Se cercate giustizia …la troverete in groppa a un cavallo montato da un soldato dalla camicia azzurra, barrando sulla schede elettorale del 4 marzo la ”Lista del popolo per la Costituzione”, guidata dall’ex magistrato Antonio Ingroia e che in Basilicata può contare su due fantini che corrono ”ventre a terra”’ per disperdere l’avanzata del potere ” mafio-massonico” come li ha definiti Domenico Lence che non ha citato nè cupole nè logge e con tanto di divieto a girare al largo venuto da un altro candidato come Giuseppe Di Bello su ”No a nuovi permessi petroliferi, No a importazione di veleni e un Sì convinto su sorveglianza sanitaria e Tutela delle acque”. Ed è stata una conferenza stampa a tutta pagina …di legalità quella tenuta a Matera dal’ex magistrato e dai candidati che invitano a cercare il cavallo, quasi in concomitanza con il lancio del film di Andrea Camilleri ” la mossa del cavallo” andato in onda lunedì 26 febbraio in sostituzione del serial consolidato sul ”commissario Montalbano”. E sempre di legalità si tratta, visto che Domenico Lence, introducendo i lavori, ha ha riferito di un episodio increscioso, inedito e inquietant verificatosi il 30 dicembre scorso a Potenza con una persona , della quale non sono stati indicati sesso e generalità, e possibile candidato del Movimento, aggredita da ignoti sotto la propria abitazione. L’episodio è stato segnalato alle autorità inquirenti. Tanti gli interrogativi, ma Lence non si è sbottonato memore della riservatezza che ha conservato in altre occasioni, ricordando la collaborazione e il rispetto verso Nicola Maria Pace, un ”faro” nelle inchieste legate alle ecomafie e alle connivenze con certo potere politico.” Non ci fermiamo -ha detto Lence- anzi accresceremo la nostra azione, come ho sempre fatto, senza fermarci davanti alle minacce del potere mafio -massonico”. Non è una novità e la pentola è stata scoperchiata in più occasioni, nel corso di inchieste partite o approdate a Potenza e avviate da vari magistrati. Esiti diversi ma pericoli ricorrenti su filoni affaristici come ambiente ed energia, flussi di danaro che calimitano nel ”porto delle nebbie ” regionale appetiti e attenzioni da altri porti. E Lence ha ricordato gli oltre 500 milioni di euro da spendere per Matera 2019, che ha portato a un trasversalismo politico anche negli Enti locali, e su quale la Procura distrettuale antimafia ha messo in guardia sui rischi di infiltrazione malavitosa. Colletti bianchi e scuri. Ma sempre di malaffare e sporcizia si tratta. L’altra questione sollevata riguarda la tutela del territorio con il conteggio delle risorse che finiscono per mettere le ”pezze ” al dissesto.”Se si investisse nella prevenzione – ha detto Lence- oltre a difendere il territorio produrremmo reddito e occupazione”. E’ l’uovo di Colombo, ma si va avanti con annunci e precarietà…e vittime, naturalmente. Con l’ex magistrato, Antonio Ingroia, si parla a 360 gradi insistendo sul tema giustizia che riguarda anche la Basilicata, come il vaso di vetro tra quelli di acciaio…le mafie e gli affaristi delle regioni vicine. Immunità? Presenze occulte con sponde locali? Fatevi pure tutte le congetture che volete. Ma a pensare a male non si fa peccato…diceva ”Belzebù” Giulio Andreotti. ”Coerenza nella lotta alle mafie , non solo sottoscrivendo la petizione come la legge ” Lattore Bis” ma anche nella scelta dei candidati.” Stiamo portando avanti e con successo – ha detto Ingroia- una Petizione, sul sito change.org, per istituire la Legge Latorre-bis che estende ai politici corrotti il sequestro e confisca dei patrimoni illeciti. In due settimane siamo già a 150.000 firme. Sono convinto che di qua al voto possiamo arrivare a 1 milione di firme. Ma il fatto significativo, e ne dò atto, è che il Movimento cinque stelle -ha aggiunto- ha aderito alla nostra sottoscrizione. Ma dico a loro che occorre essere coerenti. Non