti.

Un aiuto potrebbe venire dalla primarie aperte delle civiche, che potrebbero accelerare -tra potenziali sondaggi sul candidato forte trasversale di Matera 2020- le scelte in casa Pd. Una sorta di “cavallo di Troia’’ a metà tra il reale e il virtuale che frulla nelle menti degli strateghi della realpolitik, come pure l’ipotesi di un cavallo vincente del centrosinistra che potrebbe calare l’asso pigliatutto in campagna elettorale con una o più liste collegate, tanto sparigliare le carte al primo turno.

Ma siamo all’alchimia della politica che tiene conto degli  insegnamenti di esperienze passate nella stessa Città dei Sassi. Sette anni fa premiò la vittoria della coalizione di centrodestra e di civiche guidate dal Emilio Nicola Buccico, e poi –dopo la breve esperienza commissariale –Salvatore Adduce  con un vittoria per una incollatura su Angelo Tosto, alla guida di una coalizione di liste civiche. Insomma una strategia a rimescolare le carte per poi passare all’incasso, contando sull’unghia “Venti, venti e venti…’’come si fa nel gioco della scopa per i punti delle carte a lunga. Se così fosse dovremo aspettarci il record di liste e di candidati per le amministrative di maggio. Nel frattempo ha rotto gli indugi il consigliere Giovanni Angelino (gruppo Misto) che ha annunciato la sua ricandidatura anche per il quinquennio 2015-2020.

Numero magico, il 20,  che nella cabala indica “la festa’’ ma anche “I pianeti… il favore del cielo ma anche il castigo per aver deviato dalla retta via’’. Se lo dicono gli astri, per chi ci crede, e allora in campagna elettorale ci dovrà essere anche la cartomante. Via con gli oroscopi, allora, e buona campagna elettorale con uno spacca famiglie inevitabile tra tante promesse, pacche sulle spalle e caffè pagati. A proposito, anche nei fondi delle tazzine c’è l’aroma del successo. Chiedetelo al barista e lasciate con fiducia il vostro santino…finirà nella bacheca del collezionista o in quella virtuale dei social forum.