Dopo la intemperanza estiva con cui Capitan Gradasso ha spazzato via il governo di cui era il dominus, rimanendone gravemente sinistrato sotto le macerie, non prima di esser stato preso a pesci in faccia a reti televisive unificate in Senato.

Da quel Presidente del Consiglio che ha poi rassegnato dignitosamente le proprie dimissioni nelle mani di Mattarella, ma che non ha mancato di evidenziare la vigliaccheria del suo ex vice che non ha avuto la sua stessa coerenza e il coraggio di dimettersi da ministro dopo aver presentato una mozione di sfiducia al governo.

Ora il baciatore compulsivo di rosari è lì a ribadire la sua cantilena da bulletto offeso di volere le elezioni subito, perché pensa di sbancare al botteghino delle urne, avere “pieni poteri”e magari eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Fare Bingo!

Chi gli darà una mano? Volontariamente o involontariamente? Lo vedremo nelle prossime ore.

Per intanto, sgombriamo il campo dalla balla che un qualsiasi altro governo sarebbe “un ribaltone” o “un inciucio”.

L’Italia è una Repubblica parlamentare in cui si vota ogni cinque anni, il Presidente del consiglio non è eletto dal popolo, i governi si formano dopo il voto con accordi tra i gruppi parlamentari eletti che riescono a formare una maggioranza intorno ad un programma. Chiaro?

Così è stato con il governo Salvini-DiMaio appena caduto, quando l’accordo è stato trovato tra il partito maggiore (M5S) e il terzo classificato La Lega che per altro si era presentato unitamente a FI e FdL che furono abbandonati senza tanti complimenti alla loro sorte di oppositori.

Così è altrettanto legittimo e normale che possa accadere ora tra il partito di maggioranza relativa e il secondo partito (PD), o magari anche con altri.

Chi afferma il contrario (Lega & C.) dice una falsità ed imbroglia gli italiani. Sapevatelo!

Ma la madre delle domande a questo punto è: ce la faranno PD e M5S a dare un nuovo governo all’Italia?

E qui il gioco si fa scivoloso e contorto. E’ evidente che un accordo tra queste due forze per dare vita ad un governo sarebbe conveniente per loro e per il Paese. Non converrebbe solo a Salvini & C.

Converrebbe al M5S perché gli consentirebbe di continuare la esperienza di governo e realizzare altri punti del proprio programma (non tutti ovviamente e quelli magari più compatibili con l’alleato, non avendo il 51%) e recuperare il terreno perso sul fronte dei consensi.

Converrebbe al PD (sia a quello di Zingaretti che quello di Renzi) perché gli offrirebbe l’occasione di riprendere in mano il pallino che si era lasciato sfuggire ad inizio legislatura, tornare al governo del Paese e magari provando ad elevare anche il livello del proprio dibattito interno. E chissà che non riescano a trovare la strada per diventare quel partito che non sono mai riusciti ad essere.

Converrebbe al Paese che ritroverebbe più o meno in fretta un governo senza il dispendio di soldi per nuove elezioni e il rischio di salti nel buio, considerata la pessima qualità del personale politico in circolazione (grandi statisti non se ne vedono ne in questo Parlamento e nemmeno all’orizzonte, dunque bisogna arrangiarsi con quello che passa il convento). Inutile perdere soldi e tempo in una ricerca da mission impossible.

E’ dunque una buona notizia che la direzione nazionale del PD abbia conferito all’unanimità mandato al suo segretario nazionale Nicola Zingaretti di provare a verificare la possibilità di costituire una nuova maggioranza con il M5S. Per un “governo forte” realizzato nella “chiarezza” e che sia “di svolta e di legislatura”. Un obiettivo alto e condivisibile.
Non serve -infatti- lavorare a governi balneari e di corto respiro. Non servirebbe a nessuno. Ne a MeS e PD e nemmeno all’Italia.

Ma è evidente che per conseguire un così alto risultato intorno ad un programma di governo ed una squadra adeguata a realizzarlo occorre volerlo per davvero. Non deve essere una finzione.

Deve comportare per ambedue le forze in campo reduci tutte da sconfitte e errori, la capacità di ammetterli ed essere disposti a fare un autentico punto e a campo che sia credibile. Di evitare di avanzare veti incrociati e puntare a privilegiare punti di incontro sulle materie. Sapendo (come è ovvio che sia) che se su una materia vorrei realizzare 100 ma ne posso fare -nella situazione data- solo 60 è meglio di niente.

Ce la faranno i nostri eroi, così disabituati a ragionare in modo un po’ più alto del metatarso, ad avere ragione di se stessi e stupirci con gli effetti speciali?

Ce lo auguriamo, anche se francamente non scommetteremmo nemmeno un centesimo sull’esito finale.

Mattarella è lì che li attende!

Ma c’è anche Matteo2  che – con il suo bravo crocifisso in una mano e un mojito nell’altra – che aspetta al Papeete Beach di vederli spiaggiare  …..e ripartire all’attacco coast to coast.  Senza nemmeno ringraziarli del favore, ovviamente!