bisogna essere contro la mafia e la corruzione solo a parole, sottoscrivendo il nostro appello, e li ringraziamo, ma presentando candidati credibili e non come Caiata (presidente Potenza calcio), indagati per riciclaggio” . Ingroia si è soffermato su altre temi legati alla giustizia, al lavoro, alla tutela dell’ambiente e del credito. Ma su tutte è la sicurezza a tener banco e del resto da ex magistrato ricorda i risultati raggiunti con organici adeguati a partire dalle Forze dell’Ordine, per le quali da più parti vengono annunci che si sbloccheranno risorse e ci saranno i concorsi. Quando e con quali poste in bilancio? “La giustizia e le forze di polizia -ha aggiunto Ingroia- sono in difficoltà in termini di mezzi e fondi. Ricordo quando ero pubbico ministero a Palermo all’inizio della mia carriera nel 1992 c’era un dispiegamento di uomini e mezzi straordinari e i risultati si sono visti oggi i Palazzi di giustizia sono con le luci spente. Anche in questo caso va fatta una inversione ad U. Le risorse impegnate nelle missioni militari impieghiamole sulla sicurezza pubblica. Dall’altro lato non nascondiamoci dietro un dito: la insicurezza che sente il cittadino non è solo legata all’ordine pubblico ma anche insicurezza sociale. Se ci fosse meno miseria, meno poverà ci sarebbe anche meno aggressività e meno criminalità. E se uno Stato degno di questo nome deve applicare la Costituzione e il famoso articolo tre in cui si dice che lo Stato si assume la responsabilità di rimuovere le diseguaglianze. La diseguaglianza produce anche criminalità, l’eguaglianza la combatte”.E con questa considerazione si approda alla questione lavoro con la citazione della Costituzione che periodicamente viene attaccata, per riorganizzarla o ridimensionarla e i risultati sono davanti agli occhi di tutti senza dimenticare le forzature sulla pensione ( riforma Unione Europea, Monti, Fornero come è più esatto dire) e al mercato del lavoro ( consolidamento della precarietà a tutele decrescenti con il JobAct e abolizione dell’articolo 18). “La Costituzione all’articolo 1 -ha aggiunto Ingroia- dice che è fondata sul lavoro e che chi lavora ha diritto ad una retribuzione dignitosa. Questo in Italia non avviene, non c’è lavoro e il poco che c’è è precario. Dall’altra parte si sono incentivati fenomeni migratori che hanno determinato una guerra tra poveri, tra disperati in fuga da territori di guerra e poveri disgraziati italiani in situazioni di precarietà. Cosa fare? Si deve fermare l’emorragia di migranti in fuga dalla guerre e fermando quindi le guerre. L’Italia alimenta le guerre con i propri soldi impiegando militari in missioni di guerra contrabbandate con missioni di pace e con le proprie industrie belliche che aumentano il fatturato vendendo armi in Italia e all’estero. L’Italia spende 60 milioni di euro al giorno in spese militari che potrebbero essere impiegate per rilanciare lo stato sociale, la sanità pubblica, la scuola pubblica e lo stato non assistenziale ma sociale. Noi siamo contro il reddito di cittadinanza ma noi proponiamo un piano di pieno impiego. E’ una follia? Non c’è copertura finanziaria? Non è vero. Noi abbiamo una manovra finanziaria di 200 miliardi di euro in tre anni fondata sulla moneta fiscale complementare che significa valorizzazione dell’unica banca pubblica che disponiamo, ovvero la Cassa Depositi e Prestiti che può emettere i certificati di credito fiscale, una moneta parallela non convertibile in euro e che quindi non determina un aumento del debito pubblico che darebbe ossigeno alla nostra economia e immetterebbe liquidità nel mercato finanziario, consentirebbe alle piccole e medie imprese di ripartire, quindi più sviluppo e più posti di lavoro”. Ci fermiamo qui il Cavallo della Lista del Popolo corre ventre a terra…per le strade della Basilicata. Ora tocca agli elettori liberi da ogni tipo di condizionamento.