Non è questione di campanile o di campanili, ma Matera merita di essere amministrata da un sindaco-per il prossimo quinquennio- che ne difenda e valorizzi identità, risorse, funzioni e potenzialità. Per farla breve la sua ”materanità” contro la Potenza dell’arroganza del potere per il potere favorita, non dimentichiamolo, si dimenticano o fanno finta di non essere stati eletti nella Città dei Sassi. E’ in sintesi quello che dice e chiede ai materani per le comunali di settembre Antonio Cappiello, invitandoli ad andare sulla concretezza e a impegnarsi per un sindaco che abbia capacità organizzative e in grado restituire alla Città, al sistema produttivo capacità decisionali Un fattore di rottura con il passato, rispetto a quanto visto finora e con i risultati e le delusioni sul campo. Poche chiacchiere e a sostegno del Bue del Movimento ”Matera al Centro”, ostinato o ‘capatost’ come si dice in dialetto per un futuro tutto da costruire, ma sulla identità della nostra storia e del nostro passato.

LA NOTA DI ANTONIO CAPPIELLO

In queste ore stiamo assistendo a troppi tatticismi e ragionamenti cervellotici per la scelta da parte dei partiti e delle liste civiche, del candidato sindaco per la città dei Sassi di Matera..
Tutti in cerca di un nome altisonante, c’è chi vorrebbe un imprenditore milionario in grado di promettere posti di lavoro, altri, professori o avvocati bravi a vendere le barzellette per storie vere, dimenticando di raccontare che Matera dal dopo guerra ha perso dignità e diritto di rivalsa.
Quello che manca è la voglia di MATERANITA’, quella dimenticata da coloro oramai rassegnati allo strapotere della politica potentina, brava ogni giorno ad accentrare il potere nel capoluogo, senza rispetto per Matera che con la sua storia e bellezza, può essere il volano di crescita per la Basilicata e per tutto il Mezzogiorno d’Italia.
E dopo decenni di legislature andate a vuoto, con sindaci con nomi altisonanti, sponsorizzati da partiti interessati solo alle risorse del territorio, ma non della sua popolazione, ci ritroviamo amministratori incapaci di sbattere i pugni per salvare la nostra sanità, il nostro bellissimo paesaggio, ma soprattutto il futuro delle nuove generazioni.
Matera vuole di più, merita un sindaco “organizzativo” che al primo posto metta i più deboli, che tra le prime azioni pensi al decoro della città, abbandonata al degrado, che dedichi risorse importanti all’accoglienza turistica. Sì di quel famoso turismo che può essere il vero volano di crescita economica di tutta la città..
Voglio ricordare con piacere le parole dell’On. Raffaele Volpi, oggi presidente del Copasir, ieri senatore della Lega e segretario nazionale di Noi con Salvini, che 5 anni fa volle fortemente candidato a sindaco un artigiano, perché modello credibile nelle città dove amministra la Lega Nord, per la loro capacità di gestione minuziosa e oculata della cosa pubblica..
Forza Matera, il Bue stanco deve rialzare la testa..