Se regioni come Lombardia (con Milano sorvegliata speciale), Campania, Liguria, Lazio e Valle d’Aosta e in parte la provincia autonoma di Bolzano continuano a mantenere una situazione ‘’seria’’ quanto a contagi e a ricoveri in ospedale da virus a corona( tanto da far temere, qualora la situazione non dovesse migliorare, possibili chiusure dei territori) è davvero spropositato l’allarme ‘’a macchia di leopardo’’ per altre zone del BelPaese, Basilicata compresa. E’ chiaro che sull’argomento ‘’epidemia’’ da covid 19 il mondo è alle prese con un problema globale, e che siamo tutti sulla stessa barca, ma la spinta, i rumors, sottintesi o espliciti, ad avviarci tutti con rassegnazione verso la ‘’fase 4’’ di chiusura totale da ‘’confinamento domiciliare’’ proprio non ci convince. Sia perché veniamo da una fase, quella estiva, da ‘’maglie larghe’’ dove si è fatto finta di nulla e senza adottare le misure di prevenzione del caso (dai tamponi obbligatori per quanti hanno viaggiato all’estero alle assunzioni di personale mediche all’allestimento di spazi di cura e prevenzione) e sia perché prima di giungere a una eventuale chiusura totale, prima o a ridosso di Natale, occorre ‘chiudere’’ le zone dove l’epidemia è di casa o ribolle. E guarda caso, coincidenze?, si tratta degli stessi Comuni e degli stessi luoghi come residenze sanitarie assistite e via elencando. Lo diciamo, perché, accanto all’emergenza sanitaria c’è quella sociale ed economica e si ha bisogno di ‘sostegni’ finanziari a fondo perduto – immediati- per salvare le attività sane. A cominciare da quelle con partite Iva. Mentre resta ‘’indefinita’’ la situazione del vasto comparto del sommerso, del lavoro nero che rappresenta una voce ‘’fluida’ di Prodotto interno lordo. Siamo seri. E niente allarmismi fuori luogo, sulla spinta di verifiche politiche nazionali o locali che puntano ad altro. Come certe campagne pubblicitarie di ritorno. Tanta farina per fare focacce…Basta. Ne abbiamo a nausea, come tutte le aspettative spesso strumentali sul vaccino che ci appresteremmo a trovare sotto l’albero di Natale. Noi siamo per l’Epifania e per il passo lento e saggio dei Magi.