‘Tutti d’accordo sulla necessità di non perdere occasioni irripetibili come i 209 miliardi di euro del ”recovery” fund che l’Unione Europa ci concederà per quattro anni e per ridurre il ”gap” tra Nord e Sud ”depredato” di risorse pari al 34 per cento…e con 5-6 punti indietro rispetto al Nord. Ma sul metodo e sulle priorità, se non c’è unità di intenti, il divario rischia di aumentare sopratutto in Basilicata e la conferma è venuta dalla prima delle giornate del lavoro con il confronto a Matera su temi come cultura, infrastrutture, servizi. Ed è stato il segretario regionale Angelo Summa, dopo la corposa introduzione del segretario provinciale Eustachio Nicoletti, ad annunciare che il 18 settembre Cgil, Cisl e Uil ”suoneranno la carica” ai governi centrale e locale per capire, sapere, quali strategie si intendono adottare su spesa, progettualità, settori, ricordando il gap tra Nord e Sud e le opportunità che la Basilicata non deve perdere -dopo la fase del covid 19- su infrastrutture come la Zes che portano a logistica e digitalizzazione. A livello locale l’assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo ha annunciato un confronto dapprima con i grandi gruppi industriali che operano in Basilicata, per sapere cosa hanno da investire dalle nostre parti, e quindi con Confindustria e Sindacati per l’impiego di risorse non oil. Ma noi dovremmo dire la nostra su risorse e fabbisogni. Ed è questo è il punto. La palla passa al governo e, assente, il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini è toccato al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano , in videoconferenza, rispondendo alle domande della collega Angela Mauro di Huffington Post, riassumere la posizione del Governo. “E’ la quota minima” il 34 per cento delle risorse del Recovery Fund -ha detto Provenzano- che “deve andare al Mezzogiorno perché lo prevede la legge poiché sono risorse per investimento. Io sono convinto – ha aggiunto – che l’assegnazione di questerisorse vada fatta sulla base della progettualità che deve esprimersi sui fabbisogni di investimenti”. Provenzano ha sottolineato che il Governo, “con la legge di Bilancio” ha “rafforzato la clausola del 34%” e ja aggiunto che “oggi i fabbisogni di investimento nel nostro Paese, secondo quanto ci dice la stessa Commissione europea che ci invita a puntare proprio sul tema della coesione territoriale, talvolta sono ancora maggiori. Penso solo al tema delle infrastrutture, ma lì
bisogna andare molto oltre il 34%”.

Tanta carne al fuoco e tanti spunti dal dibattito, che proseguirà a Potenza con la giornata conclusiva alla presenza del segretario nazionale Maurizio Landini, con gli interventi di Giampaolo D’Andrea ex assessore alla Cultura del Comune di Matera e già capo di gabinetto al Mibact, di Gianna Fracassi vicesegretario della Cgil, Francesco Sinopoli segretario nazione della Federazione lavoratori della conoscenza e Patrizio Bianchi, economista e componente della task force sui problemi della scuola. Altra settore che ribolle in vista della riapertura, tra rischi contagio covid, organizzazione, organici e problemi di sempre. Serve ”Liberare il Futuro” come ripete lo slogan della Cgil , in sicurezza, con tante mascherine rosse.